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The-Covenant-2023
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The Covenant

Il film segue le avventure in Afghanistan del sergente John Kinley e dell'interprete afgano Ahmed: il primo che cerca di portare a termine la propria missione ed il secondo che tenta di salvaguardare la propria famiglia tentando di aiutare gli americani per poi riuscire a lasciare l'Afghanistan.

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Il film segue le avventure in Afghanistan del sergente John Kinley e dell’interprete afgano Ahmed: il primo che cerca di portare a termine la propria missione ed il secondo che tenta di salvaguardare la propria famiglia tentando di aiutare gli americani per poi riuscire a lasciare l’Afghanistan.

The Covenant è l’ultimo film di Guy Ritchie, distribuito da Prime Video il 27 luglio di quest’anno. Il film viene anche presentato con il titolo Guy’s Ritchie’s The Covenant non per manie di grandezze del regista, quanto piuttosto per differenziarlo dall’omonima pellicola del 2006 che ha ricevuto ben altro riscontro dalla critica (“The Covenant plays out like a teen soap opera, full of pretty faces, wooden acting, laughable dialogue, and little suspense”, con un fantasmagorico 4% su Rotten Tomatoes).
Si tratta di un film di guerra, action drama, che prende in esame il delicato momento storico molto recente che attraversò l’Afghanistan da maggio 2021 quando le truppe statunitensi si ritirarono progressivamente dalla nazione, lasciandola di fatto preda dei talebani e dei loro alleati che in poco tempo presero controllo dello Stato. Cambiamento, questo, che comportò l’esposizione di tutte quelle persone afghane che avevano collaborato con gli americani, ora agnelli sacrificali di un vuoto di potere che (come lo spettatore scoprirà nei messaggi a ridosso dei titoli di coda) già conta oltre 300 vittime tra gli interpreti e altre migliaia che ancora si nascondono, esattamente come fatto da Ahmed per circa metà film.
Per quanto la tematica sia vicina in termini temporali, i cliché del genere appesantiscono la visione lasciando allo spettatore forse troppo poco rispetto a quello che era lecito attendersi da una storia così fortemente vicina “ai giorni nostri”.
Dopo la progressiva eliminazione dell’intero commando di cui facevano parte John Kinley (Jake Gyllenhaal) e Ahmed (Dar Salim), questi due diventano di fatto immortali, mentre i nemici non più in grado di sparare o mirare correttamente, mancando a più riprese il proprio bersaglio come nelle peggiori scene action targate Star Wars.

A bond, a pledge, a commitment. How far would you go to keep your word?

Cliché a parte, di cosa parla il film? Durante la guerra in Afghanistan, il sergente John Kinley recluta all’interno della sua squadra Ahmed come interprete (in sostituzione di quello precedentemente, brutalmente ucciso in un attentato). Ahmed supporta gli americani in quanto personalmente colpito dalla violenza dei talebani che gli hanno ucciso un figlio.
A seguito di un attentato in territorio afgano, John rimarrà ferito e sarà Ahmed ad averne cura; ma dopo il ritorno in patria del sergente, l’interprete sarà totalmente abbandonato a sé stesso, senza alcun tipo di protezione o gratificazione dagli Stati Uniti (gli era stata precedentemente promessa una VISA a lui e alla sua famiglia). Il film, come si può leggere, è abbastanza lineare senza dei veri e propri colpi di scena in grado di stupire lo spettatore. La dose di action e il lato emozionale della storia, d’altro canto, sopperiscono ad una mancanza di verve narrativa. Gli scontri a fuoco (seppur indeboliti dagli stereotipi precedentemente citati) così come quelli corpo a corpo, risultano scenografici il giusto e ben trasposti. A livello recitativo risulta poco da dire, non tanto per insufficienza generale o perché il livello sia eccelso a tal punto da risultare palese ed inutile discuterne: in scena ci sono per il 90% dei minuti Jake Gyllenhaal (tramortito e nascosto sotto dei tappeti per buona parte di questi) e Dar Salim, quindi risulta complicato poter dare un giudizio complessivo. Da menzionare, poi, anche Antony Starr, Eddie Parker nel film, che compare nell’ultima porzione di pellicola come spalla militare del disperato salvataggio in territorio afgano (che in realtà era Spagna perché le riprese sono state principalmente effettuate nella zona di Alicante e Saragozza).

I am going to get that man and his family out of the position that we put him in. And of that, I have no doubt.

Per quanto concerne il risultato al botteghino il film ha racimolato poco più di venti milioni a fronte di un budget (senza le spese di marketing) di circa 55 mln, raccogliendo pareri della critica per lo più positivi.
Purtroppo, come si scriveva in precedenza, The Covenant non ha la verve dei film di guerra più famosi ed apprezzati che potrebbero venire in mente. Un peccato soprattutto perché la tematica trattata, abbastanza recente, avrebbe meritato maggiore fortuna e un maggior approfondimento, magari anteponendola, quanto meno in parte, alle corpose scene action o al lunghissimo pellegrinaggio nel deserto afgano, che forse occupa una fetta eccessiva di minuti. Questa tipologia di racconti meriterebbe ben più spazio di poche, approssimative, righe a ridosso dei titoli di coda. C’è solo da augurarsi che The Covenant diventi un semplice apripista per un maggior numero di produzioni che tenteranno di catturare ogni singola sfumatura dell’abbandono statunitense del 2021 con conseguente offensiva talebana. Occorre solo dare tempo al tempo e gli amanti del genere potranno godere di un nuovo, e si spera interessante, filone narrativo.

I’m lying in this bed. I kiss my children before they go to school. And he’s hiding in a hole somewhere. A hole he can never get out of. A hole that we put him in.


The Covenant di Guy Ritchie è un film che intrattiene e che tenta di sorprendere il proprio pubblico con una narrativa recente e che non può non colpire. Soprattutto quelle persone che hanno bene in mente le scene di disperazione presso l’aeroporto di Kabul invaso, con gli aerei militari americani presi d’assedio mentre erano in partenza per lasciare il territorio afgano. Il film manca purtroppo proprio di questa vena molto emozionante (sentimentale, se così la si vuole intendere), lasciando alle blande frasi didascaliche l’ingrato compito di raccontare la drammaticità degli eventi.
La pellicola tenta una complicata commistione tra patriottismo e profondo legame tra due figure che si ritrovano amiche (o forse di più) durante una guerra. Un qualcosa che funziona, ma che è zavorrato da molti elementi non altrettanto sufficienti. Da annotare, tra gli elementi positivi del film, l’interesse di Ritchie di istruire il proprio pubblico riguardo a determinati termini di stampo militare con scritte in sovraimpressione, così da unire realismo scenico e comprensione della visione.
Un maggiore mix tra azione/guerra e dramma avrebbe elevato la valutazione generale della pellicola che si attesta ad un Save in mancanza di uno scolastico 6,5 valutazione che incasella alla perfezione il film. Si poteva fare decisamente meglio, speriamo che la prossima collaborazione cinematografica tra Gyllenhaal e Ritchie sia di ben altro tenore.

 

TITOLO ORIGINALE: Guy Ritchie’s The Covenant
REGIA: Guy Ritchie
SCENEGGIATURA: Guy Ritchie, Ivan Atkinson, Marn Davies
INTERPRETI: Jake Gyllenhaal, Dar Salim, Antony Starr
DISTRIBUZIONE: Prime Video
DURATA: 123′
ORIGINE: UK/Spagna, 2023
DATA DI USCITA: 27/07/2023

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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