The Rat Catcher recensione

Il DerattizzatoreTEMPO DI LETTURA 3 min

L'ennesimo corto ben riuscito con una tecnica cinematografica di altissimo livello impattato però da una storia più debole delle altre ma, essendo solo 17 minuti, il cortometraggio non ne risente del tutto e vale la pena vederlo anche solo per le bellissime scenografie.
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Claud è un meccanico, la sua officina e tutto il circondario sono invasi dai topi, per questo ricorre ai servizi di un derattizzatore. L’uomo che si trova davanti però a forza di avere a che fare con i ratti somiglia anch’esso a un topo ed ha un atteggiamento davvero bizzarro. Claud e il derattizzatore cercheranno un modo per scacciare i furbissimi roditori. 

Roald Dahl alla fine degli anni ’40 visse a Wisteria Cottage è qui scrisse Claud’s Dog, un ciclo di racconti ispirati al luogo e ai suoi abitanti. Il Derattizzatore, da cui è tratto il corto uscito il 29 settembre su Netflix, fa parte di questa raccolta.
Non il migliore dei corti di questa visionaria reinterpretazione dello scrittore britannico da parte di Wes Anderson ma senza dubbio, come già stato detto per La Meravigliosa Storia Di Henry Sugarlo spettatore appassionato (o meno) del regista texano può ritrovare in esso le origini della mano unica di Anderson che nelle ultime opere aveva perso la sua bussola.
Sopravvivere a Hollywood con stile non è semplice, non lo è neanche per un autore cosi amato e ben voluto come Anderson che infatti è reputato in patria un intellettuale e un autore dal gusto raffinato, quasi più europeo che americano. Gli attori fanno a gara per partecipare ai suoi progetti e anche nel ciclo di questi corti, volti noti come Ralph Fiennes o Benedict Cumberbatch non si sono tirati indietro.
Il corto è ben fatto e si inserisce con equilibrio all’interno del quartetto distribuito da Netflix (La Meravigliosa Storia di Henry Sugar, Il Cigno e Veleno) che in questo modo si aggiudica delle gemme in mezzo a un panorama che corre sempre di più nella direzione del puro mainstream.

UN SIGNOR TOPO


Nel cast del corto sono presenti: Rupert Friend che interpreta Claud, un meccanico che ha dei problemi con una invasione di topi, Richard Ayoade che fa il duplice ruolo di reporter del luogo dove si svolge il racconto e di narratore della storia, infine Ralph Fiennes anche lui nel duplice ruolo sia di Roald Dahl (come negli altri corti) che di derattizzatore.
Proprio su Ralph Finnes e il suo ruolo si focalizza la maggior parte dell’attenzione del corto: lo spettatore si è ormai abituato allo stile di questo ciclo di racconti, dove la quarta parete non esiste e il narratore con tutti gli altri personaggi parlano direttamente in camera, ma qui Anderson va ancora oltre. La maggior parte dei gesti, abbastanza inquietanti e viscidi dell’Uomo Ratto, sono soltanto mimati.
Riprendendo le tecniche più classiche del teatro e del mimo, Anderson traghetta lo spettatore in un’atmosfera visionaria dove l’immaginazione può essere stimolata anche solo da una mano che mima di tenere un topo tra le dita. È così che le scene chiave del corto si svolgono sorprendendo chi guarda. Da sottolineare anche la bravura già nota di un attore come Ralph Fiennes che si trasforma senza reticenze nell’inquietante, ma mai sopra le righe, Uomo Topo.

WES ANDERSON IS BACK


Tra quarta parete inesistente, stop motion inaspettate, scenografie rubate al teatro e la solita cura maniacale della palette di colori, Wes Anderson è finalmente tornato. Famosissimo per uno stile inconfondibile e molto riconoscibile, l’autore si era smarrito quasi in se stesso e aveva perso lo smalto degli anni d’oro, dove oltre a tutto questo le storie da lui raccontate rimanevano nel cuore dei suoi fan e non.
Complice i capolavori di Roald Dahl, maestro della letteratura per bambini (anche se apprezzatissimi da tutti) e Wes Anderson che firma anche la sceneggiatura delle quattro opere, il corto riesce a raccontare una storia tanto semplice quanto incisiva.
L’atmosfera in cui lo spettatore entra è sia dahliana che andersoniana, a dimostrazione che i due autori hanno una connessione molto forte.


Il Derattizzatore è un corto ben riuscito dove lo spettatore si può immergere in un mondo fantasioso e visionario e godere di una tecnica cinematografica di altissimo livello. La storia forse è la più debole tra le quattro scelte da Wes Anderson, ma il cortometraggio non ne risente del tutto, vale la pena vederlo anche solo per le bellissime scenografie.

 

TITOLO ORIGINALE: The Rat catcher
REGIA: Wes Anderson
SCENEGGIATURA: Wes Anderson
INTERPRETI: Rupert Friend, Richard Ayoade, Ralph Finnes
DISTRIBUZIONE: Netflix
DURATA: 17′
ORIGINE: USA, 2023
DATA DI USCITA: 29/09/2023

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Sara Peluso

Vivo a Milano, ma sono una romana doc, guardo tante serie tv e film e nel mio tempo libero lavoro, faccio sport e viaggio tanto.
Mi piacciono molto i cani e amo le mezze stagioni, anche se non ci sono più.

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