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Doctor Who 14×03 – BoomTEMPO DI LETTURA 4 min

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Doctor Who 14x03 RecensioneTorna Steven Moffat. Non lo Steven showrunner delle monumentali linee narrative, né quello delle caratterizzazioni esagerate ed esasperate (vedi Clara). Torna lo Steven Moffat autore occasionale che chissà quanto bene avrebbe fatto durante l’era Whittaker.
Torna il Moffat di “The Empty Child” e di “Blink”, di “Silence In The Library” e di “The Girl In The Fireplace”.
Torna Moffat ponendo un chiaro timbro sul nuovissimo corso, rispondendo ad alcune domande che erano sorte dopo la visione dei precedenti due episodi. Le intenzioni sono comunque serie, intensità ed epicità non mancheranno. E non sarà un po’ di musica disneyana/holliwoodiana a rovinare tutto ciò.
Che comunque quando il Dottore e Ruby stanno per iniziare a cantare anche in questo episodio, un piccolo brivido ha attraversato diverse schiene.

STILE MOFFAT


Chi legge queste recensioni da un po’ di tempo sa quanto a chi scrive piaccia andare ad individuare cifre stilistiche comuni nella scrittura di episodi ed archi narrativi. Non a caso precedentemente sono stati citati alcuni episodi scritti in passato dallo sceneggiatore scozzese. Non si prenderà in esame il suo lavoro di capo-sceneggiatore, ma proprio il suo particolare modo di affrontare brevi avventure verticali.

  • Amore genitoriale vs. intelligenza artificiale: anche qui come in “The Empty Child”/”The Doctor Dances” alla fine l’amore di un genitore, o meglio un suo breve messaggio d’amore, è sufficiente per smantellare un’intelligenza artificiale. In quel caso dei nanorobot che “guarivano” secondo un loro concetto sbagliato, in questo caso delle ambulanze che seguono un algoritmo per cui è necessario creare perdite in un contesto bellico.
  • Il Dottore bloccato in un contesto specifico: la struttura dell’episodio potrebbe far pensare ad una strana forma di bottle episode, ma semplicemente perché il Dottore è bloccato da una mina e la gran parte degli eventi si svolge intorno alla sua postazione. Lo stesso accadeva in “Blink”, ed esattamente come nel fortunato episodio della terza stagione, viene costruita una storia laterale di personaggi secondari, fatta di amori e perdite.
  • Un pianeta deserto e un sistema artificiale intelligente che uccide: come nel primo/ultimo incontro con River Song (“Silence In The Library”/”Forest Of The Dead”), l’intera superficie in cui si trovano i personaggi, altro non è che un mondo fisico gestito da un’intelligenza informatica. Nel primo caso si trattava di un database in cui finivano le persone, salvate letteralmente dalla minaccia mortale dei Vashta Nerada, in questo caso è una guerra simulata, utile solo a foraggiare una multinazionale delle armi (e a tal proposito si potrebbe anche aprire la parentesi sulla tendenza di Moffat a strizzare l’occhio all’attualità).

ELEMENTI ORIZZONTALI


Come ogni stagione di Russell T Davies (o comunque di DW in generale), un elemento orizzontale attraversa la stagione. In questo caso specifico la lente di ingrandimento va su Ruby e sulle sue misteriose origini, con tanto di neve ricorrente. Va riconosciuto agli autori che, nella scelta di questo mistero, è stato fatto un lavoro equilibrato tra usato sicuro (anche Clara all’inizio aveva delle origini misteriose) ed elementi di novità.
Le origini misteriose di Ruby, talmente misteriose da far impazzire un software che non avrebbe dovuto faticare ad individuare un consanguineo, si pongono inevitabilmente in parallelo con le ancora più misteriose origini del protagonista, vero elemento orizzontale non di questa stagione, ma di buona fetta della serie nel prossimo futuro.

FUTURI PERSONAGGI CHE FANNO CAPOLINO


Con la frequente voglia che hanno i media e gli autori britannici di anticipare le cose, già da un po’ di tempo è notizia che l’attrice Varada Sethu affiancherà il Dottore di Gatwa come futura companion. Chi è Varada Sethu? Colei che in questo episodio abbiamo conosciuto come Mundy.
Moffat ha dichiarato che non è un caso e fa tutto parte di un piano di Russell T Davies. Divertente però la tendenza che si è dipanata nei decenni di anticipare figure che avranno poi ben altra importanza: è successo involontariamente con Capaldi, con Colin Baker, con Lalla Ward (che interpretava la seconda incarnazione di Romana) e ovviamente, situazione volontaria e molto più simile, forse, a quella attuale, quella di Jenna Coleman e della costruzione del personaggio di Clara, forse una delle creature più Moffattiane della storia di Doctor Who.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Intensità e un sempre più convincente Ncuti Gatwa
  • Elementi del miglior Moffat
  • Mistero di Ruby
  • Easter Egg di Varada Sethu
  • “Fish fingers and custard”
  • Elementi narrativi sicuramente già visti, per quanto efficaci

 

Si inizia a ragionare e ci si tranquillizza sul fatto che DW non sia diventato una creatura Disney al 100%. Se nelle precedenti recensioni il voto è stato sulla fiducia, in questo caso si compensa un pochino mantenendo una prudenza di fondo, con la consapevolezza che con i mezzi a disposizione ci si può aspettare di più per concedere un Bless.

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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