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Doctor Who 14×06 – RogueTEMPO DI LETTURA 4 min

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Doctor Who 14x06 RecensioneA due episodi dal finale di stagione, con un bagaglio aggiunto di quattro speciali antecedenti a questa quattordicesima/prima stagione, si possono iniziare a delineare alcune caratteristiche nostalgicamente vincenti di questo nuovo corso disneyano e RTDano:

  • cresce l’attesa tra un episodio e un altro;
  • elementi orizzontali ininfluenti con la verticalità, ma presenti e pesanti;
  • tematiche grottesche e surreali;
  • tanti sentimenti.

“Rogue” riporta in scena un’altra specialità della casa, ovvero quei personaggi che rappresentano un mix tra occasionale e semi-regolare. Come fu all’epoca per Jack o River Song. Quelle figure che denotano una capacità di scrittura notevole, utile a far affezionare lo spettatore in tre quarti d’ora e fargli sperare un ritorno del nuovo personaggio.

ANNUNCI SCONVOLGENTI


L’abitudine di lanciare annunci eclatanti sembra non voler abbandonare la cara vecchia BBC.
Prima di “Rogue” pare che gli autori Russell T Davies e Steven Moffat si siano “lasciati scappare” che dopo questa avventura la vita del Dottore non sarebbe più stata la stessa. Un po’ eccessivo a posteriori, se si pensa ad episodi come “The Timeless Children“. Ecco quindi che dopo tali esternazioni le aspettative per questo episodio puntavano dritte verso stravolgimenti assurdi nella mitologia dello show, oppure rivelazioni eclatanti su Ruby.
Diciamolo: un invaghimento da parte del protagonista verso un altro uomo non è qualcosa di stravolgente. Un anello matrimoniale messo sul dito alla fine non è neanche quello qualcosa per cui strapparsi i capelli. Una sacrosanta svolta il più possibile inclusiva è segno di civiltà e attualità, ma nel momento in cui la si sottolinea in tal modo continua a mantenere in questo modo una parvenza di eccezione e non di nuova regola.
La narrativa non ne esce stravolta, in favore di un qualche tipo di messaggio sociale. Una figura semi-regolare da inserire nell’universo narrativo serviva, sicuramente si sono poste le basi (magari nelle prossime stagioni) per ulteriori sviluppi del personaggio di Rogue. Tuttavia l’impressione è solo che si sia voluta mettere un’ulteriore spunta, provando a rompere uno schema che non è che fosse così infrangibile (basti pensare al Dottore in versione femminile e Yaz). Comunque se tutto ciò dovesse aver colpito e scandalizzato qualcuno nel pubblico, allora avranno avuto ragione gli autori a presentare l’episodio in pompa magna perché forse, sebbene sia il 2024, è ancora necessario.

COSPLAY


La tematica meta-televisiva degli alieni cosplay è quel tocco che spesso in DW risulta vincente. Non per forza rabbiosi piani di conquista, ma situazioni terrene, goliardiche, seppur mortali. Gli alieni-uccello in questione si recano in un ballo vittoriano perché sanno che è un ottimo contesto narrativo, pieno di scandali e colpi di scena. E tanto basta. Sono dei mutaforma, ma semplicemente perché si vogliono travestire e vogliono impersonare qualcuno.
Nel momento in cui si vuole raccontare un qualcosa di laterale in Doctor Who, qualcosa che avrà delle ripercussioni in futuro, è necessario inserire una storia di alieni il più leggera possibile anche se certe volte questo stratagemma porta a situazioni quasi fastidiose perché palesemente forzate. Una scelta ironica del genere, invece, non lascia vuoti scenici o situazioni noiose che durante un rewatch verrebbe da mandare avanti.

PRIME SOMME SULLA STAGIONE


Come citato nell’introduzione, si possono quindi tirare un po’ di conclusioni su una stagione che si avvia verso la sua conclusione. Ci sarà poi da valutare l’effettivo finale di stagione, ma nel frattempo il ritorno di Russell T Davies lascia spazio ad alcune riflessioni sulle caratteristiche standard dello showrunner che aveva riportato Doctor Who alla ribalta durante il primo decennio del duemila. Si è già parlato della caratterizzazione dei personaggi secondari, così come delle tematiche fantascientifiche e allo stesso tempo ironiche e surreali tipiche dello sci-fi british.
I filoni orizzontali sparsi in maniera minimal negli episodi più diversi condiscono il tutto.
Oltre a tutto ciò occorre ricordare come i tempi siano poi cambiati, il budget pure (coff coff, Disney + BBC, coff coff) e come un connubio tra messa in scena efficace e usato sicuro stia creando attesa a dismisura per una serie che non sente addosso per niente i suoi oltre 60 anni di età.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Cosplay
  • Nuovo love interest per il Dottore
  • Le musiche anacronistiche sullo sfondo
  • Sacrificio finale di Rogue
  • Il volto di Richard Grant tra le vecchie facce del Dottore
  • Un’attesa per l’episodio che rende “speciale” un qualcosa che ormai non deve più stupire

 

Ulteriore episodio positivo di stagione, ultra positivo per essere quello che anticipa il doppio finale. Il giudizio è però condizionato dall’attesa creata prima della sua uscita, per quello che comunque è un episodio di transizione come ce ne sono stati tantissimi.

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica.
Gli piace Doctor Who.

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