GLOW 2×04 – Mother Of All MatchesTEMPO DI LETTURA 3 min

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Ormai universale il dibattito sulle comedy. Ogni recensione di ogni serie con episodi sotto i 40 minuti diventa una digressione su cosa è più comedy, cosa meno, dove subentra il dramedy e dove invece no. Forse anche basta. Forse ci si può tranquillamente rassegnare al fatto che ormai è difficile creare divisioni a compartimenti stagni, semplicemente perché è subentrata una maggiore libertà creativa grazie a piattaforme che non devono fare i conti con tempi televisivi/pubblicitari. Ma forse anche questo discorso è ormai vecchio. Quindi basta. Davvero.
GLOW ha ricominciato la sua seconda stagione con un approccio maggiormente comedy – discorso vecchio, sì, ma per questo episodio è il caso di riprenderlo – uscendo il meno possibile dall’ambiente “situazionale” in cui la serie si svolge: il set. Questo almeno nei primi tre episodi. “Mother Of All Matches”, invece, gioca sull’approccio tipico della commedia indipendente di nuova generazione: l’approfondimento introspettivo tragicomico con venature malinconiche. Il titolo non è casuale. Questa volta l’incontro per aggiudicarsi la corona non arriva nel finale di stagione, bensì nel quarto episodio: la “madre di tutte le partite”, a voler tradurre letteralmente. Il gioco di parole è però immediatamente percettibile se si va a notare l’introspezione di cui sopra, su cui si dipana una buona prima metà di episodio. Tema della parte introspettiva di cui sopra è la maternità. Sia Liberty Belle che Welfare Queen sono due mamme, due mamme con una storia diversa. La costruzione della prima metà di episodio è estremamente efficace per il dualismo che si viene a creare.
Tammè Dawson ha il figlio a Stanford, Debbie Eagan ha invece la situazione ben nota sin dagli inizi della serie. Ciò su cui la serie pone la lente di ingrandimento, però, è l’enorme distanza tra la quotidianità e il mondo fittizio pieno di costumi e storie strane del wrestling. Se Liberty Belle rappresenta l’anacronistica retorica dell’American Dream, Debbie è ancora totalmente sconnessa dal suo ruolo di mamma single, le basta infatti una telefonata da parte di una segretaria per compiere la mossa di disfarsi dell’intero arredamento e bere. Innegabile che questa seconda stagione, finora, ha dirottato l’attenzione sul personaggio di Betty Gilpin. L’elemento ricorrente finora è quello di creare un principio di empatia con il pubblico, per poi compiere una mossa destabilizzante e fastidiosa. Non si può non rimanere coinvolti dalla follia travolgente con cui vende tutto, ma poi Mark rivelerà che il letto che voleva acquistare serviva solo per creare un ambiente familiare per il bambino. Allo stesso modo si guarda con simpatia alla solidarietà pre-incontro tra le due attrici-wrestler ma, dopo la finta vittoria, Liberty Belle, presa dall’entusiasmo, si spingerà troppo in là con quel tipo di offesa concessa dallo scorretto mondo del GLOW. Quello sarà il momento in cui si incrociano due vicende fino a quel momento parallele.
L’approfondimento su Tammè aiuta a rendere tridimensionale un personaggio, ma soprattutto ad evidenziare la separazione tra GLOW e vita quotidiana. Una mamma che parla con il figlio in un campus è la stessa Welfare Queen che si fa insultare da un pubblico che la identifica come scroccona. Alcuni stereotipi narrativi avrebbero portato a ipotizzare un ribaltamento dell’esito del match, già preparato. La madre che agli occhi del figlio non vuole perdere la dignità però non si scompone e accetta il verdetto prestabilito, salvo abbandonare il palco quando l’umiliazione inizia a diventare eccessiva. 
Illuminante il dialogo finale tra madre e figlio dove Ernest accetta tranquillamente ciò che ha appena visto, esprimendo quasi un apprezzamento sul grado di scorrettezza dell’intero show, risparmiando contemporaneamente tanti possibili stereotipi narrativi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio incentrato su due soli personaggi
  • Costruzione del personaggio di Debbie
  • Tammè e il figlio e il finale tutt’altro che scontato
  • Prima metà di episodio fuori dal set
  • Senza nulla togliere ai protagonisti, si rifiata un po’ da Ruth e Sam
  • Niente di particolare

 

Un episodio costruito benissimo. Uscire dalla routine del set ancora nella prima metà di stagione aiuta a evitare da subito soluzioni stagnanti, riuscendo però ad impostare basi narrative che sicuramente troveranno sfogo nel prossimo futuro (basti vedere la deriva che sta prendendo Debbie). 

 

Concerned Women Of America 2×03 ND milioni – ND rating
Mother Of All Matches 2×04 ND milioni – ND rating

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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