One Hundred Years Of Solitude 2×08 – One Hundred Years Of SolitudeTEMPO DI LETTURA 4 min

One Hundred Years Of Solitude 2x08 recensione: Aureliano Babilonia e i Buendía nel finale di One Hundred Years Of Solitude
Recensione Serie TVOne Hundred Years Of Solitude Stagione 2 Episodio 8 One Hundred Years Of Solitude Netflix

Un finale in formato film che chiude la saga dei Buendía trasformando la solitudine in un’amara condizione dell’anima.

One Hundred Years of Solitude conclude la sua corsa con un episodio in formato film, della durata di 103 minuti.
Protagonista è Aureliano Babilonia, nei suoi rapporti con i parenti. Proprio qui si capisce bene il significato del titolo Cent’anni di Solitudine: solitudine non tanto fisica, quanto mentale e spirituale. L’incapacità di stabilire legami autentici anche quando si vive fianco a fianco.
Gabriel García Márquez ne ha fatto anche una metafora per la marginalità in cui l’America latina è stata a lungo relegata.
La sceneggiatura, dal canto suo, trova un simpatico modo di omaggiare l’autore con Gabriel che incontra Aureliano e si fa raccontare la sua storia. Dice di essere interessato in quanto suo nonno ha militato sotto il Colonnello Buendía. Inoltre, la stazione da cui parte il marito di Amaranta Ursula è quella di Aracataca, città natale del romanziere colombiano.

AURELIANO E FERNANDA


Sebbene cambi l’interprete (stavolta è Margarita Rosa de Francisco), Fernanda del Carpio nasce tonda e non muore quadrata. Non riconosce Aureliano come nipote, negandogli un’importantissima porzione di affetto. Fino alla fine, anche in una casa in decadenza, continua ad insistere sull’apparecchiatura della tavola e sull’abbinamento fra cibi e vini. Se ne va colla corona di carta in testa.
Verrebbe da citare Manzoni e scrivere: “Quando di lei si è detto che è morta, si è detto tutto”, come per donna Prassede. In realtà no. Si può notare che il suo trapasso non avviene nel segno della luce e della pace, con la consapevolezza di Ursula o di Amaranta. Fernanda non suscita nemmeno particolari rimpianti o simpatie. Ciò nonostante, compare anche lei fra gli antenati accorsi per solennizzare la nascita dell’ultimo Buendía, in una delle scene più potenti dell’intera serie. È quasi un riconoscimento postumo.

AURELIANO E IL FUTURO PAPA


Alla riunione di famiglia non manca nemmeno il figlio di Fernanda, José Arcadio.
I rapporti tra Aureliano e suo zio sono molto migliori di quelli fra il povero ragazzo e la nonna. La sorte di José Arcadio suscita nello spettatore anche una maggiore simpatia, per così dire. Tutto sommato, emerge il ritratto di una vittima: sicuramente innocente quando gli sono piovute addosso tutte le aspirazioni materne, forse meno in seguito, con le sue scelte di vita. Gli è mancato il coraggio di affermare pubblicamente la sua decisione di non prendere i voti.
Non meritava comunque di finire assassinato dai compagni di bisboccia, a causa della loro avidità. Queste vicende contribuiscono a definire il concetto di solitudine che attraversa tutta la storia: ci può essere vicinanza fisica, per questioni pratiche, senza che esistano affetto, complicità o comunione di intenti.

AURELIANO E AMARANTA URSULA


Con Amaranta Ursula le cose sono diverse, c’è vicinanza, anche fisica e persino troppa.
In questo terzo e ultimo dei capitoli in cui è diviso il finale, esplode il contrasto fra casa Buendía e Macondo. La dimora resta sempre magica, per quanto trascurata. Aureliano e la zia, mentre amoreggiano nudi, sembrano quasi Adamo ed Eva nei giardini dell’Eden.
La cittadina, invece, è in completo abbandono. Un’altra scena molto potente è quella in cui Aureliano gira per le vie ma queste, sostanzialmente, sono piene solo dei suoi ricordi. Un brusco ritorno ad una triste realtà.
Questo porta il tragico finale a svolgersi nel silenzio, nell’indifferenza generale. Solo la natura, in un certo senso, partecipa, con la tempesta di sabbia che spazza via tutto e tutti.

AMARO BILANCIO


Fernanda è stata incapace di costruire un vero rapporto con la famiglia Buendía, della quale comunque fa parte. Anche nella morte, dunque, i membri della casata restano insieme, senza essere davvero uniti. È una delle idee più amare della serie, i Buendía sono continuamente circondati da altre persone, eppure sembrano incapaci di raggiungerle veramente.
Così, dopo cento anni di amori, guerre, passioni, ossessioni e incomprensioni, non resta nessuno a raccontare ciò che è successo. O forse sì, resta la storia stessa, che Gabriel incontra e raccoglie.

THUMBS UP 👍

  • Aureliano gira per le vie, popolate solo dei suoi ricordi
  • I parenti appaiono alla nascita dell’ultimo bambino
  • Ottima illustrazione del concetto di solitudine
  • Omaggio a Gabriel García Márquez

THUMBS DOWN 👎

  • Aureliano e Fernanda non stabiliscono un legame affettivo
  • La triste parabola di José Arcadio
  • Tutto finisce nell’indifferenza generale
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Un degno finale per un’opera ambiziosa, capace di trasformare la complessità di Márquez in una chiusura coerente e profondamente malinconica.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
FBruscoli

FBruscoli è autrice di Recenserie e affronta recensioni e approfondimenti con uno sguardo colto, stratificato e molto personale. Nella sua scrittura convivono esperienza giornalistica, memoria culturale, curiosità per il mondo e una passione dichiarata per cinema, serie TV e personaggi impossibili da dimenticare.

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