Narcos 3×04 – CheckmateTEMPO DI LETTURA 4 min

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La terza stagione di Narcos sta mantenendo l’accattivante ambientazione che ha affascinato il pubblico sin dalla prima puntata, mostrando al contempo la capacità di rinnovarsi, di sembrare una nuova serie, un nuovo mondo.
Il timore che la mancanza del carisma di un personaggio come Pablo oscurasse in qualche modo tutta la nuova stagione sta piano piano venendo meno. Arrivati alla quarta puntata ci si rende conto di come i nuovi villain, sebbene presi singolarmente non abbiano sicuramente la stessa forza e/o valenza sceniche del loro precedessore, nell’insieme che rappresentano assolvono bene la loro funzione di antagonisti per l’eroe buono di questa stagione che è senza dubbio l’agente Peña. Per un gran personaggio che se ne va, infatti, un altro (ri)sorge: Peña è stato (re)introdotto in questa stagione come il protagonista “buono”, l’eroe e, non di secondaria importanza, il narratore degli eventi, prendendo di fatto il posto di Murphy.
Mai scelta fu più felice. Peña mantiene da narratore le stesse caratteristiche che lo fanno apprezzare come personaggio, presenti fin dall’inizio della storia ma accentuatesi nel corso delle prime 2 stagioni: poliziotto con una forte sete di giustizia che deve fare i conti con una realtà ostile; a tratti ottimista perché, nonostante tutto, anche quando sta per abbandonare ogni speranza, non perde l’entusiasmo nel fare di tutto per catturare i narcos; a tratti pessimista e sconfortato, lo si è visto lasciarsi trasportare al “lato oscuro” intessendo rapporti con criminali quasi pari ai narcotrafficanti pur di sconfiggere questi ultimi (confermando la regola del “il nemico del mio nemico è mio amico”). Nella stagione corrente a tutto questo turbinio di emozioni si sommano una sorta di imbarazzo per gli onori che la cattura di Escobar gli ha procurato e il senso di colpa per l’immobilismo a cui lo costringe la nuova strategia americana nei confronti dei Narcos. Immobilismo che termina in questo episodio in cui, incredibile ma vero, riesce ad essere un passo avanti agli organizzatissimi Rodriguez e a fare scacco matto al cartello di Cali. Sebbene si resti un po’ perplessi di fronte alla facilità con cui si è fatto catturare Gilberto Rodriguez – mentre se la spassava allegramente con le 3 mogli e solo un paio di uomini a fare la guardia (bambine delle elementari si fanno la guardia dai maschietti in modo più efficace) –  e venga da fare un confronto con il finale della prima stagione di Narcos e il quasi arresto di Pablo tra sparatorie e bagni di sangue, non ci si sente di colpevolizzare i creatori di “Checkmate”. Se il regista di Game Of Thrones riesce a definire semplicemente “impossibilità plausibili” tutto quello che succede nell’episodio “Beyond The Wall“, si può sicuramente passar sopra a questa osservazione: d’altronde i Rodriguez erano sicuri che gli americani stessero prendendo una cantonata, sviati dalla polizia locale, e che qualsiasi movimento verso di loro sarebbe stato comunicato con adeguato avviso. Come i gentiluomini di Cali che preferiscono gestire i loro affari senza violenza manifesta e al riparo da occhi indiscreti, così Newman e soci hanno gestito la sequenza dell’arresto, anzi hanno concepito la dinamica stessa dell’arresto: una battaglia più strategica che di forza in cui i poliziotti corrotti si sono ritrovati spiazzati quanto lo spettatore nel capire di esser stati presi in giro dal gruppo di Javi Peña e Hugo Martinez.
Infine, due parole sul responsabile della sicurezza dei Rodriguez, Jorge Salcedo, non solo stimatissimo dai suoi capi ma anche personaggio trattato con occhio di riguardo da parte degli sceneggiatori. Dato che i personaggi principali erano quasi tutti noti, l’introduzione di un personaggio secondario ma partecipe in modo diretto agli eventi è stata un’ottima idea. Soprattutto perché il personaggio sembra avere molto da dire. Già in questa puntata lo si è visto dialogare con un Navegante in versione psicanalista che, in un momento di massima ispirazione, gli dice che secondo lui (Jorge) non porta con sé armi perché ha paura di cosa potrebbe farci. In effetti si sta ancora tentando di capire in che versante collocare Salcedo: a tratti buono, a tratti cattivo o persino indifferente, sembra sempre disposto a fare qualsiasi cosa gli chiedano i suoi capi e allo stesso tempo riesce a non mostrarsi completamente abnegato a loro; ha l’aria del professionista che tiene molto a dimostrare quanto è bravo nel suo lavoro anche se questo ha dei risvolti negativi dal punto di vista morale. A suo modo, un eroe sempre in lotta con la propria coscienza, sempre in bilico tra la voglia di restare legato ai Rodriguez e il desiderio di mettersi in proprio. Stessi dilemmi che albergano nella mente di Pacho, tanto più ora che Gilberto è stato arrestato. Qualcosa fa intuire che Pacho non starà 6 mesi in attesa di chiudere la baracca. Sarà lui il villain di Narcos stagione 4? Intanto godiamoci il resto di questa stagione per vedere cosa ne sarà di tutti gli altri.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Effetto “surprise” ben riuscito nella sequenza dell’arresto
  • Pedro Pascal in stato di grazia
  • Javier Peña 
  • Personaggio di Jorge: novità molto interessante
  • Arresto troppo facile? Perdonabile comunque
Con l’arresto di Gilberto Rodriguez la trama di Narcos subisce un bel boost. Non resta che divorare le rimanenti puntate per sapere come evolverà la situazione.
Follow The Money 3×03 ND milioni – ND rating
Checkmate 3×04 ND milioni – ND rating

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