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Recensione Film Diabolik 3 Chi Sei
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Diabolik – Chi Sei?

Catturati da una spietata banda di criminali, Diabolik e Ginko si trovano faccia a faccia. Rinchiusi in una cella, senza via di uscita e certi di andare incontro a una morte inevitabile, Diabolik rivela all'ispettore il suo misterioso passato. Intanto, Eva Kant e Altea sono alla disperata ricerca dei loro uomini. Le strade delle due rivali si incroceranno?

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Catturati da una spietata banda di criminali, Diabolik e Ginko si trovano faccia a faccia. Rinchiusi in una cella, senza via di uscita e certi di andare incontro a una morte inevitabile, Diabolik rivela all’ispettore il suo misterioso passato. Intanto, Eva Kant e Altea sono alla disperata ricerca dei loro uomini. Le strade delle due rivali si incroceranno?

Si chiude così l’audace esperimento targato Manetti Bros. di realizzare una trilogia dedicata al Re del Terrore. Diabolik – Chi Sei? è infatti il terzo e ultimo capitolo della trilogia sul personaggio creato dalle sorelle Giussani nel lontano 1962. Un esperimento che probabilmente non ha reso come ci si aspettava dalle parti di Rai Cinema, con un box office non particolarmente entusiasmante per la prima pellicola del 2021, e che è andato sempre scemando con i due sequel. Due sequel che sono stati anche girati back to back, probabilmente anche per cercare di contenere i costi e portare a termine il progetto Diabolik senza creare troppi ulteriori danni alle tasche della produzione.
Tuttavia dal punto di vista produttivo per il cinema nostrano rimane un vero peccato, perché è tangibile il regime di risparmio alla base di quest’opera e la precedente, figlio di un flop nemmeno troppo giustificato del primo film della trilogia. Chissà, magari in un universo parallelo in cui 01 Distribution avesse deciso di non far uscire Diabolik lo stesso giorno di Spider-Man: No Way Home adesso si starebbe parlando di due dignitosi sequel e una trilogia riuscita.

DIABOLIK E GINKO ALLEATI


La vera svolta narrativa si vede sin dall’incipit: stavolta è diverso, non si tratta del solito Ginko contro Diabolik, stavolta c’è un nemico comune da fronteggiare. Una banda di efferati e famelici criminali sta infatti lasciando una copiosa scia di sangue. Una questione di tempo prima che gli obiettivi della suddetta banda non sconfinino con i piani del più grande criminale di Clerville, in un primo atto abbastanza ingombrante, e che forse appesantisce un ritmo che fa fatica ad ingranare. In tutto ciò si aggiunge il solito commissario Ginko, sempre ligio al dovere, ma stavolta sulle tracce di qualcuno di più pericoloso, senza codice morale.
Questa svolta narrativa risulta abbastanza efficace, riuscendo ad evitare di riproporre un banale e noioso more of the same, bensì una situazione del tutto nuova, con parti rovesciate e in cui le comprimarie femminili vedono gravarsi l’onere di sbrogliare il bandolo della matassa. C’è infatti da menzionare la sempre in parte Miriam Leone, nel ruolo di una glaciale e perfetta Eva Kant, e una Monica Bellucci che, al netto di un accento marcatissimo e sopra le righe, risulta funzionale nel duettare con la donna di Diabolik. Gode di maggior prestigio anche il sergente Palmer di Pier Giorgio Bellocchio, anche se forse le scene che lo vedono protagonista non riescono a scuotere fino in fondo l’animo dello spettatore abbastanza distaccato da qualsiasi personaggio che non sia il terzetto di protagonisti.

“Non so chi sono.”

DIABOLIK: LE ORIGINI


Il secondo aspetto narrativamente interessante di Diabolik – Chi Sei?, e forse l’unico a dare un senso di finale di trilogia, è l’attesa rivelazione riguardo alle origini del protagonista interpretato da Giacomo Gianniotti, tratte dal famoso albo omonimo. Una storyline parallela che finisce per catalizzare l’intera attenzione dello spettatore nel secondo atto, ma che viene tuttavia sminuzzata da un montaggio forzato e obbligato a portare avanti parallelamente anche la trama principale del film. Ciononostante il montaggio, così come la colonna sonora, si configura come un grosso punto di forza, pieno di idee e spunti, ritraendo spesso e volentieri delle vere e proprie tavole del fumetto su schermo.
Tutto il grande flashback ambientato sull’Isola risulta probabilmente la parte migliore del film, impreziosita da una fotografia in bianco e nero che riesce a rievocare ancor di più gli albi originali, enfatizzando ancor maggiormente il grande rispetto dell’opera originale da parte dei fratelli Manetti. Paolo Calabresi è un King molto in parte, ed anche la realizzazione della pantera imbalsamata Diabolik risulta molto impattante su schermo. Un ottimo racconto di origini che però peccaminosamente si rende protagonista solo di una parte centrale del film, quando forse avrebbe giovato all’economia dell’intera pellicola essere portato avanti per tutta l’opera.


Diabolik – Chi Sei? è un terzo capitolo coerente con la trilogia di cui fa parte. Ci sono ancora i dialoghi ingenui, i nomi bizzarri, le ambientazioni sopra le righe e il mood generale del film che sembra fuoriuscito verosimilmente dagli albi originali delle sorelle Giussani. Chi non ha apprezzato questo rispetto verso l’opera originale, e avrebbe preferito un’operazione di svecchiamento nei precedenti capitoli, probabilmente non apprezzerà nemmeno l’ultimo film della trilogia. Ultimo film a cui manca anche un po’ di pathos caratteristico dei terzi capitoli di trilogie, e che risulta alla fine un esperimento fallimentare in termini di incassi, che potrebbe scoraggiare Rai Cinema dal proporre esperimenti simili in futuro. Un vero peccato, dato lo sforzo e la production value messa in campo nel primo film del 2021, e mai più riproposta nelle pellicole successive, che sono risultate di livello inferiore.

 

TITOLO ORIGINALE: Diabolik – Chi Sei?
REGIA: Manetti Bros.
SCENEGGIATURA: Manetti Bros., Michelangelo La Neve

INTERPRETI: Giacomo Gianniotti, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, Monica Bellucci, Massimiliano Rossi, Paolo Calabresi
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
DURATA: 124′
ORIGINE: Italia/Francia, 2023
DATA DI USCITA: 30/11/2023

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Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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