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This Is A Robbery: The World’s Biggest Art HeistTEMPO DI LETTURA 3 min

Le serie true-crime fondano il proprio successo sul forte impatto emotivo suscitato nello spettatore. Le scene del crimine, ricostruite tramite filmati originali e di finzione, solleticano le corde emotive non senza un pizzico di voyerismo annesso. Ciò spiega il successo recente di una docuserie come quella riguardante il caso del Cecil Hotel.
Ma si può ottenere lo stesso effetto con un reato meno “splatter” come il furto di opere d’arte in un museo?
This Is A Robbery: The World’s Biggest Art Heist, la nuova docuserie true-crime targata Netflix, dimostra che è assolutamente possibile.

UNA NOTTE AL MUSEO


Tutto ha inizio a Boston, la notte fra il 17 e il 18 marzo 1990 quando, durante i festeggiamenti per San Patrizio (molto sentiti per via della numerosa comunità irlandese), due persone vestite da agenti di polizia si fanno aprire, con una scusa, la porta del museo Isabella Stewart-Gardner da un’ignara guardia giurata. Quindi legano questo e un altro suo collega nello scantinato e rubano ben 13 opere d’arte, fra cui vari disegni di Manet, Rembrandt e il famoso “Concerto A Tre” di Veermer.
Si tratta del più grande furto di opere d’arte mai avvenuto nella storia, non solo per la consistenza del bottino, ma proprio per il valore unico dei dipinti rubati.
La docuserie fa luce sulle indagini che seguirono al furto, ma soprattutto sulle cause che lo scatenarono. Non senza risparmiare una velata critica sul clima di lassismo che contraddistingueva il museo stesso e le istituzioni che avrebbero dovuto preoccuparsi della sua messa in sicurezza. Ma soprattutto concentrandosi sull’aspetto antropologico e sociale della vicenda, risultando così un vero e proprio compendio della piccola e grande criminalità organizzata della Boston anni ’90.

STORIA DELL’ARTE… CRIMINALE


Lo show dimostra di avere un buon ritmo narrativo e una grande capacità di storytelling che tengono incollati lo spettatore dall’inizio alla fine. Il tema scelto, già di per sé, è un buon appiglio per catturare l’attenzione del proprio pubblico. Progettare un furto dento un museo, infatti, non è cosa di tutti i giorni, serve molta preparazione e una certa cura nei dettagli. In un certo senso bisogna, anche in questo caso, essere un po’ “artisti”. Proprio sulla progettazione e preparazione del furto, quindi, la serie spende buona parte del suo minutaggio mostrando quanta abilità (ma anche culo audacia) ci voglia per pensare ad un colpo del genere.
E poi c’è tutto l’aspetto legato alla storia dell’arte ma soprattutto all’impatto emotivo che i dipinti rilasciano nella mente degli appassionati. Ed è proprio questo aspetto emotivo a creare subito una forte connessione con lo spettatore e a farlo soffrire per la sorte dei dipinti rubati.
In mezzo un’indagine che dura da trent’anni mai conclusa e dai risvolti surreali, e immagini da sindrome di Stendhal che non possono non appassionare lo spettatore ferrato o meno sull’argomento.

LA STORIA INFINITA


Un’altra caratteristica interessante, e forse l’elemento di maggior interesse per lo show in questione, è la sua incredibile attualità. Non solo per quanto riguarda la tematica in sé (il furto di opere d’arte è una delle maggiori fonti di profitto per la criminalità organizzata), ma proprio perché la storia in questione è tutt’altro che conclusa. I dipinti rubati non sono mai stati restituiti e risultano, ad oggi, ancora dispersi. Tanto che è ancora valida la ricompensa da parte del museo (di ben 10 milioni di dollari) per chi abbia indicazioni su dove trovarle. Questa “chiamata alle armi”, messa ben in evidenza dal trailer della serie, è l’escamotage finale per suscitare definitivamente la curiosità dello spettatore.
E chissà che, dopo aver visto questi quattro episodi, a qualcuno non venga l’idea di andare a curiosare nella propria cantina a vedere se, per caso, ci sia un Rembrandt originale!

Questo è This Is A Robbery: The World’s Biggest Art Heist, un viaggio particolare, con punti di vista assolutamente non banali, per raccontare un tipo di reato per nulla “minore” o poco interessante. Ideale per gli appassionati del genere true crime che cercano qualcosa di nuovo e originale.

…THEM ALL!


 

They Looked Like Cops 1×01
Vipers In The Grass 1×02
We’ve Seen It 1×03
$10 Million Reward 1×04

 

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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