From 4×09 – The Calm BeforeTEMPO DI LETTURA 7 min

24/06/2026
From 4x09 recensione: Clara, Sophia e l’Uomo in Giallo in The Calm Before
Recensione Serie TVFrom Stagione 4 Episodio 9 The Calm Before MGM+

Un penultimo episodio pieno di intuizioni importanti, ma anche di scorciatoie narrative che confermano il solito problema di From: le idee sono forti, l’esecuzione molto meno.

A un episodio dal finale di stagione, From sceglie ancora una volta di fare quello che sa fare meglio e peggio allo stesso tempo: lanciare nuove informazioni potenzialmente enormi, complicare la mitologia e lasciare lo spettatore con la sensazione che ogni risposta sia solo l’anticamera di un’altra domanda.
“The Calm Before” è un titolo programmatico perché tutto sembra preparare l’inevitabile disastro conclusivo. Jade e Tabitha sono pronti a entrare nei tunnel per dissotterrare le ossa dei bambini, Sophia continua a muoversi come estensione dell’Uomo in Giallo, Julie possiede informazioni cruciali che decide di non condividere fino in fondo, mentre Elgin conferma di essere uno dei personaggi più facilmente manipolabili dell’intera Fromville.
Il problema è sempre lo stesso: le idee sono forti, l’esecuzione meno. John Griffin sembra avere una strategia mitologica costruita da tempo, e alcuni dettagli lo confermano con forza. Però l’episodio chiede allo spettatore di accettare troppe scorciatoie, troppi silenzi immotivati e troppi colpi di scena che funzionano più sulla carta che nella progressione emotiva dei personaggi.

When they go into those tunnels tomorrow, that’s not gonna work out very well. They have the right idea, of course, but this place… it’s built on ritual, and with rituals, how you do something is just as important as what you do.

CLARA, IL RITUALE E IL BUILD UP MANCATO


La scelta di trasformare Clara in una spia di Sophia, e quindi dell’Uomo in Giallo, è interessante perché dimostra una certa lungimiranza. Clara non è un personaggio creato apposta per questa puntata, ma una figura già comparsa nella prima stagione e poi rimasta ai margini, quasi dimenticata dalla memoria collettiva dello spettatore.
Sulla carta, è esattamente il tipo di dettaglio che può far dire: “ok, Griffin aveva davvero un piano”. Il problema è che il piano, per funzionare davvero, avrebbe avuto bisogno di un minimo di costruzione. In inglese si direbbe build up, e qui il build up semplicemente non c’è. Clara è talmente secondaria, talmente assente dal corpo vivo della stagione serie, che il colpo di scena produce curiosità più che impatto. Non è una rivelazione devastante, è un promemoria tardivo.
Il risultato sarebbe stato molto più efficace se il personaggio fosse stato seminato con maggiore attenzione nei precedenti episodi, magari attraverso piccoli gesti, sguardi, presenze anomale. Così invece l’effetto sorpresa esiste, ma resta freddo. From vuole far percepire Clara come una pedina nascosta da anni, ma la sensazione è che la serie si stia ricordando di lei soltanto ora.
Molto più importante, invece, è ciò che l’Uomo in Giallo lascia intendere parlando con lei. La frase sul fatto che Fromville sia costruita sui rituali, e che il “come” conti quanto il “cosa”, è probabilmente il vero cuore dell’episodio. Jade e Tabitha hanno forse intuito la direzione giusta, ma non il metodo. Dissotterrare le ossa dei bambini potrebbe non bastare se l’atto non rispetta una procedura precisa, un ordine, una forma rituale che nessuno conosce ancora.
Questa informazione dà finalmente maggiore contesto alla natura stessa di Fromville. Non si tratta solo di un luogo maledetto, ma di un sistema fondato su regole antiche, ripetizioni e gesti codificati. Dopo quanto emerso in From 4×04 – “Of Myths And Monsters”, l’idea del rituale sembra confermare che la mitologia della serie stia andando verso una spiegazione meno casuale e più strutturata. Resta da capire se Griffin saprà davvero chiudere il cerchio o se continuerà ad aggiungere pezzi senza dare una forma definitiva al puzzle.

JULIE, ELGIN E LE INFORMAZIONI CHE NESSUNO CONDIVIDE


La parte più frustrante dell’episodio riguarda Julie. La ragazza finalmente parla con Tabitha e le rivela di aver incontrato l’Uomo in Giallo durante uno dei suoi viaggi, ma la conversazione si interrompe quasi subito perché Julie decide semplicemente di andarsene. Fine. Nessun vero confronto, nessuna domanda utile, nessuna urgenza narrativa proporzionata alla gravità dell’informazione.
È una scelta irritante perché arriva dopo stagioni in cui From ha già abusato del problema delle informazioni non condivise. Qui però il meccanismo diventa quasi insostenibile. Tabitha sa quanto possa essere pericoloso quel luogo, sa che chiunque potrebbe morire da un momento all’altro, sa che Julie ha accesso a eventi e presenze che nessun altro riesce a comprendere, eppure non la incalza davvero. Julie, dal canto suo, dice due frasi enormi e poi sparisce dalla scena come se nulla fosse.
Il pubblico sa già dal finale della scorsa stagione che Julie ha ricominciato a viaggiare nel tempo per cercare di salvare suo padre. È quindi evidente che qualcosa dovrà accadere, nella prossima puntata o nella quinta stagione, per farle cambiare atteggiamento. Ma in questo momento Julie resta un personaggio fastidioso, sottoutilizzato e scollegato dalla realtà dei fatti. Non perché non abbia potenziale, ma perché la sceneggiatura la usa come interruttore: entra, sgancia un’informazione, esce.
Lo stesso problema si ritrova in Elgin, seppur in forma diversa. La scena in cui trova una vecchia foto di Sophia e decide di mostrarla proprio a Sophia è l’ennesima dimostrazione di una scrittura che sacrifica l’intelligenza minima dei personaggi pur di arrivare all’esito desiderato. Elgin non è mai stato dipinto come un genio, ma qui il suo gesto è così ingenuo da sembrare quasi un suicidio narrativo. In un posto come Fromville, dove ogni cosa può essere una trappola e ogni volto può mentire, portare una prova del genere direttamente alla persona sospetta è una scelta difficilmente difendibile.
In mezzo, l’episodio trova anche il tempo per gettare addosso allo spettatore l’analisi delle rune sull’amuleto, come se bastasse introdurre un nuovo codice simbolico per aumentare automaticamente la tensione. Il punto è che From continua ad accumulare segni, oggetti, simboli e regole, ma non sempre riesce a trasformarli in drammaturgia. L’amuleto può anche essere importante, ma in questo episodio arriva più come materiale mitologico da catalogare che come vero avanzamento emotivo o narrativo.

UN PENULTIMO EPISODIO CHE PREPARA BENE, MA SCRICCHIOLA TROPPO


“The Calm Before” è quindi un episodio importante, ma non completamente riuscito. Ha il merito di mettere al centro l’Uomo in Giallo, i rituali e la possibilità che Fromville abbia regole molto più rigide di quanto sembrasse. Ha anche il merito di rendere più minacciosa Sophia, sempre più chiaramente legata a un gioco che gli abitanti della città continuano a non capire.
Allo stesso tempo, però, l’episodio conferma i limiti più fastidiosi della serie: personaggi che non fanno le domande giuste, informazioni cruciali interrotte per comodità, rivelazioni costruite senza un adeguato percorso preparatorio e scelte individuali che sembrano dettate più dalla necessità di arrivare al finale che da una reale coerenza psicologica.
Il save nasce esattamente da questa contraddizione. From continua a essere una serie magnetica, piena di idee e capace di generare teorie come poche altre. Ma a un passo dal finale di stagione non basta più lanciare misteri. Serve dimostrare che quei misteri hanno un peso, una direzione e soprattutto un’esecuzione all’altezza delle promesse.
“The Calm Before” appare allora come un penultimo episodio pieno di materiale interessante, ma anche come l’ennesima prova che la serie è molto più forte quando suggerisce che quando deve far muovere i suoi personaggi dentro quelle stesse suggestioni. Arrivati alla quarta stagione, questa è una crepa che non si può più ignorare.

THUMBS UP 👍

  • La frase dell’Uomo in Giallo sui rituali aggiunge un contesto mitologico molto importante
  • La scelta di Clara come spia dimostra una pianificazione a lungo termine
  • Sophia continua a essere una presenza inquietante e strategicamente centrale
  • L’episodio prepara con efficacia il finale di stagione

THUMBS DOWN 👎

  • Clara non ha avuto abbastanza build up per rendere davvero potente la rivelazione
  • Julie condivide un’informazione enorme e poi sparisce dalla scena in modo frustrante
  • La scelta di Elgin di mostrare la foto a Sophia è troppo ingenua per funzionare davvero
  • L’amuleto e le rune vengono introdotti più come nuovo mistero che come vero avanzamento narrativo
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

“The Calm Before” è un penultimo episodio ricco di informazioni cruciali, soprattutto sul ruolo dei rituali e dell’Uomo in Giallo, ma continua a inciampare nei soliti problemi di From: build up incompleto, personaggi che non condividono ciò che dovrebbero e scelte narrative più comode che credibili. Il fascino resta altissimo, ma l’esecuzione non basta per andare oltre il save.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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