Narcos 3×08 – ConvivirTEMPO DI LETTURA 3 min

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A soli due episodi dal season finale Narcos conferma tutti i dubbi, non positivi, emersi fin dalla prima puntata: i boss di Cali non sono all’altezza del loro ruolo di villain e, se paragonati ad Escobar, risultano fortemente ridimensionati nel loro ruolo di narcotrafficanti. Il climax narrativo iniziato con la cattura di Gilberto Rodriguez  sembra interrompersi bruscamente in questo episodio, eccessivamente lento e spesso prevedibile.

You can’t be a half gangster.

Il pensiero che tormentava costantemente il boss di Atlantic City Nucky Thompson in Boardwalk Empire, sembra riproporsi con Gilberto che ormai in carcere non accetta il destino della vita da criminale che ha scelto, mentre Miguel, leader de facto del Cartello, non risulta adatto a tale ruolo. L’assenza di Helmer Herrera Buitrago (Pacho per i più pigri) in questa puntata si fa sentire tutta, essendo il personaggio meglio riuscito dei quattro soci del Cartel de Cali, ma l’attenzione è doverosamente spostata altrove, lì dove i fatti storici vanno a richiedere una certa attenzione. Il poco appeal dei main characters sembra evidente e molti personaggi secondari risultano più affascinanti rispetto ai Caballeros de Cali. Chi di carisma ne ha da vendere è Navegante, silenzioso e infallibile sicario che, nonostante le poche scene e i pochi dialoghi, risulta essere uno dei personaggi più affascinanti e incisivi di questa stagione. Ovviamente però non va dimenticato un certo Don Berna.

War makes strange alliances, putting you into business with people that, under other circumstances, you wouldn’t even shake hands with.”

Il ritorno, più gradito che mai, dei Los Pepes e di Don Berna, che da capo della sicurezza di Judy Moncada ha fatto carriera ed è il nuovo boss di Medellin, risolleva gli esiti di una puntata piuttosto statica. Infatti i nuovi intrighi orchestrati dagli ex acerrimi nemici di Pablo, con Peña sempre coinvolto, riportano con la memoria ai complotti e alle carneficine, sempre ben scritte e girate, che hanno caratterizzato le prime stagioni di Narcos. Un altro personaggio che nuovamente emerge è quello di Jorge Salcedo, definitivamente assurto a protagonista dello show, coinvolto in un doppio gioco ormai più grande di lui (per piani suicidi, amico di Nicholas Brody in Homeland). Dall’inizio della stagione è sicuramente il character meglio approfondito e sviluppato all’interno dell’organizzazione criminale di Cali, rispetto a personaggi come Chepe Santacruz Londono o David Rodriguez, descritti superficialmente e spesso eccessivamente caricaturali.
Il nuovo showrunner Eric Newman, per ora, non sembra sia riuscito, nonostante una stagione che di orribile non ha nulla, a ricreare quell’attesa e quell’interesse che Don Pablo riusciva a suscitare negli spettatori in ogni sua impresa contro il resto del mondo, che fosse la DEA o lo stato colombiano. Mentre più riusciti risultano i personaggi secondari che fanno da sfondo alla storyline principale.  Anche la completa irrilevanza dei personaggi femminili risulta un handicap, laddove nella ricostruzione di un Narcos 2.0 poteva trovare spazio un personaggio carismatico del gentil sesso. Nelle ultime due puntate è lecito aspettarsi una netta inversione di rotta, affinché questa stagione, che rimane comunque un buon prodotto originale, possa elevarsi a un livello qualitativo superiore, rispetto a quanto visto fino ad ora.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Los Pepes & Don Berna
  • Navegante
  • Jorge Salcedo
  • Boss di Cali poco carismatici
  • Assenza Pacho
  • Puntata prevedibile
  • Irrilevanza personaggi femminili
Puntata piacevole ma a tratti eccessivamente lenta e dagli esiti prevedibili, soprattutto per quanto riguarda la morte di Jurado e la predecente liberazione della moglie.
Sin Salida 3×07  ND milioni – ND rating
Convivir 3×08 ND milioni – ND rating

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Fra la movida tipica dello studente fuorisede a Bologna e la mia dipendenza da serie tv, sono riuscito anche a laurearmi in storia. Patito di cinema e ardito seguace di anime&manga giapponesi, frequento abitualmente serate di musica elettronica e concerti dei gruppi più disparati. Tra le mie numerose patologie spicca il mondo dei tattoo ; amo farmi tatuaggi, molti tatuaggi. Lostiano intransigente, trascino la mia lunga barba da una serie tv all'altra, sperando di risvegliarmi tra Kattegat e Winterfell. Nel frattempo assecondo la mia passione per il gin lemon, perchè la notte è buia e piena di terrori.

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