Hellbound 1×05 – Episodio 5TEMPO DI LETTURA 4 min

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Hellbound-1x05E se quanto dato per certo ed assodato fosse solo una gigantesca bugia attorno a cui la società ha costruito il suo presente?
Un assunto terribile che in Hellbound era stato già presentato nella terza puntata e che nella scorsa è diventato, di fatto, realtà con la comparsa di un “angelo” che condanna a morte un neonato le cui colpe, evidentemente, ancora sono nulle.
Ma lo show non si sofferma semplicemente sull’evoluzione della società dopo la presa di potere della Nuova Verità: lo show sudcoreano cerca di approfondire anche lo stigma sociale del suicidio in relazione alle persone condannate dalla comparsa dell’angelo, messaggero di un Dio vendicativo.

STIGMA SOCIALE


Nella scorsa puntata era stato sottolineato come le persone che ricevono la sentenza cercassero di sfuggirne: chi inscenando la propria morte, ma venendo comunque raggiunti dal giudizio divino anche dopo la morte; chi ignorando la chiamata e mettendo in subbuglio la città intera. Ecco, quindi, la necessità di un gruppo di persone disposte a far sparire qualsiasi tipo di prova per evitare che lo stigma della condanna ricada anche sulla famiglia del giustiziato.
Dal momento che la Nuova Verità e la Punta di Freccia (milizia armata del Credo) rappresentano il nuovo cardine sociale, essere raggiunti dal giudizio divino significa essere dei peccatori a tutto tondo, indipendentemente dalle proprie colpe. Di conseguenza anche la propria famiglia, solo per vicinanza, si ritrova messa ai margini della società e mal vista. Da qui, quindi, la necessità per un condannato che desidera preservare quantomeno lo status sociale della famiglia di esiliarsi totalmente, far perdere le proprie tracce e nascondere al mondo la propria morte.
Con il gruppo che si fa carico di coprire le tracce dei peccatori, Bae Young-jae entra involontariamente in contatto, almeno all’inizio, salvo poi riuscire a riavvicinarli per sottoporre loro la dolorosa condanna del figlio da poco nato. Un aspetto che colpisce duramente il professore Gong Hyeong-joon, ma che tuttavia nella sua brutalità nasconde una possibilità, un’ultima via di fuga.
Un qualcosa che viene presentato al giovane Bae direttamente da Min, l’avvocato data per morta in conclusione del terzo episodio (e che si fatica a capire come possa essere ancora in vita, effettivamente). Se Bae e la moglie decidessero di registrare e mandare successivamente in onda la condanna del figlio, un atto talmente brutale sarebbe in grado di sgretolare tutte le false certezze costruite dalla Nuova Verità e dalla Punta di Freccia mettendo in luce tutte le bugie del nuovo credo.

LA RICOMPARSA DELL’AVVOCATO


Una richiesta audace e che sembra trasmettere un distacco glaciale e quasi robotico da parte di Min, tuttavia (e Bae se ne renderà conto rimuginando sulla richiesta durante la giornata) si tratta dell’unica opzione valida per far cessare la presa di potere della Nuova Verità: il giudizio dei tre esseri infernali non può essere arrestato, quindi la condanna non si può cancellare; portare alla luce la condanna prima dell’avvenimento stesso comporterebbe il tentativo de la Nuova Verità di screditare i genitori oppure di insabbiare tutto. Affinché tutto cessi, quindi, occorre un estremo e doloroso sacrificio da due neo-genitori.
Ma è una richiesta che questi sono in grado di sopportare? Difficile a dirsi perché se da un lato Bae sembra essersi convinto della genuinità della richiesta, dall’altro la moglie non sembra intenzionata tanto da consegnarsi alla setta religiosa (o almeno così sembrerebbe dal plot twist con cui si conclude l’episodio).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Team pro-suicidio: interessante come viene affrontato lo stigma sociale e la possibilità di esiliarsi per nascondere il fatto di essere “peccatore”
  • Punta di Freccia milizia armata de la Nuova Verità
  • Finale di puntata
  • Condanna in diretta per il neonato?
  • Ricomparsa dell’avvocato
  • Dubbi sul finale

 

La puntata regge con difficoltà forte dell’interesse dello spettatore nell’approfondire la nuova realtà dominata da la Nuova Verità. Ciò che inficia quanto di buono mostrato è da un lato la ricomparsa dell’avvocato Min, totalmente insensato; dall’altro il dubbio di vedere effettivamente giustiziato il piccolo neonato considerata la brutalità della scena (a livello concettuale ed ipotetico). E se la condanna non dovesse essere portata a termine si rischierebbe di abbattere la narrazione dell’intera storia e la sceneggiatura dello show facendo piovere dubbi su dubbi rispetto a quanto visto. Bisogna incrociare le dita e sperare che il finale non getti al vento quanto di buono mostrato in questi cinque episodi.

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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