The Testament of Ann Lee recensione

The Testament Of Ann LeeTEMPO DI LETTURA 3 min

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Film presentato in anteprima alla 76ª Berlinale berlinale logo

La straordinaria, vera leggenda di Ann Lee, fondatrice della setta devozionale conosciuta come gli Shakers che predicava l’uguaglianza di genere e sociale ed era venerata dai suoi seguaci. Il film racconta l’estasi e l’agonia della sua ricerca per costruire un’utopia, includendo più di una dozzina di inni tradizionali shaker, reimmaginati in modo trascinante e visionario.

C’erano aspettative altissime attorno a The Testament Of Ann Lee. Non solo per il soggetto, ma per i nomi coinvolti. Dopo l’esperienza totalizzante di The Brutalist, era inevitabile guardare con curiosità al nuovo progetto della coppia Brady Corbet e Mona Fastvold. Stavolta però a parti invertite: se in The Brutalist era Corbet a dirigere e la sceneggiatura era condivisa, qui la scrittura resta a quattro mani ma la regia è interamente di Fastvold. Ed è una scelta che ha senso. È lei ad essersi avvicinata alla figura storica di Ann Lee e al movimento degli Shakers, ed è evidente che lo sguardo femminile sia centrale nell’approccio al materiale.
Tagliando la testa al toro: le aspettative non possono dirsi pienamente rispettate. Ma non è una delusione totale. È qualcosa di più sfumato.
Il film è difficile da incasellare. Biopic, musical, drama storico, racconto spirituale. L’etichetta ufficiale parla di epic historical musical drama film, e in effetti è un potpourri di generi. E questo, paradossalmente, non è il problema. Anzi, per chi non ama particolarmente i musical, la contaminazione aiuta. Le parti cantate e coreografate non sono mai puro intrattenimento, ma strumenti narrativi e spirituali. Sono parte integrante della visione mistica e comunitaria degli Shakers.

Work every day as if it was your last day on earth, or, as if you had a thousand years to live.

Il nodo vero è un altro: la durata.
137 minuti non sono pochi. Eppure, al termine della visione, restano diverse domande irrisolte. Non piccoli dettagli, ma questioni sostanziali sulla parabola storica di Mother Ann Lee e sul destino del movimento da lei fondato. È come se il film fosse pieno di materia ma avesse scelto di distribuirla in modo sbilanciato, privilegiando alcune sequenze musicali e lasciando meno spazio alla contestualizzazione storica.
Un intervento relativamente semplice avrebbe potuto dare maggiore completezza all’opera: quei classici cartelli riassuntivi prima dei titoli di coda, capaci di spiegare cosa accadde dopo, quali furono le conseguenze, come evolse il movimento. Nel caso di una figura poco conosciuta come Ann Lee, sarebbero stati preziosi. Non per semplificare, ma per offrire un minimo di cornice a un pubblico che, nella maggior parte dei casi, arriva in sala senza strumenti storici adeguati.

It’s Mother Anne.

Amanda Seyfried, invece, è semplicemente impeccabile. Canta, balla, recita con una dedizione totale. Non è esagerato dire che questa sia una delle sue prove più solide. Ha dichiarato di essersi preparata per circa un anno per questo ruolo, e si vede. La sua Ann Lee è fragile e autoritaria, mistica e terrena, carismatica senza mai scivolare nella caricatura.
Ancora più impressionante è il dato produttivo: 34 giorni di riprese per un film di oltre due ore, con un budget di circa 10 milioni di dollari. Considerando l’ambizione visiva e la cura formale, è quasi un miracolo. Mona Fastvold costruisce un’opera elegante, potente, con immagini che restano impresse. La messa in scena è rigorosa, spesso austera, ma mai piatta.


The Testament Of Ann Lee non è un film facile. Non è pensato per piacere a tutti e non prova nemmeno a farlo. È un film che divide, che chiede attenzione, che richiede disponibilità. È uno di quei titoli di cui si può discutere a lungo dopo la visione, con opinioni completamente diverse attorno allo stesso tavolo.
E forse è proprio questo il suo vero valore. Non lascia indifferenti. Scuote, interroga, a tratti frustra. Ma costringe a prendere posizione.
E in un panorama cinematografico spesso troppo accomodante, è già moltissimo.

TITOLO ORIGINALE: The Testament Of Ann Lee
REGIA: Mona Fastvold
SCENEGGIATURA: Mona Fastvold, Brady Corbet
INTERPRETI: Amanda Seyfried, Lewis Pullman, Thomasin McKenzie, Matthew Beard, Christopher Abbott
DISTRIBUZIONE: Cinema
DURATA: 136′
ORIGINE: USA, UK. 2025
DATA DI USCITA:
presentato in anteprima alla 76ª Berlinale

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Federico Salata

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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