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American Horror Story: Delicate 12×09 – The AuteurTEMPO DI LETTURA 3 min

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Recensione AHS Delicate 12x09I’m the Auteur, bitch.
(Kim Kardashian)

L’episodio conclusivo di questa seconda parte di American Horror Story: Delicate segna, fortunatamente, la fine di una stagione che, nonostante le premesse intriganti, non è riuscita, neppure lontanamente, a mantenere le già bassissime aspettative iniziali. Gli ultimi quattro episodi, in particolare, hanno evidenziato le lacune di una narrazione che si è dimostrata caotica e insoddisfacente, facendo presagire un futuro, se possibile, ancor più scoraggiante per la serie.
Ah, e naturalmente Murphy e Falchuk, coadiuvati da Halley Feiffer, sceneggiatrice di tutti e nove gli episodi, sono riusciti, per l’ennesima volta, a creare un finale di stagione di rara bruttezza.

KIM’S ANATOMY


My son’s sperm will be the most powerful.
(Kim Kardashian)

All’inizio della stagione, la storia di Anna Victoria Alcott, attrice in cerca di un Oscar e alle prese con una gravidanza misteriosa, sembrava promettere una trama quantomeno interessante. Tuttavia, man mano che la stagione si è avvicinata alla conclusione, la narrazione ha perso progressivamente coerenza, accumulando enigmi e misteri senza mai approfondirli in maniera efficace fino all’ultimo episodio, dove tutto si è risolto a caso e, citando tre sceneggiatori molto italiani, così, de botto, senza senso.
Questa stagione è stata la prima a essere adattata da una storia originale, ispirata al romanzo di Danielle Valentine “Delicate Condition”. Tuttavia, il tentativo di comprimere una trama intricata in soli nove episodi ha prodotto un risultato deludente, culminando in un finale precipitoso che ha lasciato numerose questioni irrisolte. La scelta di dividere la stagione in due parti, intervallate da una pausa, ha generato poi elevate aspettative per le restanti quattro puntate. Purtroppo, gli ultimi quattro episodi non hanno apportato contributi significativi alla qualità della narrazione, regalando comunque al pubblico un sacco di battute già entrate nella storia (del trash) e pronunciate tutte, il caso ha voluto, proprio dal personaggio interpretato da Kim Kardashian.
Piccola curiosità a margine da sfoggiare, ad esempio, a un evento di gala o a una conferenza su finanza ed economia locale: OJ Simpson era il padrino di Kim Kardashian. Consigliatissima, inoltre, una lettura accurata della pagina Wikipedia dedicata alla suddetta attrice, imprenditrice, modella, cantante, elettricista, calzolaia, pilota di dirigibile, per scoprire l’incredibile storia dietro l’unico caso al mondo di “persona famosa perché famosa”.

MALEFICENT – MISTRESS OF TESTICLES


I only copulate with the most depraved men I can find.
(Kim Kardashian)

La recitazione, specialmente nel finale, è stata caratterizzata da momenti bizzarri che hanno contribuito ad aumentare la confusione generale della trama anziché chiarirla. La performance di Emma Roberts è stata forse una delle poche cose decenti della stagione, riuscendo a trasmettere quasi un’autentica emozione nel ruolo di madre spaventata e sconvolta. Performance che comunque non ha aiutato la serie a riemergere dall’abisso di monnezza in cui è lentamente sprofondata settimana dopo settimana.
La stagione ha cercato di integrare vari elementi del romanzo di Valentine che avevano contribuito al suo successo. Tuttavia, sebbene alcune sequenze iconiche (per i motivi sbagliati) e la presenza delle misteriose donne in nero abbiano aggiunto una minima profondità all’opera nella sua interezza, molti altri dettagli sono stati introdotti senza un adeguato sviluppo risultando, tanto per cambiare, confusi e mal gestiti.
Creare una serie televisiva che riesca a raggiungere un pubblico più vasto rispetto a quello del libro richiede sicuramente chiarezza e coerenza, e questa seconda parte di AHS: Delicate ha senza dubbio fallito in entrambi gli obiettivi, facendo felici però gli amanti del gore, del sangue finto a secchiate, dei ciuffetti leccati sulla fronte di Kim Kardashian e delle teche contenenti testicoli di mariti morti – peraltro di dimensioni quantomeno modeste. Magra consolazione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dura solo 30 minuti…
  • …ma sono 30 minuti in cui sguazzerete allegramente nel più mefitico pattume televisivo

 

I love to eat Kit Kats or cookies and cream ice cream. I need sugar like five times a day.” (Kim Kardashian)
Erano quasi meglio le citazioni estrapolate da questo season finale.

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Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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