
Un debutto intenso che usa gli eccessi come strumento per raccontare dolore, identità e responsabilità.
Da sempre, HBO è sinonimo di “eccesso”, una lunga storia che, seguendo questi stilemi, solo di recente ha raccontato il finale di Euphoria e presentato la nuova serie Half Man. Un eccesso che può essere interpretato in vari modi, ma che vede spesso e volentieri al centro protagonisti allo sbando con vite sregolate e una via d’uscita che non sempre viene raggiunta.
Situazioni che si portano dietro traumi o esperienze personali pesanti che aiutano a stratificare meglio i protagonisti e creare, di conseguenza, una storia completa sia da un punto di vista narrativo che emotivo.
In questo contesto, non fa eccezione la nuova serie recentemente sbarcata su HBO Max, Proud.
VITA SREGOLATA
Proud è una serie polacca prodotta da Warner Bros. e distribuita appunto da HBO Max a partire dal 12 giugno con il rilascio di un episodio a settimana. La serie è stata presentata lo scorso marzo al Festival Series Mania di Lille dove si è portata a casa il Grand Prix e il premio per il miglior attore per Ignacy Liss. Una ribalta per l’attore figlia di un ruolo che rispecchia a pieno tutte quelle caratteristiche di “eccesso” a cui si accennava prima.
La trama di Proud è abbastanza semplice nella sua linearità, con il giovane Filip che conduce una vita sregolata fatta di alcol, droga e orge che viene ulteriormente sconvolta dopo una tragedia che lo mette davanti a una grande responsabilità. Storia semplice nella sua descrizione, molto più complessa e stratificata nell’esecuzione.
La parte emotiva è quella che ovviamente caratterizza l’intero assetto narrativo. A partire dalle situazioni sia del presente che del passato (si accenna a un’infanzia in case famiglia per Filip e la sorella), fino all’essenza stessa dei protagonisti.
Ciò che colpisce maggiormente nel pilot è la premessa che porta a un brusco passaggio da una vita vissuta all’insegna dell’assenza di regole a una condizione che impone invece responsabilità e maturità. Filip viene presentato come un ragazzo che sembra voler sfuggire a qualsiasi forma di stabilità, rifugiandosi in eccessi che appaiono più come un tentativo di anestetizzare il dolore che come una reale ricerca del piacere. La tragedia che apre il conflitto narrativo diventa così il momento in cui il personaggio è costretto a confrontarsi con ciò che ha sempre cercato di evitare.
IL CONTESTO POLACCO
Un elemento particolarmente interessante è la scelta di ambientare la storia in Polonia. Pur senza trasformarsi in un racconto apertamente politico, il fatto che il protagonista sia un giovane gay in un Paese che negli ultimi anni è stato spesso al centro del dibattito europeo sui diritti LGBTQ+ aggiunge inevitabilmente un ulteriore livello di lettura.
L’identità sessuale di Filip non appare come un semplice tratto caratteriale, ma come una componente che contribuisce a definire il suo rapporto con gli altri e con sé stesso. Il primo episodio non sembra interessato a costruire una narrazione vittimistica, quanto piuttosto a mostrare una persona complessa, con fragilità e contraddizioni.
Interessante, da questo punto di vista, sarà la presenza della nipote nella vita di Filip che andrà sicuramente a toccare una vena politica più profonda con il passare delle puntate. E qui sarà soprattutto interessante capire come Proud gestirà il rapporto tra la vicenda personale di Filip e il più ampio dibattito sui diritti senza confondere i due piani.
UN PILOT CHE FUNZIONA
Intanto, il primo episodio svolge efficacemente il compito che ogni pilot dovrebbe avere, ossia introdurre personaggi, conflitti e temi senza dare l’impressione di voler spiegare tutto immediatamente. Proud preferisce suggerire piuttosto che esplicitare, lasciando emergere gradualmente dettagli sul passato dei protagonisti e sulle dinamiche che li legano. Una scelta che contribuisce a mantenere alta la curiosità dello spettatore e che lascia intuire una narrazione destinata ad approfondire progressivamente i traumi e le fragilità dei personaggi.
Se il primo episodio ha un merito evidente, è quello di dimostrare come dietro gli eccessi che caratterizzano la vita di Filip non ci sia alcuna ricerca dello scandalo fine a sé stesso. Proud utilizza questi elementi come punto di partenza per raccontare un disagio più profondo, costruendo un protagonista imperfetto ma immediatamente umano. È ancora presto per capire se la serie saprà mantenere le promesse di questo debutto, ma il pilot lascia intravedere una storia che sembra interessata più alle conseguenze degli eccessi che agli eccessi stessi.
THUMBS UP 👍
- Ottima costruzione del protagonista
- Premessa narrativa coinvolgente
THUMBS DOWN 👎
- Alcuni elementi restano ancora troppo indefiniti







