The Boys 5×03 – Every One Of You Sons Of BitchesTEMPO DI LETTURA 6 min

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The Boys 5x03 recensione: Homelander e Ryan in Every One Of You Sons Of Bitches
Recensione Serie TV The Boys Stagione 5 Episodio 3 Every One Of You Sons Of Bitches Prime Video

Un episodio che rallenta in modo deciso dopo i primi due capitoli, introduce una svolta narrativa importante su Soldier Boy ma soffre per ritmo, dialoghi altalenanti e un montaggio d’azione troppo frammentato.

Rispetto ai precedenti due episodi, qui c’è un deciso rallentamento. È una scelta comprensibile da un certo punto di vista, ma anche molto rivedibile da un altro, soprattutto se accompagnata da un’ora di puntata che sembra molto più lunga di un’ora.
Il punto da fare è però soprattutto strutturale perchè di fatto questo è l’ennesimo episodio di The Boys in cui i vari character si barricano all’interno di un edificio, da cui poi si generano una serie di scene più o meno riflessive fatte di dialoghi a volte un po’ forzati, che terminano quando si verifica un’incursione esterna a cui segue uno scontro. E spesso questi scontri non mietono vittime eccellenti.
Anche qui non ci sono vittime eccellenti, sebbene non manchino vittime secondarie, che comunque non è cosa scontata.
Il problema principale è che molti di questi dialoghi sono poco interessanti.
Basta pensare a quelli tra Hughie e il figlio di Translucent che faticano davvero a lasciare qualcosa non lasciano assolutamente niente allo spettatore dato che il senso di colpa emerge a caso in alcuni momenti e poi sparisce nuovamente.
E qui il discorso torna sulla durata: essendo all’ultima stagione della serie e avendo ancora sei episodi a disposizione, non è per forza necessario arrivare sempre a fare un’ora piena di puntata se non si hanno davvero le sottotrame per sostenerla.
Il rischio, infatti, è proprio quello di annacquare le scene. Cosa che invece non accade nei confronti tra Butcher e Ryan, tra Ryan e Homelander, tra Mother’s Milk e Stan Edgar o ancora tra Homelander e Soldier Boy. Quindi il punto non è criticare i dialoghi in sé perchè i dialoghi vanno benissimo e sono necessari. Però devono essere dosati e, soprattutto, devono avere un peso reale nell’economia della serie.

UN EPISODIO CHE RALLENTA TROPPO E DILUISCE ALCUNE SCENE OLTRE IL NECESSARIO


Il vero problema dell’episodio è proprio la sua percezione temporale.
Non perché non succeda niente, ma perché troppo di quello che succede viene allungato oltre il necessario.
The Boys ha già dimostrato di saper costruire episodi più riflessivi senza perdere mordente.
Qui invece più di una volta si ha la sensazione che la puntata stia semplicemente prendendo tempo. E non è una sensazione ideale da avere nel cuore di una stagione finale, soprattutto perché il materiale davvero interessante esiste ma è tralasciato volutamente.
Si vede chiaramente nei momenti in cui la scrittura smette di girare su sé stessa e comincia a spingere davvero sui rapporti più forti. Il confronto tra Ryan e Butcher è un ottimo esempio di quello che si vorrebbe vedere. Lo stesso vale per la tensione tra Ryan e Homelander, che qui trova probabilmente il momento migliore di tutto l’episodio. È uno scontro che funziona sia sul piano fisico che su quello psicologico. E mostra benissimo quanto Homelander sia ormai sempre più solo: suo padre è vivo e lo odia, suo figlio è vivo e lo odia.
Questo isolamento lo rende ancora più instabile e ancora più chiuso dentro quella follia messianica che si sta autodipingendo da solo, come se fosse il nuovo Gesù Cristo.
Ed è proprio in scene come questa che si capisce dove The Boys continui a essere fortissimo. Non nelle sottotrame riempitive, ma nei conflitti centrali che mettono a nudo i personaggi davvero decisivi. E la scena finale, quando Butcher trova il corpo senza vita agonizzante di Ryan, si capisce che questo è stato solo il primo di una serie di match.

IL VERO PLOT DELLA STAGIONE ORA È IL COMPOUND V1


Quando si dice che la puntata rallenta, si parla del rapporto tra ciò che accade e il minutaggio che occupa perché in realtà, a livello di trama orizzontale, una svolta importante c’è eccome.
La scoperta che Soldier Boy sia sopravvissuto al virus perché nel suo sangue scorre la prima versione del Compound V, il cosiddetto V1, è una svolta narrativa molto interessante.
È una soluzione che complica immediatamente una situazione che altrimenti sarebbe stata fin troppo facile da risolvere e soprattutto giustifica l’esistenza delle prossime cinque puntate.
Da questo momento in poi la ricerca del V1 da parte di tutte le fazioni diventa chiaramente il grande asse portante del resto della stagione.
Ed è una costruzione che ricorda molto anche il modo di procedere di Eric Kripke, con quella tendenza a ridefinire il finale di stagione attraverso la caccia a un elemento centrale che sposti gli equilibri e obblighi tutti i personaggi a convergere sullo stesso obiettivo.
Non a caso il meccanismo ricorda molto anche il suo modo di lavorare in Supernatural.
Questa, infatti, è probabilmente la vera eredità più interessante lasciata dall’episodio.
Non tanto ciò che accade nell’immediato, quanto la chiarezza con cui definisce finalmente il plot del resto della stagione.

TRA MONTAGGIO FRAMMENTATO E MOMENTI MEMORABILI, THE BOYS RESTA SEMPRE THE BOYS


Un altro aspetto sicuramente migliorabile riguarda il montaggio delle scene d’azione.
E qui si percepisce probabilmente anche un limite di budget o quantomeno una necessità di nascondere alcuni passaggi con troppi tagli.
Il risultato è che le sequenze di combattimento appaiono così frammentate da sembrare quasi scattose.
E considerando che gli scontri tra supes restano uno dei motivi principali per cui si guarda la serie, il problema pesa.
Lo scontro tra Starlight e Dogknott è l’esempio più evidente: il montaggio è così spezzettato da risultare fastidioso da vedere.
Va un po’ meglio nello scontro padre-figlio tra Homelander e Ryan, anche perché il peso drammatico della scena riesce a compensare almeno in parte, ma anche lì ci sono tagli netti davvero difficili da digerire.
Detto questo, l’episodio offre comunque alcuni momenti decisamente memorabili che fanno ridere e disgustare in contemporanea, come da miglior tradizione di The Boys 5×01 e The Boys 5×02 – Teenage Kix.
Da menzionare soprattutto la stretta di mano tra Soldier Boy e Putin e il bagno nel latte materno di Homelander con tanto di discussione con il padre.
Sono scene che da sole ricordano perché la serie, anche quando rallenta o sbaglia misura, riesca ancora a lasciare il segno.
Il punto è che qui tutto questo non basta per andare oltre la sufficienza buona.
La svolta narrativa c’è, il cuore della stagione pure, ma il modo in cui ci si arriva è molto meno brillante del solito.

THUMBS UP 👍

  • La scoperta sul Compound V1 e su Soldier Boy ridefinisce finalmente il plot della stagione
  • Lo scontro tra Ryan e Homelander è il momento più alto dell’episodio
  • Butcher, Ryan, Stan Edgar e Soldier Boy tengono in piedi i dialoghi davvero importanti
  • Alcuni momenti grotteschi e disgustosi restano memorabili come da tradizione

THUMBS DOWN 👎

  • Il ritmo rallenta troppo e l’ora di puntata pesa più del dovuto
  • Molti dialoghi secondari sono poco interessanti o sembrano riempitivi
  • Il montaggio delle scene d’azione è troppo frammentato e a tratti fastidioso
  • Essendo l’ultima stagione, certe dilatazioni sembrano ancora meno giustificabili
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Un episodio che rallenta molto più del necessario ma che almeno lascia in eredità una svolta narrativa importante per il resto della stagione. The Boys continua a funzionare nei suoi conflitti centrali e nei suoi momenti più disturbanti, però qui il ritmo, il montaggio e alcune sottotrame troppo deboli impediscono alla puntata di andare oltre una semplice sufficienza.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

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Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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