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Close

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L’amicizia tra i due ragazzi di tredici anni Leo e Rémi viene improvvisamente interrotta. Lottando per capire cosa sia successo, Léo si avvicina a Sophie, la madre di Rémi.

 

Close è la pellicola belga candidata agli Oscar 2023 all’interno della categoria Miglior Film Internazionale. Si tratta di un film scritto e diretto da Lukas Dhont, nuovamente in tandem (nella sceneggiatura) con Angelo Tijssens dopo Girl (2018). Il film richiama la tematica della “amicizia stretta” e ne affronta le problematiche addentrandosi nella vita di un giovane personaggio queer alla prese con la scoperta di se stesso. Un viaggio intenso che si sofferma sull’amicizia per evidenziare in maniera molto particolareggiata la solitudine che, solitamente, tende a fare da contraltare.
Léo e Rémy sono i volti innocenti che il pubblico conoscerà passo dopo passo, addentrandosi nella loro vita quotidiana, carpendone segreti e preferenze, scoprendone debolezze e paure. La pellicola, con una durata complessiva di circa 100 minuti, scorre senza particolari problematiche nonostante lo smodato uso di silenzi per sottolineare l’importanza di determinate scene che stanno andando in onda. L’unica vera pecca di un film inattaccabile sotto molti punti di vista è, probabilmente, la gestione della tematica nei concitati momenti finali. Una gestione raffazzonata, estremamente rapida e senza effettive conseguenze generali che inficia la votazione generale di Close. Un vero peccato, soprattutto per l’amaro in bocca che lascia dopo la visione.

Immagina di essere un piccolissimo anatroccolo. Sei appena uscito dal tuo uovo. Hai appena aperto gli occhi per la prima volta. Tutti gli anatroccoli sono gialli. Anche tu sei giallo…ma molto più bello di tutti gli altri. Tu sei speciale. Un giorno decidi di partire e incontri un ramarro. Ti domandi che cosa sia un ramarro perché non ne hai mai visto uno in vita tua. Pensi che questo ramarro sia bizzarro. Inoltre fa anche rima. Ma lui ti piace perché è di un colore speciale, come te. Un giorno voi due partite insieme e arrivate sopra un trampolino. Tu cominci a saltare sopra il trampolino, salti fino a raggiungere le stelle e noi rassomigliamo un pochino a questo.

Close racconta di due ragazzini di 13 anni, Léo e Rémy, da sempre amici per la pelle. Si tratta di un rapporto simbiotico, tanto i due vivono a stretto contatto. Il passaggio che sembra compromettere il rapporto tra i due è l’inizio della scuola: i due vengono etichettati come una coppia, visto e considerato che sembrano muoversi all’unisono per qualsiasi cosa, ed i compagni cercano di schernirli proprio per questo loro aspetto.
Mentre Rémy sembra vivere con distacco le battute dei compagni, Léo ne risente e cerca di allontanarsi dallo stereotipo che gli sta venendo cucito addosso. Il rapporto con Rémy si incrina progressivamente mentre Léo, per ingraziarsi il resto dei compagni, finirà per isolare Rémy in pubblico cercandone tuttavia la compagnia nel privato.
Il legame tra i due ragazzini è trattato con estrema dolcezza e cura, le evoluzioni sono marcate ed evidenziate dagli atteggiamenti differenti, mai espresse con chiara ovvietà tramite i dialoghi. Un particolare questo da apprezzare, soprattutto perché pone lo spettatore a conoscenza di cosa sta avvenendo tra i due ragazzini, a differenza delle due famiglie che, evidentemente, non percepiscono l’evoluzione del rapporto tra i due.
Léo e Rémy vivono in maniera diametralmente opposta anche la scuola: il primo, come detto, cerca in tutti i modi di essere accettato, rigettando le attenzioni (che fino a prima voleva) di Rémy e allontanando l’amico; il secondo sembra non prestare troppa attenzione alle frasi omofobe proferite dai compagni o dalle fastidiose allusioni delle compagne. Léo nega se stesso ed il rapporto con Rémy, azzerando il legame e spingendo l’amico lontano da sé. A tal proposito occorre fare un plauso all’interpretazione di Eden Dambrine (Léo) e Gustav de Waele (Rémy): Dhont aveva richiesto espressamente attori dilettanti per i due ruoli, ma si tratta di una cosa difficile da percepire. L’interpretazione è talmente genuina da trasmettere un realismo difficile da pensare di poter ricreare. I cambiamenti del rapporto, mai espressamente dichiarati, sono percepibile proprio perché Eden e Gustav riescono a trasmetterli in maniera tanto vivida e chiara al pubblico senza necessità di esprimerli a parole. Un vero piacere per gli occhi da questo punto di vista.

A ogni primavera tutto ricomincia. Gli alberi rifioriscono, gli uccelli ritornano dal sud, l’ultima neve si scioglie e la terra e gli alberi sono verdi, pieni di foglie per poi diventare rosse, più rosse e poi gialle finché non cadono e gli alberi nudi annunciano l’inverno, le giornate corte, il sole freddo…

I dialoghi sono scarni e vuoti, complice il fatto che la storia preferisce trasmettere i sentimenti e le emozioni dei protagonisti a mezzo video piuttosto che tramite le parole. Un peccato che nemmeno nel finale si decida di rompere questo meccanismo (fino a quel momento funzionale e valido) quando Léo e Sophie si ritrovano faccia a faccia. Il finale, in generale, getta un’ombra sull’intera pellicola non dimostrandosi all’altezza. La gestione dei rapporti risulta raffazzonata, così come il tanto atteso incontro tra Sophie e Léo. Dopo aver accuratamente trattato le tematiche di discriminazione ed omofobia per più di un’ora, era lecito attendersi una conclusione che riuscisse a tirare le fila di quanto raccontato fino a quel momento. Invece no, tutto viene accelerato, privato di spunti narrativi e abbandonato a se stesso a metà tra un finale aperto ed una conclusione vera e propria. Il vero peccato è non essere stato in grado di gestire con la medesima delicatezza del resto della pellicola, la tematica dell’omofobia.

Adesso basta, Remi, è tutto finito, è finito.


Close è un delicato viaggio nella quotidianità di due giovani ragazzini alle prese con la loro crescita, mostrata attraverso i loro occhi che stanno progressivamente scoprendo il mondo e la loro sessualità.
Le tematiche, per quanto trattate ed esposte con particolare attenzione, terminano in un finale che non rende loro onore.
Il prodotto belga resta decisamente lontano da pellicole simili, quali Call Me By Your Name e Blue Is The Warmest Colour, non per limiti legati all’interpretazione, quanto piuttosto per questa incapacità di saper concludere in maniera degna una pellicola fino a quel momento inattaccabile.
Resta, a dispetto di tutto, una valida pellicola giustamente candidata agli Oscar e meritevole di essere recuperata.

 

TITOLO ORIGINALE: Close
REGIA: Lukas Dhont
SCENEGGIATURA: Lucas Dhont e Angelo Tijssens
INTERPRETI: Eden Dambrine, Gustav De Waele, Émilie Dequenne, Léa Drucker, Kevin Janssens as Peter, Igor van Dessel
DISTRIBUZIONE: Lumière – Lucky Red
DURATA: 104′
ORIGINE: Belgio-Olanda-Francia, 2022
DATA DI USCITA: 04/01/2023

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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