Daredevil: Born Again 2×03 – The Scales & The SwordTEMPO DI LETTURA 4 min

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Daredevil Born Again 2x03 Recensione
Recensione Serie TV Daredevil: Born Again Stagione 2 Episodio 3 Disney+

Un episodio ambizioso e stratificato che allarga il fronte della resistenza, rilancia l’eredità di White Tiger e trova nell’action finale il suo momento più travolgente.

La seconda stagione di Daredevil: Born Again ha deciso di perseguire la strada della lotta ribelle, con Dario Scardapane a tracciare la strada di questa nuova iterazione televisiva del Diavolo di Hell’s Kitchen.
Lo show è stato anche arricchito di un folto cast di co-protagonisti, prendendo quel che di buono aveva fatto la prima scrittura della scorsa stagione, inglobando quindi l’eredità di Hector Ayala, il fascinoso Jack Duquesne di Tony Dalton e l’antipatia di Heather Glenn.
Una sfida molto complessa, quella che si trovano dinanzi gli autori, nel gestire così tanta carne sul fuoco, senza perdere di vista comunque i protagonisti: Matt Murdock e Wilson Fisk.
Da una parte il Sindaco di New York, che si comporta un po’ come un reggente, quasi un dittatore, la cui responsabilità politica si estende ben oltre i confini del primo cittadino.
Dall’altra il vigilante più ricercato della città, che ha dovuto dismettere i panni dell’avvocato proprio nel momento di maggior bisogno per essere un simbolo della resistenza.

AL DI SOPRA DI FISK


Ecco finalmente una situazione scomoda anche per il Kingpin, con l’ingresso in scena della Governatrice di New York.
Una figura che potrebbe rappresentare un prezioso alleato per Matt Murdock, anche a luce del potere speciale che può esercitare sul porto di Red Hook, vero MacGuffin della stagione.
Una situazione giuridica particolare e che affonda le sue radici nella realtà, dato che un porto di Red Hook esiste realmente.
Una situazione molto peculiare, ovviamente romanzata, sfondo perfetto per i traffici loschi di Fisk, che può adesso mascherare sotto la candida luce del sole grazie alla sua carica politica.
Tuttavia l’intera situazione politica che si sta delineando è un quadretto molto interessante, anche per far venir fuori nuovi aspetti della personalità di Fisk.
Kingpin è da sempre stato una sorta di secondo protagonista dopo Daredevil, e mai solo un antagonista.
Per questo dare un villain serio e credibile anche al personaggio di Vincent D’Onofrio può rivelarsi una sfida interessante per non vederlo regnare troppo incontrastato.

WHITE TIGER LIVES


A proposito di storyline sopravvissute dalla riscrittura della prima stagione, c’è quella di Hector Ayala.
Il vigilante noto come White Tiger fu infatti protagonista di un episodio per certi versi molto simile rispetto a quello che è stato dedicato stavolta a Jack Duquesne, che gode però del carisma di Tony Dalton.
Il processo ai vigilanti è un processo impari, e mentre stavolta c’è Kirsten McDuffie, allora c’era proprio Matt Murdock a tentare di difendere in tribunale l’eroe dietro la maschera.
Quello che sembrava essere, nella prima stagione, un triste epilogo per l’eroe White Tiger, era invece l’inizio della sua vera storia.
Il White Tiger di Hector Ayala era infatti un personaggio naïf, figlio dei fumetti degli anni ’70 e del loro modo di raccontare le storie; oggi invece, a partire dal famoso ciclo di Bendis dedicato a Daredevil, quella maschera è stata tramandata proprio a Angela Del Toro, nipote di Hector all’interno della serie, e che sembra finalmente decisa a prenderne le veci.

EVASIONE DI MASSA


La parte migliore della puntata resta, senza ombra di dubbio, quella che riguarda il finale.
È ottima la storyline di BB Urich, così come è sempre più interessante il personaggio interpretato da Michael Gandolfini, che pare una versione giovane e ambiziosa dello stesso Kingpin.
Tuttavia quando il Diavolo di Hell’s Kitchen entra in azione, e lo fa sul serio, resta forse l’action più spettacolare che si possa trovare sul piccolo schermo.
Long shots, coreografie spettacolari, pathos a fiumi e un pizzico di battaglia ideologica che in questo 2026 proprio non guasta.
Un merito di Scardapane è stato infatti quello di riuscire a cavalcare i tempi moderni, attualizzando una serie che aveva tutti gli strumenti per fungere da metafora distopica dell’attuale situazione.
In attesa comunque di vedere un “team Red” un po’ più sostanzioso e ampio rispetto al duo Matt-Karen.

THUMBS UP 👍

  • La Governatrice di New York a mettere il bastone tra le ruote
  • Il processo farsa a Jack Duquesne
  • L'evasione del carcere, con annesse scene d'azione, stunt e coreografie
  • L'eredità di Hector Ayala
  • Finalmente lo Spadaccino che usa la spada in maniera dignitosa

THUMBS DOWN 👎

  • L'assenza di Bullseye
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Un plot molto ambizioso che si sta dipanando su un cast molto ampio di protagonisti. La domanda è solo se Scardapane e il team di autori riuscirà a gestire tutta questa carne al fuoco senza dimenticare nessuno, come purtroppo è accaduto stavolta per il caro Poindexter.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
KILL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
BURN
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
SLAP
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
SAVE
Valutazione finale: THANK THEM ALL
THANK
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
BLESS

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Salvatore Cesarano

Salvatore Cesarano scrive su Recenserie di cinema e serie TV, portando nei suoi pezzi uno sguardo da appassionato di immagini, racconto e cultura pop. Tra critica, immaginario nerd e amore per il cinema, affronta ogni recensione con entusiasmo e forte personalità.

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