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Better Call Saul 5×01 – Magic ManTEMPO DI LETTURA 4 min

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È passato più di un anno da quel “Winner” che proclamava, finalmente, al mondo il nuovo status quo di Jimmy McGill. Oltre sedici mesi in cui si è provato a colmare, anche con successo, il vuoto con il film incentrato su Jesse Pinkman (che, giusto nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, non abbiamo volutamente recensito essendo un film di oltre due ore e non una serie tv) ed un annuncio del rinnovo di Better Call Saul per una sesta ed ultima stagione, presumibilmente in arrivo nel 2021.
La sensazione che si stesse arrivando verso il traguardo era abbastanza chiara, poteva essere parzialmente diluita ma era anche nell’aria. È un dato di fatto che manchino davvero pochi elementi prima di poter ricongiungere le due diverse timeline tra il pre-Walter White ed il post-Walter White (inteso come prima apparizione di Walter nella vita di Saul, ovvero la 2×08 “Better Call Saul”) e rimane ancora da chiarire però quanto Vince Gilligan e Peter Gould vogliano mostrare del “futuro” in cui il Gene Takavic, manager di Cinnabon, sembra non vivere proprio serenissimo.
Evidentemente sono stati fatti due calcoli e venti episodi sono sembrati più che sufficienti per dare una giusta conclusione alla serie. Il primo elemento per non rendere questa season premiere vacua è quindi solo ed unicamente uno: rendere ufficiale il nome Saul Goodman.

Saul:Kim, I can’t go back to being Jimmy McGill. Jimmy McGill the lawyer is always gonna be Chuck McGill’s loser brother. I’m done with that. That name is burned. This is a fresh start. This is how I move forward. And I like it.
Kim:Sorry. It’s I just can’t see it.
Saul:It’s okay. You will.

“Magic Man” si compone fondamentalmente di tre filoni: il futuro, in cui Gene Takavic è stato “scoperto” e deve ora porre rimedio; la storyline di Jimmy Saul e Kim, con tanto di influenze tra i due; tutto il fronte del narcotraffico messicano, con uno speciale focus su Mike, Lalo e Gus Fring. Sembra tanto, e magari lo è anche, ma è tutto gestito con delle tempistiche perfette che non fanno assolutamente sembrare niente troppo diluito o, al contrario, troppo concentrato.
La season premiere è studiata nel dettaglio per lasciare tutti e tre i fronti completamente aperti all’immaginazione. Se la parte iniziale con Gene è interessante ma, di fatto, non poi così rilevante ai fini della maggior parte della trama, non si può che continuare a pensare a cosa possa fare l’ex Jimmy McGill per risolvere la sua situazione, il tutto pur rimanendo sempre molto coinvolti dalla trama. Ancora una volta i momenti di silenzio, i pochi dialoghi e le inquadrature larghissime valgono molto più di tante parole.
Chiaramente non ci sono stati grossi stravolgimenti, c’è tempo per quello, ma le pedine sono state tutte spostate e si stanno predisponendo gli ultimi arrocchi in vista dei problemi già visti nel futuro. Difficile anche non pensare (amando l’idea, ovviamente) ad un collegamento abbastanza inaspettato tra futuro e presente, magari con un mandante che ha la faccia di Nacho Varga. Perché sicuramente quei due personaggi loschi non sono comparsi casualmente al centro commerciale. O, almeno, Gilligan ha abituato a non credere alle coincidenze.
In tutto ciò, c’è pure spazio per una comparsata in grande stile dell’ormai compianto Robert Forster nel ruolo di Ed Galbraith, che riprende il suo ruolo di Breaking Bad anche più recentemente rivisto nel film El Camino: A Breaking Bad Movie. Giusto la ciliegina sulla torta che non ci si aspettava.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jimmy “Saul Goodman” McGill in tutto il suo splendore. Anche con il 50% di sconto…
  • I completi di Saul sono sempre un bel pugno in un occhio
  • Kim si concede parzialmente al lato oscuro della Forza Legge
  • Regia e musiche, al solito, perfette
  • Lalo comincia francamente a piacere molto
  • Dialogo finale tra Mike e Gus
  • Scuse “sentitissime” di Gus a Lalo Salamanca
  • Francamente: niente…

 

Con una puntata del genere dare Bless non sarebbe stato sbagliato, anzi. In molte altre serie tv questa qualità, questa regia e questa generale bravura degli attori sarebbe valsa serenamente il massimo dei voti. Sfortunatamente, qui ci sono aspettative molto più alte del solito e quindi, nonostante chi scriva non sia stato in grado di trovare validi Thumbs Down in grado di supportare il Thank Them All, pur constatando la qualità del prodotto, si sa che l’asticella può essere alzata ulteriormente. E si aspetta con ansia quel momento. Ancora una volta.

 

Winner 4×10 1.53 milioni – 0.5 rating
Magic Man 5×01 1.53 milioni – 0.5 rating

 

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Martin Moody

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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