
Il terzo episodio di Marvel Zombies conferma l’ottimo stato di salute della miniserie animata, capace di sorprendere episodio dopo episodio con un ritmo narrativo serrato, un ventaglio di personaggi sempre più ampio e una coerenza che raramente si trova in un prodotto di questo tipo.
Con quattro episodi totali a disposizione, il rischio era quello di comprimere troppo o, al contrario, di disperdere la trama: invece, il risultato è un equilibrio perfetto che trasmette davvero la sensazione di guardare un fumetto trasformato in cartone animato, con tutto il fascino che ne deriva.
GLI ULTIMI AVENGERS
L’episodio amplia ulteriormente il cast di personaggi: Spider-Man, Hulk, la testa di Ant-Man con il mantello del Dottor Strange, Thanos, Thor e Wanda si alternano in uno scenario che porta in scena anche i Nova Corps nello spazio. Nonostante la mole di figure coinvolte, la narrazione non risulta mai caotica, ma coerente e lineare, come se ogni comparsa fosse parte naturale del disegno complessivo. L’attenzione al ritmo e la cura delle ambientazioni, unite a un design visivo stilizzato ma di grande impatto, mantengono altissima la godibilità delle sequenze d’azione.
In generale, Marvel Zombies continua la sua affascinante decostruzione del mito Marvel. Gli eroi non sono immortali, né intoccabili: sono vulnerabili e possono cadere da un momento all’altro. È il destino che in questo episodio tocca a Black Panther. Red Guardian e a Thor. Una scelta che aggiunge gravità e imprevedibilità alla narrazione, mantenendo viva l’idea di un universo dove nessuno è al sicuro e ogni battaglia ha un peso reale.
L’INSPIEGABILE IMPORTANZA DI KAMALA
Un elemento che sorprende è la crescente centralità di Ms. Marvel. Episodio dopo episodio, Kamala continua ad acquisire importanza, nonostante le motivazioni narrative non siano ancora del tutto chiare.
La serie costruisce un filo conduttore intrigante, che passa attraverso i sogni quasi premonitori della ragazza e, soprattutto, il contatto diretto che qui si crea con Wanda. È un legame enigmatico, difficile da spiegare in termini logici, ma che appare come la chiave di volta dell’intera stagione. Un dettaglio che arricchisce ulteriormente la serie, dando a Kamala un ruolo simbolico che la proietta come erede del mito Avengers.
LA QUESTIONE ASGARDIANA
Proprio Wanda resta al centro di uno degli snodi principali dell’episodio: l’esercito di zombie asgardiani. A prima vista può sembrare una scelta troppo semplicistica, quasi sbrigativa, ma in realtà ha solide basi fumettistiche. Gli dei di Asgard sono spesso stati vittime di sortilegi, imboscate e manipolazioni, e la loro arroganza ha più volte giocato contro di loro. Non è quindi inverosimile che Wanda, forte delle sue illusioni, sia riuscita a insinuarsi nel gruppo e a soggiogarli. Una spiegazione che rende questa svolta più digeribile e coerente con il linguaggio della serie.
Thor, d’altro canto, ha una gestione inizialmente ambigua: la sua introduzione sembra poco incisiva, quasi superflua. Ma con il proseguire dell’episodio diventa evidente la scelta autoriale: Thor è letteralmente il Deus Ex-Machina che permette di liberare la navicella degli Avengers riconoscendola come guida del nuovo team degli Avengers. Una scena evocativa e simbolicamente potentissima, che lega il mito del passato alla nuova generazione.
Il suo sacrificio nello scontro con Wanda segna uno dei momenti più drammatici dell’episodio, ma non viene mostrato esplicitamente. Un dettaglio tutt’altro che banale: lascia infatti aperta la possibilità che Wanda possa riutilizzare Thor come pedina per lo scontro finale, creando ulteriore tensione e alimentando le speculazioni dei fan.
Se un difetto deve essere segnalato, resta quello della gestione rapida di alcuni passaggi, come la creazione dell’esercito asgardiano. Ma anche qui, nel contesto di un prodotto animato dal ritmo frenetico, la scelta funziona meglio di quanto farebbe in un live action, rimanendo un compromesso accettabile che non intacca la qualità complessiva.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Un episodio che conferma la forza di Marvel Zombies: dinamico, coerente, sorprendente e capace di restituire l’autenticità del fumetto. La miniserie si avvia al finale con uno slancio che pochi avrebbero previsto, trasformando un esperimento animato in una delle produzioni Marvel più fresche e convincenti degli ultimi anni.


