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Star Trek: Picard 1×04 – Absolute CandorTEMPO DI LETTURA 4 min

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Anche “Absolute Candor” si apre con un flashback, lasciando intuire qual è l’argomento dell’intero episodio: il confronto tra Picard e i Romulani. O meglio, tra Picard e quei Romulani che ha salvato ma per i quali avrebbe potuto fare di più, se la Flotta Stellare non si fosse dimostrata così ottusa e lui così poco combattivo.
La scelta delle dimissioni, che sulle prime poteva sembrare un romantico atto di titanismo contro un governo insensibile e ormai privo dei vecchi valori, si conferma invece portatrice di conseguenze negative che hanno minato il prestigio e la credibilità di Jean-Luc anche dall’altro lato della barricata. Disprezzato dai vecchi compagni, così come da coloro che aveva giurato di proteggere, l’ex-ammiraglio appare ancora più solo, e di conseguenza ancora più eroico, nella disperata ricerca che ha intrapreso.
E’ una solitudine appena rischiarata dalla presenza di pochi compagni fidati, i tre già presentati negli scorsi episodi e le due nuove aggiunte, una delle quali farà sicuramente la gioia dei vecchi appassionati. Il ritorno di Sette di Nove era stato già anticipato, si sapeva che l’attrice Jeri Ryan avrebbe fatto parte del cast, tuttavia vederla apparire sul ponte della Sirena e salutare Picard come un vecchio amico di lunga data è una bella emozione. Dopo tanti volti nuovi, trovarne uno familiare è cosa buona e giusta, soprattutto se l’altra new entry dell’episodio è uno spadaccino romulano che ricalca almeno una mezza dozzina di stereotipi da cappa e spada e che non riesce, al momento, a imprimersi più di tanto nei cuori degli spettatori. Non dubitiamo che prima o poi anche Elnor avrà modo di brillare di luce propria e dimostrarsi un personaggio meno superficiale e prevedibile di quanto sia apparso in “Absolute Candor”, ma al momento sembra un’aggiunta motivata maggiormente da ragioni di diversità culturale e razziale. Leggasi: “l’equipaggio della Sirena è fatto tutto da umani, ci servono altre razze”. Tra l’altro, non si capisce a cosa possa servire ai fini pratici un Romulano armato esclusivamente di spada in un’ambientazione dove persino il più pezzente ha una pistola laser, infinitamente più utile nei combattimenti a distanza.
Questo non vuol dire che la digressione picardiana su Vashti sia inutile e si esaurisca tutta nell’introduzione di Elnor. Come già detto, offre l’occasione di mostrare le conseguenze delle azioni dell’ex-ammiraglio anche su quelle persone che intendeva salvare e alle quali non è riuscito a portare tutto l’aiuto sperato. La società romulana su Vashti è un mix desolante di povertà, miseria, decadenza e razzismo, è un mondo in cui puoi trovare bettole che espongono senza problemi cartelli che vietano l’accesso ai non-Romulani e tra i loro clienti abituali ex-senatori trasformati in signorotti di bande criminali. A poco servono la diplomazia e la cordialità tipiche di Picard: sull’odio, sul risentimento, sulla convinzione di essere stati abbandonati le parole e gli inviti alla ragione non hanno effetto. Per la prima volta dopo anni, il vecchio eroe della Federazione deve abbandonare la pace idilliaca dello chalet nella campagna francese e confrontarsi dolorosamente con le conseguenze delle azioni della Flotta Stellare, e non è un confronto piacevole.
Sul cubo Borg, invece, il nulla più totale. Gli scambi di battute tra Narissa e Narek servono solo a ribadire l’evidente discrepanza tra i due fratelli romulani sui metodi da usare per gestire il caso Soji, e i siparietti romantici richiamano alla mente i tristi frangenti melensi di Star Trek: Discovery, a loro volta degni del peggior teen drama. Un vero peccato, dopo tre episodi a base di misteri e ritorni in scena dei Borg. Ma si spera che sia una battuta d’arresto passeggera.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Picard alle prese con le conseguenze delle proprie azioni
  • Il ritorno di Sette di Nove
  • Elnor al momento è il membro della ciurma di cui ce ne frega di meno
  • La parte del Cubo Borg è la più debole

 

Chi sperava che il decollo della Sirena e il ritorno di Jean-Luc nello spazio avrebbero dato una decisa sferzata alla trama resterà deluso: ad “Absolute Candor” non mancano spunti interessanti, l’introduzione di un nuovo personaggio e il ritorno di una vecchia conoscenza, ma Star Trek: Picard continua a essere un prodotto placido e sornione, che non ha paura per il momento di tirare la corda e chiedere agli spettatori di avere pazienza. L’importante è che non tiri troppo.

 

The End Is The Beginning 1×03 ND milioni – ND rating
Absolute Candor 1×04 ND milioni – ND rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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