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When They See Us 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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La sera del 19 aprile 1989, Patrisha Meili, una promotrice finanziaria, venne aggredita e stuprata mentre faceva jogging a Central Park e, a causa di questo evento, rimase in coma per 12 giorni. I giornalisti e le emittenti televisive dell’epoca, la soprannominarono “la jogger di Central Park” e il suo caso fu uno dei crimini con più alta risonanza degli anni ottanta secondo il The New York Times.
Quella stessa sera, quattro ragazzini afroamericani e uno di origine ispanica, provenienti dalla Harlem più povera e malfamata, si erano ritrovati nel famoso parco per bighellonare, fare casino e commettere atti vandalici. Per loro sfortuna i cinque ragazzi si ritrovarono nel posto sbagliato al momento sbagliato, dato che la criminalità e il razzismo avevano raggiunto livelli assurdi nella New York di quel periodo. Dopo una testimonianza poco attendibile, infatti, Kevin Richardson, Raymond Santana, Korey Wise, Yusef Salaam ed Antron McCray, furono arrestati con l’accusa di aggressione, stupro e tentato omicidio. Con l’opinione pubblica che premeva fortemente sull’acceleratore per avere subito un colpevole da poter accusare ed incarcerare, i cinque giovani furono costretti a confessare un crimine che, in realtà, non avevano commesso, con la promessa che sarebbero stati subito rilasciati. Ma così non avvenne. Nonostante le molteplici incongruenze raccolte durante gli interrogatori, segno che nessuno di loro avesse partecipato o assistito allo stupro, i ragazzini furono condannati e dovettero scontare pene che variarono dai 6 ai 13 anni. Solo dopo aver passato anni in carcere, i “cinque di Central Park” vennero scagionati anche grazie alla confessione del vero aggressore.
Da questo fatto di cronaca nera, parte la nuova miniserie originale Netflix, intitolata “When They See Us” e rilasciata interamente sulla piattaforma di streaming il 31 maggio. Al timone dello show troviamo Ava DuVernay, ideatrice e regista e tra i produttori anche Oprah Winfrey. La DuVernay è stata la prima donna afroamericana a ricevere una nomination al Golden Globe come miglior regista per “Selma” ed è, quindi, comprensibile e quasi scontata la sua presenza dietro la macchina da presa. “When They See Us”, però, non è la prima trasposizione televisiva della vicenda della jogger di Central Park: nel 2012 è uscito il documentario “The Central Park Five”, presentato fuori concorso a Cannes nel maggio dello stesso anno. Inoltre, viene facile il paragone con “Devil’s Knot”, film di Atom Egoyan che racconta la vicenda dei “tre di West Memphis”, ovvero tre adolescenti ingiustamente incarcerati per 18 anni dopo il ritrovamento dei cadaveri di tre bambini. In questo caso, l’unica colpa dei tre adolescenti era quella di essere diversi dalla massa: introversi, strani e problematici, ma nessuna delle testimonianze raccolte durante le indagini poteva accusarli oltre ogni ragionevole dubbio.
Anche i “cinque di Central Park” vennero usati come capro espiatorio dalla polizia e dallo stesso Stato di New York, per calmare l’opinione pubblica dopo un’ondata di aggressioni ai danni dei cittadini della metropoli statunitense. Il caso della jogger di Central Park aveva rappresentato, infatti, l’ultima goccia e la sete di vendetta aveva prevaricato la ricerca della verità.
Il pilot è una puntata introduttiva, nella quale lo spettatore non assiste allo stupro di Trisha, ma si ritrova catapultato in un turbinio di eventi, proprio come i cinque giovani protagonisti. Assistiamo allo svolgersi della serata dal punto di vista di Kevin, Antron, Corey, Yusef e Raymond: capiamo che, in realtà, i ragazzini non si erano mai visti prima di allora e il loro unico comune denominatore era lo status sociale e il colore della loro pelle.
Dopo il ritrovamento del corpo in fin di vita di Trisha, scatta la caccia all’aggressore e a capitanare le indagini troviamo una glaciale Felicity Huffman (Desperate Housewives), così lontana dal personaggio amorevole di Lynette Scavo, che incarna magistralmente la paura del diverso, ma soprattutto una furia cieca contro cinque ragazzini, rei di non essere bianchi e di non essere nati nella parte giusta di New York.
Seppur nella sua semplicità, l’episodio è un pugno nello stomaco e rappresenta la parte più becera dell’essere umano e di quanto in basso ci si possa spingere nei confronti di chi è diverso e più debole. Ora come allora, il tema del razzismo è all’ordine del giorno e l’uscita di questa miniserie si allinea perfettamente con il clima politico non solo italiano, ma mondiale.
Il sentimento che pervade la visione della puntata è un senso immane di impotenza: di fronte ai soprusi, alle ingiustizie, ad una città che invece di proteggere i propri cittadini è pronta ad affossare la loro dignità e portarli al patibolo, pur di mantenere il controllo.
Il fine ultimo di “When They See Us” non è sicuramente la ricerca del colpevole, dato che viene fatto capire quasi subito che i cinque ragazzini risultano estranei ai fatti, quanto presentare un errore giudiziario dal punto di vista umano e di come questo errore sia stato commesso di proposito, per i motivi sbagliati, finendo per rovinare la semplicità dell’innocenza.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ottime interpretazioni
  • Puntata cruda, ma reale
  • Senso di impotenza
  • Presentare la vicenda dal punto di vista dell’innocenza rovinata
  • Niente di particolare

 

“When They See Us” convince già dalla prima puntata, regalando un’ora di smarrimento e rabbia nei confronti di chi, purtroppo, ha sempre il coltello dalla parte del manico.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

 

 

Se volete entrare nelle sue grazie, non dovete offendere: Buffy The Vampire Slayer, Harry Potter, la Juventus. In alternativa, offritele un Long Island. La prima Milf di Recenserie, ma guai a chiamarla mammina pancina.

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