Grey’s Anatomy ha da sempre avuto la tendenza di inglobare nella sua narrativa la realtà di attori e società. Si tratta di uno degli elementi distintivi che è rimasto tale anche con il trascorrere degli anni.
Non stupisce quindi che una delle sotto trame più forti di questa sesta puntata sia rappresentata da Richard che informa Miranda di avere un tumore alla prostata: l’attore James Pickens Jr. ha deciso di trasporre quanto da lui vissuto in prima persona, così da poter sensibilizzare e lanciare un messaggio al pubblico intero riguardo l’importanza dei continui controlli specialmente se si fa parte di una fascia di popolazione a rischio. Il messaggio finale, con Richard/James in dialogo diretto con il pubblico, amplifica il tutto. Se si trattasse di un episodio circoscritto a questo versante narrativo, forse “When I Crash” riuscirebbe a raccogliere una sufficienza più che piena. Il problema è che rappresenta la stampella di un malato che fatica a reggersi in piedi.
UN PARTO COMPLICATO…MA CHI LO AVREBBE MAI DETTO
Da una parte c’è la gravidanza di Jo che, ovviamente, non poteva essere una normalissima gravidanza, ma doveva essere costellata da problematiche mediche decisamente gravi. Tanto gravi che solo a gennaio il pubblico scoprirà cosa sarà effettivamente del personaggio interpretato da Camilla Luddington.
Difficile immaginare che lo show si privi dell’attrice in primis per il suo peso specifico; in seconda battuta perché rappresenta l’unico elemento narrativo in grado di tenere ben saldo a Grey’s Anatomy anche Link.
Quindi, insomma, eliminarla potrebbe essere una scelta per scuotere il pubblico che finirebbe per essere controproducente.
Rischiando un nuovo “caso Winston”: il personaggio interpretato da Anthony Hill ha subito un grosso contraccolpo con l’uscita di Maggie Pierce (19esima stagione) e solo ora sembra riuscire a risollevarsi grazie ad una nuova liaison amorosa (Jules) e a nuove storie mediche con lui al centro.
Sarebbe gradito non rovinare ulteriormente una coppia che dopo l’incidente di Link sembra pericolosamente sotto la luce dei riflettori come già avvenuto con Teddy e Owen.
TEDDY E OWEN: A VOLTE RITORNANO (ANCORA)
Proprio questi ultimi due sembrano non riuscire a trovare pace.
Inseguitisi vicendevolmente da un capo all’altro del mondo, ritrovatisi per puro caso, sposati e con figli, decidono di “aprire” il matrimonio e vedere altre persone. Come era facile immaginare la cosa finisce male e tutto precipita con divorzio (ormai atteso) e nuove relazioni. Eppure tra i due continua a palesarsi una chimica che non si capisce bene quale utilità abbia.
Da un lato potrebbe esserci il tentativo di ricongiungere la coppia; dall’altro (e questa non sarebbe una scelta nuova per lo show) tentare di mantenere le apparenze e salvaguardare il profondo legame di amicizia. Come detto è un qualcosa che è già avvenuto in passato, soprattutto con Owen: Cristina Yang, Amelia Shepherd, Carina DeLuca. Insomma, Teddy sarebbe solo l’ultima ad aggiungersi a questa lista.
CI SONO ANCHE DEGLI SPECIALIZZANDI? DOVE?
Da apprezzare, invece, il tentativo di creare un minimo di profondità con parte dei nuovi specializzandi giunti quest’anno al Grey Sloan. Oltre a Wes (sottotrama amorosa di Simone), questo episodio segna la comparsa effettiva di Dani Spencer (Jade Pettyjohn) che dovrebbe rappresentare la sua controparte: la ragazza sembra voler risultare agli occhi del pubblico un satellite attorno a Lucas. Quale sia, poi, l’obbiettivo finale (riavvicinare Lucas e Simone oppure allontanarli definitivamente) è tutto ancora da scoprire.
Un peccato, tuttavia, che i nuovi specializzandi siano ad ora solo circoscritti a questa tipologia di sottotrame, venendo di fatto tagliati fuori da tutto quello che concerne l’ambito medico puro e semplice.
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Un mid season che ha tutte le caratteristiche di un mid season: due grossi cliffhanger da gestire (la gravidanza di Jo e la malattia di Richard), ma entrambi abbastanza telefonati. Il primo perché era scontato che qualcosa sarebbe arrivato a rendere difficoltoso il parto; il secondo perché Richard ricercato da un urologo, menzionato in un dialogo totalmente casuale, era un dettaglio troppo fuori contesto per non rappresentare un appiglio per qualcosa di decisamente più importante. Una gestione discutibile degli specializzandi fa da corollario ad un episodio sicuramente migliore rispetto ai precedenti, ma che non si avvicina alla sufficienza. Nemmeno il messaggio sociale conclusivo basta a colmare il vuoto della puntata.


