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Gangs Of London 2×07 – Episode 7TEMPO DI LETTURA 4 min

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Gangs-Of-London-2x07“You know how it feels to be powerless. To be a pawn in someone else’s game. The things it makes you do… just to hold on to some kind of life. That’s all my dad ever knew. Throwing fights for money, night after night. Pawns can’t be kings.He was my dad, so I believed him, but it took me
years to understand. That’s how he found his dignity.But I… I couldn’t accept it. I needed to know. What does it feel like to be a king?”

Dopo un ottimo episodio come il precedente era prospettabile un abbassamento del ritmo e in un certo tal senso Gangs Of London riconferma questa aspettativa.
Sia chiaro: il fronte comune Dumani-Marian-Luan contro Koba-Sean-Asif è interessante e pone all’orizzonte un finale che racchiuderà una vera e propria guerra a tutto campo. Ad aggiungere ulteriore carne al fuoco c’è poi da considerare il rapimento (con omicidio?) di Billy, reo di non riuscire, giustamente, a fidarsi della madre ma poco abile nello spionaggio tanto da farsi catturare sul luogo del misfatto.

SPEDIZIONE PUNITIVA FALLIMENTARE


La puntata si concentra sull’arrivo a Londra del carico di eroina che la nuova alleanza che controlla la città avrebbe dovuto iniziare a commercializzare per le strade. Un carico rapinato da Luan e dai suoi uomini sotto indicazione di Marian che sta agendo, ormai da due episodi a questa parte, alle spalle di Sean. Questo furto costringe Sean, Koba e Asif a cercare il prodotto fuori dall’isola, a Parigi per l’esattezza. Nella precedente recensione si era lodato la perfetta commistione tra action e drama, un qualcosa che evidentemente Gangs Of London non riesce a replicare per due episodi conclusivi.
La scena action vede come soggetto nuovamente Elliot, ma si tratta di una sequenza talmente diluita, procrastinata nei suoi effetti e poco accattivante da rendere la visione quasi noiosa: lo spettatore ha ormai capito che l’importanza di Elliot è tale che difficilmente lo show se ne priverà in maniera tanto anticlimatica ad un solo episodio dal finale di stagione. Data per scontata la sua sopravvivenza, quindi, la lotta all’ultimo sangue dentro il locale serale a Parigi perde immediatamente di interesse soprattutto perché tutti i personaggi principali ne escono indenni senza troppa difficoltà.

TRA LE VIE DI PARIGI


La stessa porzione di storia girata a Parigi, con Sean e Koba alla ricerca del contatto segnalato da Asif, è di transizione, volutamente lenta e poco interessante. Un difetto che se in altri episodi è stato perdonato proprio perché il lato action faceva soprassedere a questa debolezza, in questo caso viene amplificato dalla sequenza di lotta che ha ben poco di magnetico. Tutto estremamente lento e preparatorio per il finale, chiaramente, ma la votazione non può che rispecchiare questa sensazione di tergiverso. Anche l’errore di Elliot relativamente alla stanza in cui fare irruzione è sì utile per fare arrivare allo scontro senza avere un approccio diretto, ma depotenzia molto l’attesa che si ha per il faccia a faccia tra Sean ed Elliot (già avvenuto in tempi non sospetti) ora che i rapporti sono nuovamente tesi.

SE7EN


Marian e la gestione del “problema Billy” sono gli aspetti positivi di questa puntata.
La madre di Sean si riconferma una scheggia impazzita pronta a tutto, esattamente come il figlio, per non perdere un minimo di controllo. La donna si era addirittura alleata con Floriana, l’amante di suo marito, per riuscire a tenere vicino a sé il controllo dei conti correnti di Finn. Aspetto da tenere in considerazione visto che per il momento Marian sta agendo alle spalle di Sean, ma se dovesse decidere di uscire allo scoperto il controllo del denaro è totalmente sbilanciato a favore della donna. Un fattore che porterebbe all’ennesimo isolamento di Sean, privo di appoggio e fondi per avere un proprio esercito.
Billy, protagonista di una scena alla Seven, potrebbe diventare l’ago della bilancia di una lotta in famiglia (e non solo) ormai parte scontata del prossimo episodio.

“Do you believe there are any rules in this world? I only know one. People suffer because they mean nothing to the powerful. My dad. You. It’s all the same world. They don’t even feel like sacrifices. They just mean nothing. Tell me I’m wrong. Tell me they pay for their sins. I want them to know fear. To be powerless. To feel it in their bones. But how do you do that? Hm? How do you turn a king into a pawn?”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Marian-Ed-Luan
  • Billy
  • La scatola che arriva a casa dei Wallace con il braccio di Billy
  • Le conseguenze del sacrificio di Lale che si ripercuotono ancora su Sean
  • Elliot
  • Shannon
  • La porzione di parte action della puntata
  • Sean e Koba a Parigi

 

Una puntata interlocutoria che rallenta il ritmo forsennato mostrato nel precedente episodio. Un vero peccato.

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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