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Mr. Mercedes 3×07 – 3×08 – The End of the Beginning – Mommy DeadestTEMPO DI LETTURA 5 min

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Mr-Mercedes-3x07“I’m not gonna ask you to judge her, just what she did. At the beginning of this, I said that this trial was really about us. Mostly you. Are we a society of law and order or not? Is everyone held to the same law or if someone is popular enough, they get to commit murder? Okay to shoot unarmed people in the head just so long as they’re bad people? Really? Yeah, I know who Brady is. And I know who Lou is. Who are you?”

Mr. Mercedes, così come buona parte del proprio pubblico, fatica a lasciar andare Brady, il killer della Mercedes, vero fulcro della narrazione ed elemento di cui si continua a sentire fortemente la mancanza. Queste ultime due puntate, forse aiutate dal fatto che al termine della stagione manca veramente poco, sembrano voler mettere una pietra definitiva sulle due prime stagioni permettendo al pubblico di sentire il fatidico verdetto (con immediata rettifica) nei confronti di Lou: “We, the jury in the matter of the People of Ohio versus Lou Linklatter on the charge of murder in the first degree, find the defendant, Lou Linklatter…not guilty. On the second charge of murder in the second degree, we, the jury, find the defendant Lou Linklatter…guilty.”
Le parole giungono come lame verso l’intera platea presente in tribunale ed accolte con un misto di soddisfazione e gratitudine, visto e considerato che l’intera disputa si può ora finalmente ritenere conclusa. Il pathos creato per il pubblico si dissipa velocemente, così come svanisce ben presto la sensazione di compiacimento in Bill quando realizza il precario stato mentale di Lou, la quale afferma più e più volte di percepire la voce di Brady nella sua testa. Il dubbio di aver fatto più danni che altro lo assale nuovamente (come già era avvenuto in precedenza quando si domandava se l’ira omicida di Lou verso Brady fosse in parte a lui imputabile). Anche le successive interviste, unitamente ai discorsi da mentalmente instabile, lasciano il tempo che trovano e gettano ulteriori dubbi sull’effettiva sanità psichica di Lou. Un aspetto che difficilmente riuscirà ad essere sviscerato completamente con soli due episodi dalla fine, tuttavia qualche risvolto è lecito aspettarselo.
Ritornando al punto iniziale con il quale si era aperta questa recensione, occorre puntualizzare che potrebbe risultare pedante il nostro continuo appuntare ogni aspetto negativo di questa terza stagione all’assenza di Brady dalla scena, tuttavia c’è da considerare quanto poco interesse riesca a calamitare la trama riguardante l’omicidio del famigerato scrittore ed il furto del suo manoscritto finale. Personaggi secondari che nonostante la vivacità scenica (Morris ed Alma su tutti) essendo apparsi solamente in questa terza stagione faticano ancora ora nel potersi appoggiare ad un vero collegamento empatico con il pubblico. Collegamento che invece i personaggi di “primo pelo” possono vantare, per esempio, ma che apparendo in scena solo in veste di “comparsata forzata” al processo di Lou faticano a raccogliere maggiore attenzione. Un esempio lampante lo si può avere, per esempio, con Jerome: il giovane ragazzo sembrava essersi ritagliato un ruolo importante all’interno della serie ricevendo addirittura il fittizio ruolo di “agente in seconda” di Bill. Un ruolo che gli era valso un importante approfondimento personale (con relativo focus sulla vita privata, scolastica e familiare). Una porzione di trama che tra una stagione e l’altra risulta essere stata completamente eradicata dalla storia principale. Forse per disinteresse del pubblico, decisione che può anche essere comprensibile sotto certi aspetti, ma una sotto trama di questo tipo continua ad avere più senso logico di quella inesistente, per certi versi, del manoscritto rubato.

“This whole proceeding seems a bit upside down. Good guy is on trial for dispatching the bad guy, the evil one. Many of us here are a bit out to sea. Well, me more than most, if I’m honest. I was always taken with the notion that America was formed on the basis that we stand our ground to protect our own, in our own home, even in a courtroom. When the law isn’t here when it no longer protects us, order demands that we protect ourselves. Maybe jail is where Lou belongs, you know? I mean, in an unjust world, the only place for a just person is prison. Somebody said that, Thoreau or somebody, I think. Yeah, Pontius Pilate, you know, was the first one to wash his hands of injustice. And I imagine you relate to him.”

Uno dei pochi elementi della stagione che continua a valer come importante elemento per seguire la serie è sicuramente rappresentato dalla violenza visiva (a tratti gratuita, a tratti trash, a tratti semplicemente geniale) di cui questa stagione sembra voler fare largo uso. La tortura del venditore di libri, quella della madre del giovane ladro sono scene che prese a sé basterebbero a far reggere lo show senza alcun tipo di problemi: sangue, cattiveria gettata in scena sotto i più dolci dei sorrisi ed una variegata sequenza di disumanità. Alma, personaggio cardine da questo punto di vista, non ha nulla da invidiare a Brady ed il grande rammarico è l’averla conosciuta (nel suo vero modo di essere) così tardi. Purtroppo Mr. Mercedes non si basa solo su scene sanguinolente e cariche di violenza, il vero problema è l’intera storia che attorno a queste scene si tenta di far girare. Senza alcun tipo di successo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le scene di violenza, tortura e cariche di sangue: il vero punto forte della stagione
  • Il tanto atteso verdetto
  • L’inesistenza della storia una volta che viene messo fuori gioco il killer della Mercedes

 

Ben poco da aggiungere se non: -2 al tanto atteso finale.

 

Bad to Worse 3X06 ND milioni – ND rating
The End of the Beginning 3×07 ND milioni – ND rating
Mommy Deadest 3×08 ND milioni – ND rating

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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