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Fear The Walking Dead 6×05 – HoneyTEMPO DI LETTURA 3 min

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Comunicazione di servizio
 

Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Martin, Fabrizio, e Valerio) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa sesta stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione. Sarà un’estate molto lunga. L’estate è finita. Ora è ricominciata. Anno 2020: il Covid ha interrotto questa lunga sequela di idiozie sbarrate sul progredire delle stagioni. Fa anche un po’ freddino oggi.

 

Fabrizio: Ottimo. Puntata Dwight-centrica, contenti?

Martin: Ho sempre odiato questo character sin da TWD perché non puoi creare un personaggio e tentare di dargli un po’ di profondità solamente per l’assenza della fidanzata. Anche perché, come si vede da questo episodio, poi la fidanzata la devi rimuovere dall’equazione per continuare a dargli senso. Quindi a questo punto non è meglio far fuori Dwight e tenere la fidanzata? Ne guadagneremmo anche esteticamente.

Valerio: No. Dwight potrebbe pure essere un personaggio ben riuscito, se non fosse che è stato utilizzato come scarto della serie madre per rimpolpare in maniera raffazzonata uno show che di figure carismatiche ne ha mezza. Quindi alla fine ‘sta scelta di fare un po’ per uno nel dividersi lo schermo è un po’ una fesseria perché la curva dell’attenzione di chi guarda rimane sotto le scarpe e tutti i personaggi risultano comprimari senza protagonista.

Fabrizio: È solo una mia impressione o ultimamente nell’universo narrativo di The Walking Dead mascherarsi sta diventando un’abitudine piuttosto diffusa? Anche voi se vi trovaste nel bel mezzo di un’apocalisse zombie andreste in giro mascherati? E se sì, con quale maschera?

Martin: La testa di cavallo è una chicca che non è ancora stata sfruttata a dovere…

Valerio: Con la mascherina chirurgica. Indossatela sempre!

Fabrizio: Abbiamo sempre lamentato – aggiungerei con ragione – una certa ciclicità nelle dinamiche dei personaggi di The Walking Dead. Ora siamo giunti al consueto momento “voglio ricostruire la società e ripristinare la democrazia”, al quale seguirà probabilmente la caduta del villain, una nuova speranza per i protagonisti e la nascita del nuovo insediamento parallelamente a quella del nuovo cattivone per la stagione successiva – se ci sarà. Questa ridondanza non sta cominciando a diventare ridicola?

Martin: Ho perso il conto. Questo è il tentativo numero quattro o cinque? Il mio cuore è stato spezzato alla fattoria di qualche stagione fa.

Valerio: Sì, ma non certo da adesso.

Fabrizio: Non è interessante come Fear The Walking Dead riesca a cambiare completamente registro da una puntata all’altra, facendo sembrare le storie dei nostri protagonisti degli spin-off all’interno dello spin-off?

Martin: A volte, molto raramente, qualcosa di buono ne esce ma è tutto troppo a caso. Ora l’idea delle maschere all’inizio non mi era per niente dispiaciuta ma poi più passa il tempo e meno ha senso. Preferisco gli spin-off a base di birra.

Valerio: Vedi sopra. Fear The Walking Dead ricorda quei cd con anonime compilation che vendono negli autogrill, utili per trascorrere un noioso viaggio sulla A1 ma che non usciranno mai dalla macchina.

Fabrizio: Ma voi vi ricordavate di questo Rollie al quale Dwight avrebbe salvato la vita due volte? Perché io no.

Martin: Assolutamente.

Valerio: Mai visto prima d’ora.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Anche la fidanzata di Dwight non sopporta Dwight
  • Puntata inutile e costruita attorno a Dwight
  • Mi costruirò un insediamento tutto mio, con blackjack e squillo di lusso

 

Una puntata – tanto per cambiare – dalla dubbia utilità e per giunta costruita attorno a Dwight. Ci troviamo sicuramente nella zona rossa, ma opteremo per un Burn Them All per rendere (dis)onore al carismatico protagonista di puntata.

Fabrizio Paolino

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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