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Esterno Notte 1×03 – 1×04 – Il Papa – I TerroristiTEMPO DI LETTURA 4 min

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Esterno Notte 1x03 recensioneSono due episodi dai punti di vista totalmente opposti, quelli presentati nel secondo appuntamento con Esterno Notte su Rai Uno. Dopotutto, la particolare modalità di narrazione della serie era chiara sin dall’inizio e per questo non sorprende trovarsi davanti ad un racconto non lineare.
Come sottolineato nella scorsa recensione, Esterno Notte è un progetto ambivalente presentato al pubblico sotto diverse forme prima come film e, successivamente, come serie tv. In realtà, come raccontava nel gennaio 2020 lo stesso regista Marco Bellocchio, il suo progetto prevedeva la realizzazione di una serie tv che, partendo dalla strage di via Fani, non si sarebbe concentrata sulle dinamiche all’interno della prigione di Moro, bensì avrebbe mostrato quei fatidici 55 giorni attraverso gli occhi di altri interpreti, più o meno esterni ma a loro modo tutti coinvolti della vicenda.
Un piano originale che, dopo la parentesi cinematografica che ha visto Esterno Notte essere diviso in due film, esordire al Festival di Cannes e poi fare il suo debutto al cinema, è tornato in auge con una triplice serata sulla Rai, riproponendo l’opera di Bellocchio divisa in sei episodi per la tv.
E dopo la visione delle prime quattro puntate si comprende bene l’essenza seriale del progetto che, con più punti di vista da mostrare, appare molto ben proporzionata attraverso la suddivisione in episodi.

LA TRATTATIVA DEL VATICANO


Più punti di vista esterni, dunque, e dopo essersi concentrati sulle reazioni del ministro Cossiga nello scorso episodio, il terzo mette sotto la lente d’ingrandimento la presa di posizione di Papa Paolo VI, figura molto legata da un rapporto di amicizia ad Aldo Moro e, per questo, colpita dal rapimento anche oltre la sua carica.
Ma se sin dallo scorso episodio era chiara la caratteristica “indipendente” di ogni puntata, è in “Il Papa” che la peculiarità principale di Esterno Notte prende il sopravvento. Il racconto degli eventi non avviene infatti mettendo in scena le reazioni dei personaggi durante lo scorrere di una narrazione lineare, bensì riportando ogni episodio indietro nel tempo per percorrere il percorso in modo indipendente. Così, se “Il Ministro Degli Interni” aveva analizzato le reazioni di Cossiga a partire da quel 16 marzo 1978 per seguirne lo sviluppo nelle settimane a seguire, anche “Il Papa” riparte da lì, ripercorrendo gli stessi giorni ma dal punto di vista del Pontefice (interpretato da un sempre ottimo Toni Servillo).
Generalmente, la costruzione di Esterno Notte si dimostra completa, mettendo in scena in maniera convincente le scelte del Papa apertamente a favore delle liberazione di Moro, in contrapposizione a quelle della classe politica rivolte verso la famosa linea della “fermezza” (seppur la parte prettamente politica risulta meno sviscerata nelle sue più ambigue decisioni). In definitiva, però, l’episodio risulta ben plasmato, aggiungendo pagine di storia sussurrate, dando spazio alla trattativa segreta del Vaticano disposto a pagare un cospicuo riscatto, e amplificando la parte umana con le lettere scritte dallo stesso Aldo Moro durante la sua prigionia.

Esterno Notte 1x04 recensione“RIVOLUZIONE” IMMORALE


Molto più ad effetto, però, risulta l’episodio dedicato all’altra faccia del sequestro, ossia gli esecutori. Il quarto episodio viene così dedicato alla fazione delle Brigate Rosse, con uno sguardo all’interno del gruppo artefice del rapimento.
Per dare una connotazione molto più personale a tale punto di vista, Marco Bellocchio sceglie di investire l’attenzione su un determinato personaggio, con la scelta che ricade su Adriana Faranda, membro di rilievo dell’organizzazione terroristica e per l’occasione interpretata dall’attrice Daniela Marra. Una scelta, questa di Bellocchio, che non può non far tornare in mente la caratterizzazione del suo precedente film incentrato sul sequestro Moro, “Buongiorno, Notte“. L’opera del 2003 proponeva infatti un racconto più personale di una delle brigatiste, affrontandone dubbi e ripensamenti (a sua volta il film era basato sul libro della brigatista Anna Laura Braghetti, Il Prigioniero).
“I Terroristi” presenta una versione quasi analoga, con uno sguardo interno alla preparazione del rapimento da parte delle BR ed uno sviluppo più personale per quanto riguarda una di loro. Il personaggio della Faranda viene mostrata in tutte le sue sfaccettature, da terrorista convinta della causa disposta a sacrificare tutto per essa (a tal proposito, emotivamente ben riuscite sono le scene dedicate alla figlia della donna), fino ai primi dubbi e alla perdita degli stessi valori all’interno delle BR. Da qui, infatti, la serie lascia dibattere gli stessi membri dell’organizzazione sulle loro intenzioni, sull’ideale della loro “rivoluzione” e su una morale che si pone ben lontana dai loro obiettivi. Un lavoro estremamente ben messo in scena che crea un’atmosfera sempre tesa che aiuta di gran lunga la riuscita dell’episodio.
Al tutto, va poi aggiunta la caratteristica onirica che permea tutti gli episodi, con ogni personaggio alle prese con un determinato sogno o visione, un uso ben ponderato di allegoria che dona maggiore significato all’intera versione di ogni personaggio. Un altro elemento che Bellocchio sembra riprendere da “Buongiorno, Notte”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Per la modalità concepita, la storia ben si presta alla suddivisione in episodi
  • Ogni puntata ripercorre le fasi del sequestro dal punto di vista di diversi personaggi coinvolti
  • La colonna sonora
  • Si percepisce lo stile da fiction italiana con un risalto nettamente positivo
  • Il potere delle allegorie nella narrazione
  • Due episodi centrali un po’ più “lenti” rispetto ai precedenti

 

Esterno Notte continua a raccontare il sequestro Moro da un punto di vista più esterno, ampliando il racconto con prospettive opposte ma sempre centrali, per un risultato decisamente ben riuscito.

Ormai sulla trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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