Portobello 1×01 – 1×02 – Primo Episodio – Secondo EpisodioTEMPO DI LETTURA 5 min

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recensione Portobello 1x01HBO Max, piattaforma streaming del colosso WarnerMedia, debutta in Italia nel 2026. Sebbene non si sappia ancora l’esatta data di uscita (dovrebbe essere prima delle Olimpiadi di Milano-Cortina), si sa per certo, invece, quale sarà la prima serie original italiana della piattaforma.
Dopo l’anteprima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, il 21 novembre 2025 presso il cinema Modernissimo di Bologna (ed è il motivo per cui esiste questa recensione, ndA), c’è stata una nuova anteprima di Portobello, la serie italiana che farà da apripista proprio per il debutto  di questa nuova piattaforma.
Un inizio decisamente con il botto considerando che il soggetto della serie è certamente particolare, di sicuro non quello che ci si aspetterebbe come biglietto da visita. Ma soprattutto per i nomi che si celano dietro questa produzione. A cominciare dall’autore e regista, Marco Bellocchio, che dopo il successo di Esterno Notte, dimostra di averci preso gusto con il mondo della serialità e nel raccontare fatti di cronaca italiana tremendamente attuali e complessi. Il tutto, avendo sempre a disposizione un attore come Fabrizio Gifuni qui in un altro notevole ruolo “camaleontico”, quello di Enzo Tortora.

IL CASO ENZO TORTORA


Si tratta di uno dei più noti casi di errore giudiziario avvenuti in Italia. Negli anni 80 Enzo Tortora è uno dei volti simbolo della RAI. Giornalista e presentatore televisivo, è l’autore di Portobello, storica trasmissione-contenitore in cui si voleva riprodurre una sorta di “mercato popolare” (il nome deriva dalla nota strada londinese Portobello Road dove tuttora si tiene un famoso mercato antiquario) in cui ad essere messi in piazza non sono tanto degli oggetti, ma personaggi con le abilità più disparate. Leitmotiv delle varie puntate era una sorta di “gioco” in cui i vari ospiti avevano alcuni minuti a disposizione per provare a far dire la parola portobello ad un pappagallo, mascotte del programma, usando le tecniche più disparate. All’apice del successo il programma ottenne uno share incredibile con 28 milioni di spettatori (quasi il 40% dell’allora popolazione italiana) diventando un vero e proprio fenomeno di costume.
Ma tutto s’interrompe una mattina del 1983 con l’arresto proprio di Enzo Tortora, accusato da alcuni camorristi pentiti di traffico di droga e associazione mafiosa.
Inizierà per Tortora un lungo calvario per poter dimostrare l’infondatezza delle accuse contro di lui e potersi riabilitare agli occhi sia della giustizia sia dell’opinione pubblica.

LA LEGGE TV È UGUALE PER TUTTI


Coerentemente allo stile e alla poetica del regista, anche Portobello nasce con l’intento di mostrare uno spaccato storico dell’Italia del dopoguerra sotto vari punti di vista.
Certamente c’è la parabola umana di un individuo che si trova ad affrontare una situazione che definire kafkiana è un eufemismo. Poi c’è la ricostruzione storica dell’Italia anni 80 che s’intreccia con le vicende legate alla trasmissione e al terremoto dell’Irpinia.
E c’è, infine, l’analisi del mondo dei media e di come questi possano influenzare comportamenti  e opinioni. Una tematica più che attuale, soprattutto oggi (nell’epoca dell’AI e delle fake news), il che rende lo show tremendamente meritevole d’attenzione.
Secondo le parole dello stesso regista, infatti, la serie mostra non tanto il “caso Tortora” in sé, ma vuole piuttosto essere un’indagine sull’animo umano e di come anche persone con una certa cultura e senso del dovere (magistrati e pm) possono essere abbindolate e portate a credere a qualsiasi cosa. Soprattutto alla colpevolezza di qualcuno pur non avendo alcuno straccio di prova concreta.

CAST E SCENOGRAFIA


recensione Portobello 1x02Per questo motivo, soprattutto il primo episodio, potrebbe risultare forse troppo prolisso e lungo dato che ha la necessità di mostrare i principali protagonisti della vicenda e dare il quadro storico preciso della situazione.
Bisogna infatti aspettare il secondo episodio per il plot twist principale che getta immediatamente lo spettatore nella tragedia di Tortora.
In questo rimane, comunque, come punto di forza un cast più che azzeccato, nel quale ciascuno degli interpreti scelti non sfigura nel rispettivo ruolo.
Oltre al già citato Gifuni, infatti, non si può non citare Lino Musella che presta il proprio volto a Giovanni Pandico, il camorrista che accuserà Tortora di essere affiliato alla camorra. Qui viene messo in evidenza il lato più grottesco della vicenda con questo character altamente schizofrenico e paranoico, preda di “visioni” in cui parla letteralmente con la televisione pensando di controllarla.
Altra nota di merito per la fotografia e la scenografia che arricchiscono ulteriormente la ricostruzione della vicenda dal punto di vista storico. Allo stesso tempo, dal secondo episodio in poi, si va sempre più verso una ricostruzione simbolica, accentuando gli spazi claustrofobici e la luce cupa, come un vero e proprio incubo ad occhi aperti.

CONCLUSIONI


Già da questi primi episodi si può tranquillamente affermare che lo show merita una visione, oltre che per la storia in sé che, come già detto, ha molta attinenza con il presente, anche per riflettere su come si sia evoluto (o, involuto, a seconda dei punti di vista) il rapporto fra il pubblico e la verità offerta dai media.
L’Italia di Portobello è un Paese dove ancora il mezzo televisivo viene visto come una sorta di “rito collettivo” con ritrovi in casa o al bar per vedere se il pappagallo pronuncerà la fatidica parola o no.
Un rito che, pur essendo “laico” ha un aspetto quasi religioso, di vera e propria fede, non così diverso, in fondo, dai media mainstream di oggi.
E così la vicenda di Enzo Tortora diventa emblematica di cosa succede quando la fede riposta in qualcosa/qualcuno si viene a perdere. Certamente una serie (o film lungo per citare lo stesso Bellocchio) inusuale che dimostra di essere ben confezionata e pensata.
HBO Max dimostra così di voler fare le cose in grande anche per le produzioni italiane. Se il buongiorno si vede dal mattino…

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Bellocchio alla regia e Gifuni come interprete principale sempre una garanzia
  • Tutto il cast in generale
  • Fotografia e scenografie
  • Colonna sonora
  • Al momento niente di particolare

 

Debutto in grande stile per HBO Max in Italia con una serie original che vede alla regia un mostro sacro come Marco Bellocchio. Dopo Esterno Notte, il regista decide di raccontare un’altra interessante storia italiana: il “caso Enzo Tortora”. Ancora una volta al suo fianco Fabrizio Gifuni, nel ruolo dello storico conduttore televisivo protagonista di una surreale vicenda di malagiustizia. Un’accoppiata vincente per un prodotto di notevole qualità.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

1 Comment

  1. Buongiorno, sono stato un cancelliere (ora in pensione) del processo CD. Tortora ed ho seguito tutto il dibattimento, diviso in tre parti, che si svolse con il vecchio rito e dunque con il fascicolo del G. Istruttore. Andò come sappiamo.

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