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Falling Skies 4×06 – 4×07 – Door Number Three – Saturday Night MassacreTEMPO DI LETTURA 6 min

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Se è vero che le cose belle prima o poi devono finire, è chiaro a tutti perché Falling Skies stia andando avanti ormai da quattro anni senza il benché minimo pudore. La serie che ha fatto dell’improbabilità il suo tratto caratteristico, cerca di sorprenderci inutilmente con due puntate incentrate (tanto per cambiare) sulla famiglia
Mason e sulla trasformazione di Lexi, ispirata a tal punto dalla filosofia Esphena “Evolve or Die” da rinchiudersi in un bozzolo, superando in inutilità il suo collega Metapod, principale esponente degli organismi dotati di carapace nonché sprovvisti del benché minimo scopo. Se è triste che qualcuno, leggendo la frase precedente, non capisca di cosa stia parlando, è ancor più triste che uno show come “Cieli Cadenti” sfugga da ormai tre anni allo spettro della cancellazione, per giunta propinandoci puntate come “Door Number Three” e “Saturday Night Massacre”. L’impegno profuso dagli autori nel creare due titoli così creativi non è stato ovviamente riproposto nella scrittura dei due episodi, colmi di dialoghi totalmente irrealistici e intrisi a tal punto di quella retorica “Masoniana” da far cadere agli spettatori non i cieli ma qualcos’altro.
Tutto ha inizio con un sogno di Ben, durante il quale (nel caso qualche spettatore non avesse ancora capito) abbiamo la conferma che tra lui e Maggie c’è del tenero, in barba al suo fratellone Hal, che tra l’altro irrompe nella stanza moribondo mentre i due piccioncini sono intenti ad ammucchiarsi. Finita la sequenza, del tutto inutile, assistiamo all’ennesima reunion della famiglia Mason, medaglia d’oro nella disciplina perdersi/ritrovarsi. Naturalmente sappiamo già che si tratta della calma prima della tempesta, non tanto perché prevedibile, ma perché ogni volta che più di un Mason occupa contemporaneamente lo stesso spazio vitale non può che accadere una tragedia. Tralasciando il triangolo Ben-Hal-Maggie, di cui non credo importi a nessuno, la svolta arriva puntuale, con Lexi intenta a diventare una “belizima farfalla” e il successivo disgregamento interno al gruppo in merito alla questione “facciamo fuori Lexi o aspettiamo che ci faccia fuori lei?”. Qualsiasi essere umano dotato di buon senso avrebbe farcito Chinatown di esplosivo e se la sarebbe data a gambe, ma Tom e Anne, da bravi genitori, decidono che la loro bambina è innocente e che il DNA alieno presente al suo interno non è una minaccia per il resto dei sopravvissuti. Decisione che porterà alla morte di metà del gruppo ma che, “stranamente”, non avrà conseguenze per il divino Tom Mason, il quale come minimo, in una qualsiasi altra società post-invasione aliena, sarebbe stato appeso per il collo e bruciato vivo.

Ed è proprio questo “Mason contro tutti” il tratto caratteristico di “Door Number Three”, nonché l’elemento più disturbante dell’episodio. La spaccatura interna al gruppo, prima caratterizzata dal consueto Pope vs Mason, finisce per essere uno scontro tra la famiglia Mason (tranne Hal, che per la prima volta sembra essere l’unico con un po’ di cervello, ma ne parleremo dopo) e il resto dei sopravvissuti che però, contro ogni logica, vince il nostro caro Tom. E così, per l’ennesima volta, il nostro professore si eleva sopra tutti gli altri membri del gruppo, diventando leader anche di questo covo di pacifisti, naturalmente portandolo alla rovina. Quante persone dovranno morire prima di rendersi conto che Tom Mason non è la soluzione ai problemi dei terrestri, ma bensì la causa? Evidentemente ancora molte.
Intanto Robert Sean Leonard, confuso dall’ennesimo ruolo di dottore assegnatogli, finisce per sottoporre Anne allo stesso trattamento utilizzato sul suo vecchio amico House, ipnotizzandola per farle ricordare quanto accaduto a Lexi sulla navicella aliena durante il rapimento da parte di Karen. L’esperimento riesce e così sul finale di puntata sembra che la madre possa fare qualcosa, invece tutta la procedura appare inutile tanto quanto il dr. Kadar, che infatti muore nell’episodio dopo in maniera ridicola spero per decisione dell’agente di Leonard nel tentativo di salvare la sua carriera da questo disastro seriale.
Ma torniamo al nostro odiato professor Mason, convinto di poter fermare Lexi da solo nonostante Cochise abbia detto molto chiaramente che potrebbe farli fuori tutti in un attimo. Stendendo un velo sul graffiato alla Marco Masini che Noah Wyle sfoggia ormai da un paio di puntate solo per darsi un tono, non mi è chiaro su quale base i coniugi Mason riescano a farsi ascoltare dal resto del gruppo, visti i comportamenti sconsiderati e interamente dettati dall’istinto che i due continuano a sfoggiare puntata dopo puntata. L’elemento che manca all’interno della serie è chiaramente il realismo per quanto concerne le decisioni del gruppo, per nulla coerenti col tipo di situazioni che i sopravvissuti si ritrovano ad affrontare ogni giorno. Possiamo riconoscere l’importanza dei valori come la famiglia e l’amicizia, ma non possono certo essere i pilastri su cui basare l’intero show. Che ne è stato del panico, della diffidenza verso gli altri esseri umani, della paura verso l’ignoto? Oramai l’intera filosofia della II Mass potrebbe essere riassunta con un “se lo dice Tom allora deve essere per forza così” e questo non solo ridicolizza l’intera storia ma porta lo spettatore ad odiare quei personaggi che veicolano i valori positivi sopracitati. In cima alla classifica troviamo Anne, convinta della totale innocenza di Lexi anche dopo averla vista uccidere Lourdes (quasi una figlia per la dottoressa) proprio davanti ai suoi occhi. Il voler proteggere la propria figlia è un sentimento che metterebbe d’accordo chiunque, eppure qui gli autori sono riusciti a rendere fastidiosa perfino una madre disperata. Non era facile, complimenti.
Un elogio va ad Hal, inteso come personaggio naturalmente, su Drew Roy e la sua recitazione non penso ci sia molto da dire. Finalmente il giovane Mason capisce che suo padre è un completo idiota e prima si schiera contro di lui nella battaglia per salvaguardare Lexi e poi dice a Maggie che in guerra non c’è spazio per sentimentalismi. Un concetto che sarebbe dovuto essere chiarissimo fin dall’inizio ma che invece arriva dopo trentasette puntate. Meglio tardi che mai.
C’è comunque tempo per un breve momento di riappacificazione padre-figlio in cui Tom chiede scusa per aver pensato di fermare Lexi da solo. Momento interrotto dallo stesso Hal che, giustamente, spiega al padre l’inutilità delle sue scuse dopo che metà II Mass è esplosa col gas.
La morte di Tector rappresenta il momento più alto della puntata, e forse della stagione, se non fosse che in seguito al suo sacrificio muoiono solo un paio di skitter. Bel colpo di scena, purtroppo gestito malissimo. Ancor più triste è scoprire che il sacrificio del tiratore scelto è servito per salvare la vita a Tom Mason, sepolto non si sa bene dove ma intenzionato a sgominare la minaccia aliena. Naturalmente da solo.

PRO:

  • Hal è l’unico che ha capito come ci si comporta in guerra
  • Lourdes e Kadar finalmente deceduti
  • La scena di Tector e il “padrone”, peccato per la conclusione
CONTRO:
  • La capacità di Tom Mason di diventare leader di ogni gruppo in cui entra
  • Anne e la sua arroganza
  • Dialoghi del tutto irrealistici
  • “Burn Baby Burn” e la morte dei Meck con le lanterne di Chinatown
  • Tector uccide solo un paio di skitter con il suo sacrificio

In attesa del finale di stagione, consci del fatto che non accadrà nulla come sempre, possiamo solo riflettere sull’importante lezione che Falling Skies ci ha voluto impartire con queste ultime due “emozionanti” puntate: non importa quanto desideriate la pace, se arrivano i Mason preparatevi al massacro.
 

Mind Wars 4×05 2.79 milioni – 0.8 rating
Door Number Three 4×06 2.64 milioni – 0.7 rating
Saturday Night Massacre 4×07 2.72 milioni – 0.7 rating

 

 
VOTO EMMY


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Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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