Grey’s Anatomy 14×07 – Who Lives, Who Dies, Who Tells Your StoryTEMPO DI LETTURA 3 min

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Grey’s Anatomy continua testardamente a battere ogni record. Seppur contro il parere di una razionale parte di fan che vorrebbe vedere i definitivi titoli di coda, spinta anche da dati d’ascolto che non accennano a diminuire, il medical drama della ABC si ritrova a tagliare il traguardo dei 300 episodi. Quattordici stagioni dopo il suo esordio, lo show di Shonda Rhimes appare ancora stabilissimo nel palinsesto seriale e, che importa di buchi di trama e mancanza di originalità nelle storyline, quando gli autori e la stessa rete possono fregiarsi del raggiungimento di un tale obiettivo.
La showrunner Krista Vernoff aveva già anticipato come, in una puntata che segnava un traguardo storico per la serie, si sarebbe cercato di rendere omaggio ai personaggi che, nel corso degli anni, hanno contribuito a raccontare Grey’s Anatomy. Il 300° episodio si presenta come un viaggio nei ricordi, con ritagli dedicati alla maggior parte dei protagonisti storici che, per un motivo o per un altro, non sono più al Grey-Sloan e con l’inserimento di Easter-egg dedicati ai fan di lunga data.
Il ricordo proposto da “Who Lives, Who Dies, Who Tells Your Story” si presenta in maniera del tutto singolare, soprattutto rispetto al passato: nell’episodio non si susseguono quei continui flashback che tanto avevano caratterizzato la scorsa stagione al punto da sembrare puro elemento riempitivo che, tuttavia, non aggiungeva niente alla storia; l’escamotage usato dagli autori questa volta, con l’arrivo di pazienti che dovrebbero ricordare i vecchi personaggi per somiglianza (e nel caso di Izzie ci si va molto vicino) appare un metodo diverso e forse anche originale di riportare alla memoria quelle facce ormai sbiadite nel ricordo ma, allo stesso tempo, non garantisce un effetto davvero nostalgico, non creando neanche quella necessaria empatia nei confronti di questi sconosciuti pazienti.
Ciò che riesce maggiormente a questo episodio incentrato sui fantasmi del passato è paradossalmente la stabilizzazione del futuro, con Alex e Meredith in testa. Mentre Karev, nel ricordare nostalgicamente e tristemente la storia con Izzie, dimostra di essere riuscito a lasciar andare definitivamente il vecchio amore, abbracciandone in pieno un altro, la Grey si ritrova a raggiungere il più alto dei traguardi professionali.
Tanto si potrebbe dire riguardo l’Harper Avery vinto da Meredith, dalla scontatezza e velocità della costruzione della vittoria, ai buchi di trama presenti (Cristina lascia Seattle per l’impossibilità di vincere il premio in quell’ospedale ma il conflitto di interessi scompare per Meredith?) ma in un episodio incentrato sul ricordo dei tempi passati, con il percorso di Meredith impresso nella memoria, non si può restare indifferenti davanti a quanto ottenuto, portando ad apprezzare anche la scena che ha proclamato Meredith vincitrice, dove, a parte il discorso esageratamente mellifluo di Jackson, ha spiccato positivamente anche l’aggiunta della presenza di Kate Burton, per l’occasione tornata come guest per questa piccolissima apparizione di Ellis Grey.
“Who Lives, Who Dies, Who Tells Your Story” è quindi una puntata celebrativa che, nel ricordo del passato, ha soprattutto voluto celebrare la sua protagonista. Tuttavia, messo da parte il 300° episodio è impossibile non rendersi conto delle falle che anche questa stagione continua a mostrare, una su tutte la mancanza di una trama orizzontale. Con la nascita di quello che sembra un nuovo drama amoroso tra DeLuca e la nuova specializzanda Sam, troppo prematuro per essere interessante ed un Ben alle prese con l’ennesimo cambio di lavoro, il tutto in nome del prossimo spin-off sui pompieri pronto a partire sulla ABC, il resto dei personaggi rimane in una situazione di completo stallo. Pochi, piccoli avvenimenti condensati nell’arco dei singoli episodi e niente più: con il prossimo episodio arriva il winter finale e di una trama orizzontale bella, corposa ed accattivante, ancora neanche l’ombra.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nonostante tutto, Meredith vincitrice dell’Harper Avery 
  • La scena finale con Meredith, Alex e “Cristina” nei nostalgici tunnel 
  • L’uso delle “controfigure”
  • DeLuca e Sam, il drama dei poveri
  • Velocità di spostamento Jackson/Catherine: Seattle batte Westeros 

 

Grey’s Anatomy fa 300: le congratulazioni potrebbero essere d’obbligo, ma scusate se non gli auguriamo altri 100 di questi episodi.

 

Come On Down To My Boat, Baby 14×06 7.38 milioni – 1.8 rating
Who Lives, Who Dies, Who Tells Your Story 14×07 8.13 milioni – 1.9 rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un’estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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