Gen V si trova costantemente in un limbo che mette in difficoltà lo spettatore. Lo show ideato da Craig Rosenberg, Evan Goldberg ed Eric Kripke si prende sul serio, crede in ciò che dice e in ciò che mostra al pubblico. Nonostante le battute e i momenti puramente divertenti, la mitologia del mondo di The Boys viene continuamente estesa nel corso di questa seconda stagione. Tuttavia, nella mente dei fan aleggia un grosso punto di domanda: ciò che sta accadendo in queste puntate avrà un effettivo riscontro nella prossima stagione della serie madre? Le aspettative su Marie verranno rispettate o disattese?
Pensandoci a mente fredda, non c’è molta fiducia, soprattutto ricordando quanto accaduto nella scorsa stagione di The Boys: i protagonisti di Gen V erano apparsi, ma le loro azioni erano così marginali che, anche se non fossero mai comparsi, non sarebbe cambiato nulla all’interno della trama. Un precedente che non ha convinto e che raffredda le aspettative di gran parte di chi sta seguendo questo non troppo atteso ritorno.
JESUS E PRECOG
Come sottolineato proprio nell’episodio odierno, Marie è uno dei personaggi più importanti e potenti dell’intero universo di The Boys. Quanto visto alla fine dello scorso capitolo ne è una prova concreta, ed è evidente che, nelle intenzioni degli sceneggiatori di questa stagione, ci sia la volontà di trasformare il personaggio interpretato da Jaz Sinclair in una sorta di anti-Patriota.
Ciò che colpisce è come i due principali successi del progetto Odessa si trovino su poli completamente opposti: il Patriota rappresenta una tendenza sempre più invasiva dei tempi moderni, il fenomeno MAGA e tutto ciò che lo accompagna, mentre Marie incarna l’esatto contrario. Difatti lei è tutto tutto ciò che Homelander disprezza: donna, di colore, omosessuale e determinata. Un’eroina ideale, una minaccia perfetta per il personaggio più iconico della serie madre. Tuttavia, i dubbi esposti in precedenza ne compromettono in parte l’interesse e l’efficacia narrativa.
In ogni caso, i momenti condivisi con Annabeth risultano tra i più riusciti dell’episodio. La riconciliazione tra le due sorelle sembra ormai vicina, e i traumi del passato vengono rappresentati con una certa sensibilità. Il personaggio interpretato da Keeya King continua a rivivere il proprio dolore, prigioniera di una rabbia che la spinge a odiare non solo la sorella, ma anche se stessa. Sono momenti intensi e profondi, purtroppo alternati a segmenti di confusione narrativa che spezzano il ritmo emotivo della puntata.
SI FA GROSSO… QUANDO VIEN MENO
No, non si sta parlando di parole crociate, l’intento è mettere in luce, in modo “brillante”, quelli che in questo capitolo sono emersi come evidenti limiti dello show.
Per fare degli esempi di queste problematiche basti pensare all’arrivo di Sam che non ha né capo né coda. Dopo aver avuto un bel momento con i propri genitori nella scorsa puntata e aver compreso le origini del suo disturbo mentale, iniziando così un percorso di accettazione, eccolo improvvisamente comparire dal nulla ad Elmira, senza difficoltà, trovando persino un comodo furgone pronto per la fuga dei suoi amici.
Altro evidente limite di questo episodio è il “piano”, se così si può definire, di Cipher. Dopo aver imprigionato i giovani protagonisti ad Elmira, presumibilmente per spingere Marie a sviluppare appieno il suo potere con la morte di Annabeth, per qualche motivo si ritrova incapace di capire dove siano finiti i Supes, nonostante fosse stato lui stesso a spostare i soldati per facilitare la loro fuga. Un piano terribile per un personaggio che, fino a pochi minuti prima, sembrava sempre un passo avanti a tutti, ma che ora, senza un vero motivo, si trova in difficoltà a gestire una situazione che lui stesso ha innescato.
Genio e sregolatezza, oppure genio e c******e? Per ora non c’è una risposta certa, ma la seconda opzione sembra decisamente più plausibile.
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Il ritorno di Giancarlo Esposito nei panni di Stan Edgar e di Zoe Neuman rappresenta il cameo di The Boys in questa puntata. La loro ricomparsa, tuttavia, offre anche una prospettiva interessante sul possibile ruolo che entrambi potrebbero avere nella serie madre. L’ex CEO, in particolare, potrebbe disporre dei contatti necessari per aiutare i Boys a rimettersi in carreggiata e, magari, affiancarli ai giovani protagonisti di Gen V.
