
Un episodio teso e soffocante che spinge Cape Fear verso il finale, tra segreti domestici e nuovi punti di rottura.
Cape Fear comincia a riannodare i nodi delle proprie trame andando dritta spedita verso il finale. Dopo il cliffhanger della precedente puntata ormai i destini della famiglia Bowden sono sempre più correlati, oltre che molto vicini, a quelli di Max Cady, ormai diventato il loro vicino di casa.
Ma è proprio qui, in realtà, che le cose si complicano ulteriormente. Soprattutto se la minaccia per la famiglia non è più solo Max Cady ma è qualcosa che s’annida direttamente dentro la propria casa.
UNA CALDA GIORNATA DI TERRORE
Fin dai primi minuti s’intuisce che accadrà una svolta importante. Gli sceneggiatori Nick Antosca e Brian Evenson sfruttano uno stratagemma antico ma sempre efficace: il caldo. Come insegna infatti una certa filmografia, è sempre nelle giornate torride che i nervi saltano, da Fa’ la cosa giusta a Un Giorno Di Ordinaria Follia.
Fin da subito dunque viene ribadito questo leitmotiv del caldo, che si ripercuote sui nervi dei vari co-protagonisti della vicenda (leggasi: i membri della famiglia Bowden). E non lo dicono solo i dialoghi ma anche l’uso della fotografia, con l’uso prevalente di colori caldi e accesi, unito a uno scenario di tensione costante per cui, fin da subito, si capisce che l’episodio arriverà a una svolta importante.
Premessa che viene ovviamente mantenuta, con una scena di delirio da allucinogeni che porta a un vero e proprio scontro interno in casa Bowden.
PRANZO CON IL VICINATO
Nulla da eccepire sulla costruzione narrativa e sulla direzione della trama, ma alcuni sviluppi risultano ormai fin troppo prevedibili alla sesta puntata. Come il fatto che Max compaia sempre al momento giusto o riesca puntualmente a cogliere impreparati i Bowden, che avrebbero dovuto rivedere da tempo i loro standard di sicurezza. I dialoghi ben costruiti, dalla scena in macchina tra Max e Natalie fino al “pranzo fra vicini”, punto chiave della trama orizzontale: i coniugi Bowden cercano un confronto con il loro vicino/stalker, e ne nasce un costante gioco di sguardi e sottintesi che ruota attorno alla relazione tra Anna e Max, senza mai nominarla.
Il tutto alternando toni comico-grotteschi (come la scena del gatto) a dialoghi sempre più serrati, che mettono in luce il tono passivo-aggressivo tra gli interlocutori, fino all’ennesimo monologo-sfogo di Max Cady che ribadisce il valore dell’interpretazione di Javier Bardem, qualora non fosse ancora chiaro.
IL NEMICO IN CASA
Viene quasi da compiangere l’ingenuità dei Bowden, ostacolati fino all’ultimo (quasi sempre da loro stessi) nel recitare la parte della famiglia felice conosciuta all’inizio della stagione. E certamente il tutto è un effetto voluto per poter creare quel minimo di empatia necessario nei loro confronti. Soprattutto dopo il colpo di scena finale in cui viene finalmente fuori la tresca sotterranea (in tutti i sensi) fra Zack e Nevaeh (Malia Pyles). Un finale certamente adrenalinico ma che appare fin troppo esagerato sotto molti aspetti. Da un lato questo spiega tante cose riguardo quanto visto precedentemente. Ma, dall’altro, fa emergere di nuovo dei dubbi sulla direzione intrapresa in questo senso.
Non rimane che vedere come si evolverà nuovamente la trama dopo l’ennesimo cliffhanger ad alta tensione. Intanto, però, l’episodio riesce a guadagnarsi il suo Thank.
THUMBS UP 👍
- Introduzione dell'episodio
- Regia, fotografia e sceneggiatura
- Pranzo fra vicini
- Costruzione della tensione fino all'esplosione finale
THUMBS DOWN 👎
- Conclusione dell'episodio fin troppo esagerata
- Forse un po' troppo prevedibile in alcuni punti







