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Gangs Of London 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 5 min

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Gangs-Of-London-1x01 “Know your place.”

 

Sontuoso e tenace.
Altri termini per poter descrivere il pilot di Gangs Of London, prodotto che andrà in onda su Sky Atlantic UK e Cinemax negli USA, sarebbero superflui. Un’ora e mezza di intrattenimento vero, senza eccessivo tergiversare (anche se l’abbondante minutaggio potrebbe far pensare diversamente), con una grande gestione del comparto tecnico ed una sequela di personaggi in grado di reggere la scena in completa solitudine, dando modo quindi alla serie di risultare non strettamente dipendente dalla presenza di uno specifico personaggio.
La serie si svolge nella Londra dei giorni nostri dove il multiculturalismo permette alla narrazione di prendere in esame svariati elementi dai quali poter attingere a piene mani; Gangs Of London è uno spaccato realistico della cittadina il cui cuore si ritrova avvelenato da correnti criminali di diversa provenienza: la mafia albanese, il cartello della droga pakistano, la mafia giamaicana, la triade Cinese, gli zingari gallesi, la ‘Ndrangheta italiana e gli irlandesi (conosciuti da molti serial addicted anche grazie a Sons Of Anarchy).
Il precario equilibrio sul quale la città riusciva a reggersi viene a mancare quando Finn Wallace (Colm Meaney) viene brutalmente assassinato, su commissione, da due giovani ed ignari ragazzi. Il castello della criminalità organizzata crolla, trascinando con sé ogni singola persona ad esso collegata in qualche modo. Sean Wallace (Joe Cole, già apparso in Peaky Blinders), figlio di Finn, è disposto ad utilizzare il pugno di ferro con l’intera città finché l’omicidio del padre non troverà risoluzione. Inutile sottolineare come la posizione del figlio, inquadrato dagli ex “colleghi di lavoro” del padre quasi come un despota, venga ben presto identificata come una minaccia ben peggiore della morte di Finn. I progetti, il riciclaggio del denaro, l’attracco e lo smercio dei prodotti al porto sono attività che non possono essere in alcun modo interrotte, ma Sean non vuol sentire ragione. E proprio a lui è dedicata l’imponente (più per il comparto tecnico che per altro) opening e alcuni dei monologhi meglio costruiti dell’episodio, uno su tutti sicuramente quello proferito in chiesa durante la commemorazione funebre del padre.

 

“Finn Wallace may be gone. But I still see him everywhere I go. Look around. You’ll see him too. I could hear him as you all filed in and took your seats. He lives on in the murmurs of a thousand languages, each telling their story of how… Finn Wallace was able to change their life. His story is forever carved into the skyline of this city. A city he transformed into his likeness. And I miss the man.
I miss him. More than any amount of words can say. His smile alone would’ve washed away the silence that fills this room.
Finn Wallace. Dad. He believed in people. He believed in giving opportunities to the disadvantaged. He gave. He supported. He did so much for all of us. All of you. My father was taken from us on the streets of London. And now London will deliver to us those that took him. Finn Wallace. He’s still here. He’s in me.”

 

Il secondo termine con cui si è deciso di aprire questa recensione è stato tenace perché la storia non si circoscrive al semplice racconto delle vicissitudini della famiglia Wallace e della cattura dei colpevoli: c’è spazio anche per l’introduzione del personaggio di Elliot, dell’abbozzamento del suo background familiare, lavorativo e sociale e del colpo di scena (che chiude la puntata) che lo riguarda. Un colpo di scena che riscrive il significato della presenza di Elliot attorno alla famiglia Wallace e che potrebbe rappresentare l’arma in più di questo show, dato che sarebbe stato troppo banale rendere Gangs Of London un misero poliziesco, una rivisitazione moderna di guardie e ladri (con qualche accorgimento). Ecco quindi che l’unico elemento della fazione dei “buoni” (per l’esattezza un poliziotto sotto copertura) viene fin da subito mostrato senza alcun tipo di remora morale mentre massacra di botte, mutila ed ammazza per salvaguardare la propria vita, il proprio ruolo ed il proprio nome.
Di incredibile impatto due scene su tutte nell’episodio: la scena all’interno del pub; lo scontro con il macellaio che stava sezionando il corpo del giovane verso il finire di puntata. Due momenti in grado di catturare alla perfezione gli elementi narrativi (un action drama a tinte fortemente cruente) sulle quali si basa Gangs Of London. Ed il risultato è pura goduria per lo spettatore.
Parallelamente, ma per motivi diversi, risultano di forte impatto anche i concitati attimi circoscritti attorno l’assassinio di Finn: forse per il pathos crescente della narrazione, decisamente ansiogena in quella sequenza; forse per la sensazione, rivelata dagli occhi dei due ignari ragazzi, che quello che sta per avvenire rappresenta un grandissimo errore; forse per l’insieme delle cose, ma ciò che rimane è un inizio puntata decisamente prorompente e che, incalzato dalle successive scene e dalla progressione della storia, non risulta depotenziato dal già citato abbondante minutaggio (quasi un’ora e mezza) della puntata.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • I monologhi-dialoghi di Sean Wallace
  • Joe Cole
  • Elliot e Sean: due personaggi forse accomunati dallo stesso desiderio di prendersi un qualche tipo di “rivincita” morale?
  • Lo scontro al pub: da solo fa valere la pena di vedere la puntata
  • Lo scontro tra Elliot ed il macellaio
  • La rivelazione sul doppio gioco di Elliot
  • Il contesto della narrazione
  • L’opening dedicata a Sean e la sequenza della morte di Finn
  • Qualche particolare, forse, ma quanto bisogna essere puntigliosi per farne menzione dopo un pilot del genere?

 

Sontuoso. Semplicemente sontuoso.

 

Episode 1 1×01 ND milioni – ND rating

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

2 Comments

  1. Iniziata dopo aver letto il vostro voto. Pilot allucinante, come non ne vedevo da parecchio. Un’ora e mezza volata.
    Per caso continuerete a recensirla?

  2. Ciao Mattia, mi fa piacere la recensione sia stata utile strumento per convincerti ad iniziarla! E sì, seguiranno le recensioni anche delle altre puntate, il prima possibile teoricamente (entro il weekend). Stay tuned! (:

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