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Constellation 1×01 – The Wounded AngelTEMPO DI LETTURA 4 min

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Constellation 1x01 Recensione Pilot Apple Tv PlusSe qualcuno si stesse chiedendo quali dovrebbero essere le regole auree per scrivere un pilot coi fiocchi, forse sarebbe il caso di citofonare al nome Pete Harness. Scrittore inglese, principalmente commediografo, che all’improvviso decide di entrare a gamba tesa nella serialità mainstream con uno show come Constellation. Per descrivere questa serie in poche parole, va immaginata una fusione del tecnicismo di Gravity con l’introspezione psicologica di The Crowded Room, sempre per rimanere in tema Apple TV+.
Infatti, in cabina di regia si siede Michelle MacLaren, non proprio l’ultima arrivata, avendo un lungo curriculum che spazia nelle pietre miliari della recente storia della televisione, da Breaking Bad a Game Of Thrones, da Better Call Saul a Westworld. Il nome da richiamo come protagonista è invece quello di Noomi Rapace, coadiuvata da illustri colleghi come Jonathan Banks e James D’Arcy. Se si elimina la cold open, “The Wounded Angel” sarebbe anche un episodio pilota abbastanza comune, seppur di spiccata qualità tecnica, ma è la componente da thriller psicologico che arriva al termine della puntata a rendere Constellation un prodotto da attenzionare particolarmente.

SCUOLA GRAVITY


L’aspetto che colpisce per primo, anche sin dalla campagna promozionale che ha accompagnato Constellation, è la forte componente sci-fi realistica. Quel filone di prodotti che narra della vita nello spazio, che ha in Gravity di Cuaron forse il principale esponente, ed era anche già rappresentato nel catalogo Apple TV+ da For All Mankind. Sembrava troppo strano, infatti, che il servizio streaming della casa di Cupertino proponesse una copia carbone di uno dei suoi maggiori show di successo. E infatti, puntualmente ecco che arriva la smentita.
Certo, Constellation non disdegna assolutamente il raccontare la vita da astronauta, seppur prendendo come principale punto di vista l’ESA piuttosto che la solita e inflazionata NASA. La vita nello spazio sembra narrata seguendo tutti i crismi, con un realismo e dei VFX di assoluta qualità, non venendo meno in situazioni catastrofiche come il grave danneggiamento dell’ISS a causa di non si sa bene cosa.

Jo Ericsson:The worst thing about up and out in space is that it can be very, very lonely.

MA SI VA OLTRE


La risposta che sembra dare “The Wounded Angel” è che la causa del terribile incidente sia stato un cadavere di un’astronauta dell’URSS. Tuttavia, la cosa bella di Constellation è che sembra voler parlare di qualcosa che va oltre la vita nello spazio. È qui che si differenzia da For All Mankind, prendendo l’astronauta per declinarlo in qualcosa che non c’entra più nulla con lo spazio. Un segnale di grande originalità rispetto al solito tema, che vede gli astronauti affrontare disastri sempre e comunque relativi alla propria professione.
Il mood che invece la MacLaren crea basandosi sulla sceneggiatura di Harness ha alcune sfumature horror, dati da piccoli rumori e una solitudine nello spazio che per certi versi ricorda Alien. Tuttavia, tutto questo horror finisce per svanire quando viene portata la luce, con la scoperta del cadavere dell’astronauta sovietica che rimane l’unico jumpscare nell’economia dell’episodio. Al posto della paura subentra il mistero mentre la psicologia di Jo Ericsson, l’astronauta protagonista rimasta bloccata sulla Stazione, la fa da protagonista in un finale che vacilla tra lo psichedelico, il fantascientifico e la psicoanalisi.

FINALE CHE RIBALTA TUTTO


Proprio il finale è l’elemento che determina il giudizio pienamente positivo di questo episodio pilota. Se la scena iniziale può sembrare abbastanza straniante, mentre la parte centrale appare adrenalinica ma nulla di mai visto su schermo, il crescendo degli ultimi minuti riesce a legare l’intero episodio trasformandolo in un qualcosa di inedito nel panorama hollywoodiano. Si scongiurano i dubbi di un Gravity bis, si sfiora per certi versi Interstellar, ma alla fine Constellation rimane una storia di una mamma che cerca disperatamente sua figlia.
Quel poco che è chiaro dal pilota, è che l’incidente è avvenuto in concomitanza con quella che potrebbe essere la scoperta di un nuovo stato della materia. Come questo si ricollega poi a un cadavere fuori tempo massimo e a tutto il trip finale vissuto da Jo, è tutto da scoprire nei prossimi sette episodi della stagione. Le ipotesi sono tante, con alcuni indizi già troppo evidenti per essere ignorati, ma è meglio che sia Peter Harness a spiegarlo agli spettatori, sembra essersi guadagnato la fiducia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena iniziale che stordisce lo spettatore
  • La cura tecnica nelle scene da vita spaziale
  • La fotografia sempre ben curata, marchio di qualità Apple TV+
  • Il mood al limite dell’horror
  • Il finale in crescendo
  • Nulla di rilevante

 

Le probabilità che Apple TV+ abbia pescato bene un’altra volta sono molto alte, smentendo tutti coloro che avevano gridato alla scommessa facile dopo il successo di For All Mankind. Constellation prende le distanze e sembra puntare da tutt’altra parte, nello spazio e nel tempo.

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Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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