Grey’s Anatomy 22×09 – Fortunate SonTEMPO DI LETTURA 4 min

5
(1)

Grey's Anatomy 22x09 recensioneNon è la prima volta che Grey’s Anatomy trascende dal reale per evidenziare una situazione particolare di uno dei suoi protagonisti.
La stagione del Covid (l’ormai lontana 17esima) ad esempio, si è praticamente retta sugli incontri onirici di Meredith mentre dialogava con mezzo cast storico nel limbo dell’aldilà. Come dimenticare poi, la pessima puntata riguardante l’assurdo viaggio nel subconscio di Teddy?
Il più delle volte, queste situazioni vengono usate per raccontare la condizione instabile dei personaggi, in bilico tra la vita e la morte. Un pattern ormai usato spesso dal medical drama, che ha radici profondissime sin dalle sue prime stagioni: il primo approccio a questa tecnica è stata l’apparizione di Ellis Grey durante l’annegamento di Meredith. Tuttavia, per i fan di Grey’s Anatomy il ricordo più grande sarà sicuramente riferito alla scena dell’ascensore tra George e Izzie. Una vita fa, una qualità narrativa fa anche.

MESSAGGIO SOCIALE DALL’ALDILÀ


Tutta questa premessa serve ad introdurre la scena del limbo mistico che questa volta coinvolge Richard Webber.
Come anticipato, anche questo tipo di scene non hanno più quella profondità emotiva e narrativa di un tempo. Webber, tra l’altro, durante tutta l’operazione non è in pericolo di vita e l’intervento del suo subconscio avviene durante l’anestesia. L’incontro con il padre serve in parte minima a raccontare qualcosa in più sul personaggio, lasciando emergere alcuni momenti padre-figlio e un rapporto sicuramente complesso con una persona dai modi duri, ma estremamente in linea con il contesto in cui la sua generazione ha vissuto.
Guardando in modo approssimativo, dunque, questo è l’unico elemento che emerge da queste scene. Tuttavia, questa storyline cucita addosso al personaggio di Richard per volere del suo interprete James Pickens Jr. nasconde elementi più profondi. L’attore ha già sottolineato come questa trama sia frutto della sua esperienza personale e dunque ancora più intimo appare il messaggio.
Guardando bene le scene tra Richard e il padre, emergono piccoli segnali che rendono il momento un importante messaggio di prevenzione, con tanto di sintomi raccontati e descritti che magari possono fare la differenza anche solo per qualcuno.

CENA IN FAMIGLIA


Altra storyline portante della puntata è quella che riguarda la sorella di Nick. Anche qui, l’intenzione sarebbe nobile, in quanto conoscere in modo più approfondito un personaggio ormai regular fisso del cast risulta narrativamente appropriato. Tuttavia, considerando il modo in cui Grey’s Anatomy tende a raccontare gli eventi ormai, l’interazione può essere facilmente etichettata come mero riempitivo.
Anche qui, infatti, non c’è nessun elemento emozionale che risalta. La scena ha un finale già scritto sin dai primi momenti, con una struttura lineare di sorpresa-conflitto/incomprensione-risoluzione che non sorprende nessuno. Questa povertà narrativa non giova neanche al personaggio di Nick, le cui motivazioni vengono solo accennate senza dare ulteriore profondità al personaggio.
Ma questo è ormai un modus operandi abbastanza consolidato da uno show che ha smesso di dare tridimensionalità ai suoi personaggi da tempo.

CAST PART-TIME


La buona notizia è che, per i sempre comuni problemi di budget, il cast continua a dividersi in scena, limitando il peso che lo spettatore può sopportare durante un singolo episodio. Niente Owen e Teddy a questo giro, con Kim Raver che era invece impegnata a dirigere la puntata; pausa anche per Jo e Link, mentre l’unica forzatura arriva da una Catherine in versione semi seria e semi comica.
L’episodio ha comunque visto il ritorno di Meredith, che forse giustifica l’assenza di buona parte del cast. Immancabili però, gli specializzandi, che almeno continuano ad occuparsi dei casi medici. Certo, anche loro con le solite situazioni ripetitive come nel caso tra Winston e Jules. Per questi ultimi si spera non ci sia una ripetizione di tutte le relazioni sviluppatesi nel recente passato, con accenni di costruzione amorosa tirata per più episodi e destinati poi a finire nell’oblio.

 

THUMBS UP 👍THUMBS DOWN 👎
  • Il messaggio di prevenzione
  • La storyline di Webber è già finita dunque?
  • Assenza del resto del cast
  • Storia di Nick approssimativa con una struttura semplicistica e ripetitiva
  • Jules e Winston bloccati in un limbo perenne
  • I continui incontri mistici dei personaggi

 

Un altro episodio di passaggio per una stagione che ha appena raggiunto metà del suo percorso. Da segnalare c’è sicuramente il messaggio di prevenzione lanciato dalla storyline di Webber. Il resto è tutta normale amministrazione.

Quanto ti è piaciuta la puntata?

5

Nessun voto per ora

Sara Moro

Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Precedente

KPop Demon Hunters

Wonder Man 1x03 recensione
Prossima

Wonder Man 1×03 – Pacoima