Britannia 1×08 – Episode 8TEMPO DI LETTURA 4 min

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“Altalenante” è l’aggettivo perfetto per indicare Britannia. Dopo un inizio per molti versi poco convincente e per altri pieno di potenzialità, la serie è riuscita a decollare sia come trama sia in termini di qualità, per poi affossarsi nuovamente con un settimo episodio a dir poco terribile, indubbiamente il peggiore di questa prima stagione. Con l’ottava puntata si tenta una timida risalita, riportando il focus sulla guerra, su Plauzio, su Kerra, su Antedia, sui conflitti interni ai Cantiaci e sui dissidi del fronte romano-regnense, insomma su tutta la parte più interessante e meno magica della serie. Non mancano purtroppo la piagnucolona Cait e il druido Martellone Divis, anzi la ripetitività dei loro battibecchi che dovrebbero rappresentare la “linea comica” e l’ennesima isteria della futura Boadicea la fanno da padrona anche a questo giro.
La scelta di compiere un balzo in avanti con un timeskip di quattro mesi ha l’indubbio pregio di dare un’accelerata alla trama bellica, che finora ha sempre sofferto di una certa lentezza nel suo avanzare; ma è foriera anche di problemi e perplessità legate al fatto che in diverse storylines quello stesso salto temporale di oltre cento giorni non è percepibile. Non ha molto senso, ad esempio, che Aulo Plauzio non sia ancora riuscito, pur con tutti gli uomini a disposizione, a mettere le mani su Divis e Cait, che sono tutto fuorché ninja; né lo ha il pietoso stato dell’addestramento della ragazza nelle arti Jedi druidiche, che sembra iniziato il giorno prima e non da quattro messi; e non ha senso nemmeno il fatto che Brutus e Philo se ne siano stati tutto il tempo chiusi in una capanna, strafatti di droghe celtiche. Solo la situazione in cui si trovano i Cantiaci mostra effettivamente i segni del trascorrere del tempo: l’assedio dei Regnensi è ancora in corso, ma gli assedianti hanno sempre meno viveri e il morale sempre più basso, e ogni giorno che passa la sconfitta si fa sempre più palpabile.
E’ in questo contesto che si verificano due importanti voltafaccia, uno per schieramento: da un lato c’è Lindon, che si rivela essere una spia dei Regnensi al soldo di Antedia; dall’altro c’è Lucius, che decide di agire drasticamente nei confronti di un Plauzio in cui stenta sempre più a riconoscere l’amico di un tempo. Entrambi sono personaggi secondari che finora avevano svolto il ruolo di semplice spalla dei veri protagonisti e che trovano finalmente l’occasione di ritagliarsi un proprio spazio nella narrazione proprio volgendosi contro quegli stessi protagonisti; ma ad accomunarli c’è anche la natura sofferta di tale tradimento, se si considerano il rapporto che lega il Gallo alla nuova regina dei Cantiaci e l’amicizia di lunga data tra il prefetto romano e il suo generale. A differenziarli, semmai, c’è l’esito del loro voltafaccia: Lindon riesce a incendiare il magazzino dei Cantiaci, privandoli di prezioso cibo e peggiorando ulteriormente la loro già poco rosea situazione, mentre Lucius fallisce miseramente, gabbato da un Aulo Plauzio che è sempre un passo avanti ai suoi nemici. Adesso resta da capire se la scelta di risparmiare il personaggio del tribuno romano, a cui Plauzio concede di fuggire invece di ucciderlo, preluda a un suo ritorno futuro o se sia semplicemente un’uscita di scena definitiva, resa per una volta incruenta.
E per un personaggio che, forse, va via ne arrivano altri: i cacciatori di taglie convocati da Plauzio dagli angoli più remoti del mondo antico, per dare la caccia a una ragazzina che fior fiore di legionari romani non sono riusciti, a quanto pare, a trovare in quattro mesi. Una ragazzina che, ricordiamolo, non è un ninja capace di spostarsi senza lasciare la benché minima traccia, eppure girovaga indisturbata per le foreste britanniche. Quanto alle new entries, sono pittoresche macchiette prive di una caratterizzazione psicologica di questo nome, per di più sacrificate quasi tutte sull’altare delle morti scioccanti per mano dell’irlandese Hella, ennesima esagerata icona femminile badass in una serie che sembra essersi ormai prefissa lo scopo di portare il girl power a livelli mai visti in una serie televisiva.
A chiudere degnamente in bellezza la puntata ci pensa la giovane Cait che di punto in bianco si fa prendere dai sensi di colpa per aver abbandonato il padre cieco e, certissima della morte del genitore nonostante non abbia il minimo straccio di prova al riguardo, decide di farla finita impiccandosi: una reazione decisamente esagerata, che avrebbe avuto più senso se la ragazzina avesse avuto prove effettive della dipartita del padre e che invece, messa così, fa solo sembrare la futura Boadicea una povera isterica. Ovviamente nessuno spettatore può credere che la ragazza sia davvero morta e l’arrivo in extremis della Xena irlandese sta a indicare che si salverà, così come nessuno può credere che ci abbia lasciato Divis, ma per averne conferma non resta che aspettare l’ultimo episodio di questa stagione e sperare che almeno quello sia all’altezza delle aspettative.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Timeskip di quattro mesi
  • Più spazio ad alcuni personaggi secondari
  • Timeskip di quattro mesi
  • I cacciatori di taglie
  • Le reazioni isteriche di Cait

 

La nuova serie britannica sull’invasione romana dell’isola continua a zoppicare, dimostrando di non saper gestire al meglio un salto temporale nemmeno troppo ampio. Si poteva fare decisamente di più.

 

Episode 7 1×07 ND milioni – ND rating
Episode 8 1×08 ND milioni – ND rating

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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