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I Segreti Delle Attrazioni Disney – Seconda ParteTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione behind the attraction i segreti delle attrazioni disney parte 2 recensione docuserie Dopo la prima tranche di curiosità dedicate alle più famose attrazioni dei parchi Disney del mondo, torna la docuserie prodotta da Dwayne Johnson (Jungle Cruise) e narrata da Paget Brewster (Community). In questa seconda ondata sembra che si sia perso un po’ di vista il focus principale della serie, a favore di un maggiore approfondimento sulle vite di Walter e Roy Disney.
Già i titoli degli episodi risultano indicativi, in quanto non riportano nomi di ride ma di attrazioni generiche come i castelli, gli hotel e i mezzi di trasporto. Un taglio netto rispetto ai primi cinque episodi dedicati a Star Tours, Jungle Cruise (senza alcun interesse, vero?) e Space Mountain per dirne alcune. Tuttavia risulta comunque una visione piacevole che intrattiene e racconta un po’ di storia dietro i famosi parchi a tema Disney.

MA LE ATTRAZIONI?


Purtroppo scarseggiano le attrazioni in queste cinque puntate. Le uniche due puntate dichiaratamente dedicate a due ride risultano il miglior episodio e il peggiore. “It’s A Small World” racconta la genesi della più umile e allo stesso tempo più amata attrazione di qualsiasi Disneyland. Un viaggio attraverso una storia tortuosa per realizzare un progetto di grande umanità per veicolare un messaggio di fratellanza sempre attuale e senza tempo. Non si può certo dire lo stesso di “Hall Of President”, che è sia l’episodio peggiore sia il più breve. Questo dato la dice lunga sulla scarsezza di informazioni riguardo una giostra forse non troppo meritevole di un intero episodio, essendo stata comunque già trattata nell’arco della Fiera Mondiale di New York.
Per il resto le attrazioni sono fittizie. Si analizzano costruzioni, presenti sì a Disneyland, ma non attrazioni. È comunque interessante approfondire il tema dei trasporti all’interno del parco, ma, per esempio, la puntata sul Disneyland Hotel sembra quasi uno spot per l’albergo. Forse non si è riuscito a trovare quel giusto bilanciamento in grado di regalare una (più discreta) pubblicità meglio distribuita nell’arco delle dieci puntate.

WALT E ROY DISNEY


Non tutti i mali vengono per nuocere. Dalle ceneri delle tante attrazioni non approfondite sorge tanto spazio per raccontare la storia di due figure geniali. I fratelli Disney risultano i protagonisti di “Treni, Tram e Monorotaie” (Walt) e “Hall Of Presidents” (Roy). Impossibile non commuoversi davanti alle imprese di Walt durante la Fiera Mondiale del ’64, davanti alla sua passione per i treni, davanti alla battaglia per le monorotaie e alla ricerca di un sistema efficace per il trasporto pubblico. Tutte attività portate avanti da un piccolo disegnatore dell’Illinois, diventato prima produttore cinematografico e in seguito addirittura un ricercatore impegnato nello sviluppo di un modello di società sostenibile.
Dall’altro lato c’è Roy, figura forse più fredda in quanto responsabile del lato economico dell’azienda. Ma il cuore del contabile Disney si scioglie in seguito alla morte del fratello minore, rinunciando addirittura al pensionamento per finire ciò che Walt aveva iniziato. Roy finisce per esaudire i desideri e terminare i piani del fratellino prima di concedersi un lungo riposo. Storie toccanti narrate con la giusta sensibilità, adatte ad un pubblico di grandi e piccini in modo da non annoiare i primi intrattenendo i secondi.

LA FIERA MONDIALE DEL 1964


Questo secondo arco di episodi sembra comunque collegato da un filo conduttore più grande. Si abbandona in parte l’evoluzione nel tempo dell’attrazione e le sue variazioni di parco in parco in favore del racconto approfondito da più punti di vista di un grande evento storico. L’evento è la Fiera Mondiale di New York del 1964 e l’influenza che questa fiera ha avuto sui parchi a tema Disney è mostruosa.
Vengono approfonditi e raccontati nei vari episodi tutti i vari progetti sviluppati da Walt per la Fiera, visto che sono diventati tutti in un modo o nell’altro parte di Disneyland. C’è un bel segmento dedicato all’attività di Mary Blair, artista che ha realizzato una per una tutte le bambole di It’s A Small World. Ci sono connessioni con i vari sponsor e le partnership effettuate, oltre al progetto dedicato ai trasporti, alla nascita dell’animatronic come lo conosciamo oggi. Forse in qualche momento viene anche troppo incensata la figura di Walt come genio ideatore, ma l’omaggio fortunatamente non sfocia mai nel patetico. Tutto sommato la docuserie si assesta su una sufficienza piena, che poteva ambire a qualcosa di più mettendo un po’ più di carne al fuoco.

… THEM ALL!


I Castelli
Disneyland Hotel
It’s A Small World
Treni, Tram e Monorotaie
Hall Of Presidents

 

Con la seconda parte di questa divertente docuserie si conclude un progetto che catturerà sicuramente gli appassionati dei parchi Disney.

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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