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Billions 6×01 – CannonadeTEMPO DI LETTURA 5 min

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Recensione Billions 6x01 Per gli spettatori di Homeland sembrerà quasi un déjà vu. Damian Lewis lascia Billions – in questo caso per motivi personali e non per esigenze di copione – e la serie, esattamente come fu per Homeland nel 2014, riprende il suo viaggio con l’intento di reinventarsi, adattando il suo stile narrativo alla figura – ancora poco delineata – di Michael Prince.
Un inizio che per un attimo lascia addirittura il dubbio che Chuck sia diventato un fattore e Wendy sia in lizza per essere una delle partecipanti della nuova edizione di Masterchef, ma che piano piano rivela le sue vere intenzioni per questo sesto arco narrativo.
Le immagini del trailer mostrano infatti un Chuck deciso a dichiarare guerra alla billionaire class, addirittura arrivando ad aizzare le folle col megafono, in contrapposizione ad un Michael Prince che invece cerca di ripulire l’immagine stessa della categoria ricostruendo da zero Axe Capital, simbolo di una plutocrazia il cui fine unico è sempre stato quello di soddisfare i propri interessi, e che ora invece sembra essere indirizzata alla più totale legalità e trasparenza.
In altre parole, sotto la guida dell’integerrimo (si da per dire) Michael Prince, la serie propone al suo pubblico una sorta di what if marveliano dove Bobby Axelrod non è mai esistito e la Axe Capital opera secondo i principi dell’onestà e del reciproco rispetto in un mondo fatto di trattori, gelato artigianale e paramedici pronti a salvarti da un infarto che non hai ancora avuto.

PRINCE CHARMING


We used to work for a killer, now we’ve got a guy who wants to know how we feel.”

Il vuoto lasciato dalla figura di Bobby Axelrod al momento risulta ancora incolmabile, in particolar modo in relazione all’eterna rivalità con la sua nemesi Chuck Rhoades, il cui esito di fatto risulta essere un deludente pareggio.
A peggiorare la situazione c’è anche il suddetto cambio di paradigma all’interno della Axe Capital che sotto la nuova direzione Prince sembra voler tagliare definitivamente i ponti con il passato, allo scopo di provare al mondo che si può essere squali della finanza anche pensando al benessere mentale dei propri impiegati e soprattutto evitando di passare la propria esistenza costantemente sul filo della legalità.
Propositi che per il momento cozzano con il background di Michael Prince che, tanto per dirne una, di recente ha utilizzato le proprie figlie per tendere l’agguato finale al suo arcinemico Axe, sbattendosene allegramente delle implicazioni morali della sua decisione. Le possibilità, a questo punto, non possono che essere due: pura e semplice ipocrisia oppure cordialità di facciata atta a nascondere ben più loschi piani. Solo il tempo potrà dirlo.
Nel frattempo però, l’unica sensazione che si percepisce nel corso della puntata è una profonda confusione. Confusione che non nasce da trame intricate o uso smodato di tecnicismi, come invece è già accaduto in passato, ma che piuttosto nasce dal totale cambiamento di approccio che la serie ha nei confronti del mondo della finanza. Sicuramente c’è ancora tempo per rimettersi sui binari ma, almeno per il momento, la serie sembra aver perso un po’ del suo smalto.

CHUCK THE BILLIONAIRE SLAYER


Now that right there is a species unto itself: the entitled billionaire.

Questa premiere decide, giustamente, di concentrare la maggior parte del minutaggio sull’approfondimento del nuovo “protagonista” di Billions, utilizzando spesso comprimari e personaggi secondari allo scopo di donare ulteriori sfumature al personaggio ancora molto opaco di Michael Prince. L’infarto di Wags, la diffidenza di Taylor, le scatole rosse (il cosiddetto meat locker) di Spyros, l’incontro con gli azionisti e in particolare con il padre di Chuck: tutto ciò che accade nella puntata ruota sempre attorno alla figura del nuovo boss, la cui unica missione ora sembra essere quella di guadagnare la fiducia del suo staff. Staff che naturalmente, seguendo il più classico dei cliché televisivi/cinematografici, si dimostra ancora scettico nei confronti del nuovo leader e necessita di una prova in grado di renderlo meritevole del rispetto collettivo. Giudizio rimandato dunque per Wags, Wendy e colleghi, che in questa premiere purtroppo tendono a brillare principalmente di luce riflessa.
Discorso diverso per Chuck che addirittura sembra essere al centro di un origin story che, almeno secondo le immagini del già menzionato trailer, lo porterebbe a diventare il nuovo volto della lotta alla plutarchia. La questione della cannonata, inizialmente inquadrata come faccenda squisitamente personale, si trasforma invece in una crociata di Chuck nei confronti di un miliardario egoista e presuntuoso, assumendo così tutt’altro significato. La piccola vittoria del procuratore generale dello Stato di New York, oltre che essere la storyline più coinvolgente dell’episodio, diventa così un gesto simbolico nell’ottica di una battaglia ben più grande che lo attende nel prossimo futuro e che si spera possa dare alla serie nuova linfa vitale riportandola al livello delle prime stagioni. O quantomeno regalarle una conclusione dignitosa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Michael Prince è un personaggio ancora abbozzato ma la sua ambigua moralità per il momento incuriosisce
  • Nel suo piccolo la storyline di Chuck è forse quella più coinvolgente della puntata
  • Menzione speciale alla dieta di Paul Giamatti, ulteriormente dimagrito rispetto alla stagione scorsa
  • Personaggi secondari in funzione di Prince
  • Puntata molto straniante
  • L’assenza di Axe per ora si sente molto
  • Wendy che fa i gelati? Perché?
  • Sparare un ultimo colpo di cannone nonostante si sia appena detto che c’è una specie a rischio proprio nella direzione delle cannonate: ha tutto molto senso

 

Billions prova a rimescolare le carte in tavola per sopperire alla mancanza di Damien Lewis ed il suo Bobby Axelrod ma il risultato è un episodio introduttivo abbastanza straniante, durante il quale sembra di assistere ad una versione alternativa di Billions completamente opposta a quanto visto nelle precedenti stagioni. Una mossa coraggiosa che certamente suscita curiosità, ma anche molto scetticismo.
Chissà che Michael Prince non riesca a fare il miracolo e conquistare anche la fiducia degli spettatori.

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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