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Esterno Notte 1×01 – 1×02 – Aldo Moro – Il Ministro Degli InterniTEMPO DI LETTURA 5 min

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recensione Esterno Notte 1x01Marco Bellocchio, il più giovane regista esordiente italiano (quando ha diretto I Pugni In Tasca aveva solo 26 anni) diventa da quest’anno il più anziano esordiente per quanto riguarda la serialità televisiva grazie a Esterno Notte, co-prodotto fra RAI e la casa di produzione The Apartment.
Un prodotto decisamente originale, se non altro per la sua “genesi”. Nato infatti come serie tv, è diventato successivamente un film diviso in due parti (con la prima parte presentata a Cannes), per poi tornare serie tv divisa in 6 episodi trasmessi in 3 giornate proprio sulla RAI.
Già da qui s’intuisce quanto mastodontica e complessa sia quest’opera (non esiste altro termine per definirla altrimenti). Non potrebbe essere altrimenti dal momento che la serie ha l’ambizione di raccontare una vicenda altrettanto complessa e sfaccettata come il sequestro Moro, vero e proprio momento-spartiacque della storia italiana già affrontato dallo stesso regista nel bellissimo “Buongiorno, Notte“.
Un momento che qui viene approfondito ulteriormente dallo stesso regista in una veste del tutto inedita e ancora più coinvolgente.

FABRIZIO GIFUNI È UN ALDO MORO “DA PAURA


La vicenda Moro, infatti, viene qui mostrata da un punto divista “esterno” (da qui il titolo) raccontando i 55 giorni di prigionia dal punto di vista di quanto avvenne al di fuori del covo delle Brigate Rosse. In questo senso l’episodio-pilota “Aldo Moro” funge da preambolo di tutta la storia presentando la figura dell’ex-segretario DC “prima” di quel fatidico 16 marzo 1978.
Seguendo l’esempio delle serie televisive storiche più mainstream, dunque, l’episodio racconta, ovviamente in una ricostruzione idealistica (che non ha mancato di suscitare polemiche) il lato più “privato” di Aldo Moro, interpretato da un Fabrizio Gifuni “versione-Favino” come direbbe Martellone. Nello specifico la puntata si divide fra la rappresentazione di Aldo Moro dal punto di vista meramente “paterno”, nei rapporti con i propri familiari, e di “capo di partito” nella descrizione dei rapporti con gli altri storici esponenti della Democrazia Cristiana.
Per quanto riguarda il primo aspetto di questa rappresentazione, si tratta sicuramente di un momento importante perché serve a far empatizzare maggiormente il pubblico con il personaggio protagonista (anche se il rischio “rappresentazione-da-santino” modello Rai Fiction si sente abbastanza), soprattutto considerando la svolta che si avrà nel finale della puntata e che rappresenta il vero plot twist di tutta la trama orizzontale della vicenda. Per quanto riguarda il secondo aspetto, si vede l’ironia amara (quasi al livello di satira politica) nel vedere i meccanismi di potere nella costruzione del Governo Andreotti IV e i rapporti, certamente non idilliaci, fra le varie componenti di governo.
Ma è soprattutto la ricostruzione storico-sociale del periodo ad emergere fin dai primi minuti. Viene infatti mostrato (sia tramite scene ricostruite sia tramite found footage) tutto il contesto riguardante la lotta armata e le rivolte sociali di quegli anni, cosa che in “Buongiorno, Notte” veniva semplicemente “detta” fra i personaggi in un contesto che, perlopiù, era claustrofobico.

CAST OTTIMO E PSICANALISI SOCIALE


recensione Esterno Notte 1x02Cossiga: “Mi sta guardando!”
Segretario: “Ma no, guarda nell’obiettivo…”
Cossiga: “Mi guarda!”

Qui, invece, proprio tale aspetto rappresenta il focus centrale di tutto. La notizia del sequestro diventa ben presto un modo per mostrare le reazioni dell’opinione pubblica di fronte a tale evento.
Da questo momento in poi la narrazione degli episodi diventa mono-tematica prendendo come riferimento principale uno o più dei protagonisti storici che hanno avuto a che fare con il sequestro.
“Il Ministro Degli Interni”, ad esempio, si focalizza sul personaggio di Francesco Cossiga, qui interpretato magnificamente da Fausto Russo Alesi ulteriore esempio della generale buona scelta di cast (dal momento che nessuno dei character rappresentati sembra mai essere fuori posto).
Il ritratto che fa Bellocchio del futuro Presidente della Repubblica è molto diverso dalla figura del “picconatore” rilasciata dalla storiografia ufficiale. Ne viene fuori un Cossiga più “in erba”, costantemente alle prese con dubbi esistenziali e problemi coniugali. Ma soprattutto il legame fra questo e Aldo Moro viene rappresentato quasi come una sorta di “rapporto padre-figlio” in cui il giovane Cossiga vede nel segretario della DC il proprio mentore e spirito guida. E da qui anche i sensi di colpa per non riuscire a salvarlo, che lo fanno ben presto cadere in una sorta di depressione e “pazzia” (bellissima, da questo punto di vista, la scena al manicomio). Un personaggio dunque quasi shakesperiano, perennemente scisso fra il dovere, imposto dal proprio ruolo pubblico, e sentimenti privati.
Una tematica molto cara allo stesso Bellocchio che qui dà un ulteriore prova di saper rappresentare bene personaggi nevrotici con problemi di natura psicologica, oltre a ricostruire degnamente il lavoro quotidiano dei servizi segreti italiani dell’epoca.

MINI-SERIE ITALIANA MA CON SGUARDO INTERNAZIONALE


Esterno Notte si conferma, in questi primi due episodi, un grande lavoro di maestranze tecniche (non solo il regista, ma anche tutto il lavoro di ricerca svolto da sceneggiatori, scenografi, truccatori…) in cui tutto quanto, dalla scelta dei costumi all’uso della colonna sonora, è pensato per spiegare in maniera dettagliata questo particolare periodo storico. La struttura “mono-tematica” degli episodi è inoltre perfetta per approfondire al meglio personaggi che, altrimenti, sarebbero dovuti essere sacrificati da un minutaggio più ridotto.
Al di là della ricostruzione storica comunque (in questo caso straordinariamente neutrale politicamente, cosa che non era semplice da realizzare), lo show funziona anche da un punto di vista strettamente d’intrattenimento seguendo l’esempio delle piattaforme di streaming e dei grandi network americani che hanno fatto del genere “true-crime storico” il proprio cavallo di battaglia.
Una serie tv italiana dunque che si presta bene anche ad uno sguardo “internazionale” e per questo si spera che diventi un modello da seguire anche per altre produzioni di questo tipo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Idea di base e sceneggiatura
  • Fabrizio Gifuni è un Aldo Moro “da paura”
  • Fausto Russo Alesi è un Francesco Cossiga altrettanto “da paura”
  • Cast in generale
  • Trucco, parrucco e soundtrack
  • Un certo rischio di “santificazione” del personaggio in puro stile fiction italiana

 

Nuova mini-serie targata RAI e The Apartment che segna l’esordio sul piccolo schermo del regista Marco Bellocchio. Viene ripresa la vicenda del sequestro Moro da un punto di vista “esterno” (per l’appunto) che rilascia un quadro allo stesso tempo realistico e macchiettistico dell’Italia degli anni 70. Una visione a 360 gradi di un periodo storico complesso e stratificato che solo un’opera del genere poteva restituire nella sua interezza.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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