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Fringe 5×03 – The Recordist – L’ArchivistaTEMPO DI LETTURA 3 min

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Datemi pure dello sfigato ma io continuerò a seguire Fringe in italiano. Sono uno dei pochi e ne sono a conoscenza ma come sapete è difficile abituarsi a nuove voci dopo 4 anni di doppiaggio. E questo è l’unico motivo per cui le recensioni degli episodi le faccio adesso.
Siamo alla terza puntata e la trama sembra ormai abbastanza definita per i restanti 10 episodi: si devono recuperare le videocassette con video amatoriali di Walter.Il numero di VHS non è ancora chiaro ma essendo la 5×03 sembra giusto fare il ritrovamento della terza videocassetta.
La geniale idea di registrare su VHS i pezzi del progetto per eliminare gli Osservatori si rivela si geniale ma al tempo stesso idiota. Il supporto tecnologico è sicuramente il più discutibile e sarebbe stato preferibile registrare dei video in formato .avi su un pc con Windows 95 piuttosto che in varie videocassette ma Walter è un uomo vecchio stile e noi dobbiamo prenderne atto. Ovviamente la scelta del VHS permette agli sceneggiatori di giocare con la difficoltà di visione e di ascolto del filmato, cosa che capiamo fin da subito in questo episodio. L’allegra famiglia ritrovata si dirige nelle montagne della Pennsylvania senza sapere cosa cercare e diciamo pure che metà episodio sarebbe stato completamente inutile se Astrid avesse sistemato per tempo la VHS n°3. Però appunto ci sono questi problemi con i nastri e quindi facciamo la conoscenza di un’allegra comitiva di uomini-albero che vivono lì e sono capitanati da un certo Edwin che raccoglie e conserva tutte le notizie della squadra Fringe.
E fino a qui diciamo che non ci sono note negative se non che per la restante mezz’ora ci si perde in un mare di noia nell’attesa di capire cosa si sta cercando in realtà. A mettere un po’ di pepe al culo ci dovrebbero pensare gli Osservatori con i loro soldati ma anche qui c’è veramente poco da dire visto che nell’economia della puntata la loro presenza è pressochè irrilevante. Poi verso la fine della puntata ecco che magicamente si viene a scoprire il perchè del viaggio in Pennsylvania: 2 kg di rame. Ma bisognava andare fino a lì per recuperarlo? Prendiamo per buona anche questa cosa ma alcune domande sulla credibilità della storia vengono fuori spontaneamente.
Perchè allora ho dato una sufficienza? Il discorso qui è un po’ più ampio e fonda le sue radici su una questione più psicologica e relazionale. Graham Roland (lo sceneggiatore dell’episodio) pone l’attenzione sulla difficile personalità di Olivia che come tutti sappiamo è sempre molto chiusa e protettiva verso i suoi sentimenti. Tuttavia in quei pochi frangenti in cui parla con Peter e si confida ecco che vediamo emergere le vere ansie e paure di una madre frustrata che si auto punisce cercando una spiegazione per la scomparsa di sua figlia. Certo il minutaggio riguardante questa epifania è davvero ridotto se paragonato allo sperpero di tempo dedicato al canto del cigno di Edwin con suo figlio però anche qui non tutto è stato messo a caso. È chiaro che il rapporto genitori-figli è sempre più alla base di questo serial che fin dal pilot aveva messo bene a fuoco l’importanza di questo legame indissolubile e in fin dei conti anche l’archivista con suo figlio fanno la loro parte.
Se non vi bastasse questa spiegazione per la sufficienza vi aggiungo anche la sempre splendida interpretazione di John Noble che riesce ad esaltare costantemente il rapporto con Astrid tramite scambi di battute da ricordare negli annali.

PRO:

  • Confessione di Olivia a Peter
  • John Noble è un portento e tiene su da solo la puntata
  • Gli uomini-albero sono solo in Pennsylvania.
CONTRO:
  • Utilità di Etta pari a 0. Astrid è riuscita ad essere addirittura più efficiente di lei!
  • Si poteva migliorare decisamente l’episodio.
  • Pessima figura dei soldati degli Osservatori

 

Altro francamente non c’è da dire, l’episodio non verrà sicuramente ricordato come uno dei migliori ma una sua sufficienza la riesce comunque a strappare. Confidiamo in una migliore performance per i restanti episodi.

VOTO EMMY

Fondatore di Recenserie sin dalla sua fondazione, si dice che la sua età sia compresa tra i 29 ed i 39 anni. È una figura losca che va in giro con la maschera dei Bloody Beetroots, non crede nella democrazia, odia Instagram, non tollera le virgole fuori posto e adora il prosciutto crudo ed il grana. Spesso vomita quando è ubriaco.

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