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American Gigolo 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 5 min

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recensione American Gigolo 1x01American Gigolo è una pellicola del 1980 scritta e diretta da Paul Schrader (leggendario sceneggiatore di capolavori come Taxi Driver e Toro Scatenato) film noto per aver lanciato la carriera di Richard Gere (mostrando uno dei primi nudi frontali maschili senza censure) e per essere diventato una sorta di metafora dell’edonismo degli anni ’80.
Showtime prende il materiale originario del film di Schrader aggiornandolo al 2022 e puntando a farne un ulteriore metafora del capitalismo contemporaneo, senza dimenticare lo spirito della pellicola. Per fare questo viene chiamato come showrunner David Hollander, creatore di Ray Donovan, quindi massimo esperto delle tematiche riguardanti figure maschili vittime di un certo maschilismo tossico.
Il nuovo American Gigolo targato Showtime si presenta con una nuova veste di thriller-action la cui tematica principale è la battaglia fra sessi da un punto di vista di maschilismo tossico che porta a conseguenze negative ai propri contendenti. Il tutto puntando su un’estetica volutamente retrò (la cadillac, la colonna sonora di Blondie) ma con un occhio sempre puntato sul presente. Potrebbe deludere un po’ i fan del film del 1980 per i cambiamenti apportati, però non si può certo dire che almeno questo episodio pilota non catturi l’attenzione.

JON BERNTHAL A.K.A. JULIAN KAYE


La prima novità introdotta da Hollander e soci, infatti, è la descrizione del protagonista principale della vicenda. Julian Kaye (Jon Bernthal) è un gigolo, ossia un escort maschile di lusso, uno dei migliori nel suo settore “d’intrattenimento”. Durante una serata con una cliente incontra una sua vecchia fiamma, Michelle (Gretchen Mol), ora sposata con un importante politico locale (interpretato da Leland Orser). Tale trasgressione avrà non poche conseguenze per il suo “lavoro” fra cui anche un’accusa d’omicidio condita da complotto annesso.
L’episodio pilota si smuove su più piani temporali e ha come obiettivo dichiarato quello di presentare il protagonista della vicenda in tutte le sue sfaccettature. Questo ha svariate ripercussioni sulla tenuta generale del ritmo dello show (che ha qualche difetto in questo senso), però ha il merito di rendere un po’ più tridimensionale il character in origine interpretato da Richard Gere. Nel film originale, infatti, il personaggio era fin troppo cinico e spregiudicato, mentre qui quello che emerge è un uomo che cerca un suo posto nel mondo creandosi un’identità di vincente grazie alle donne e agli abiti di lusso, ma che nasconde in realtà un inconsolabile solitudine.
In questo senso l’interpretazione di Bernthal, sebbene magari non così iconica come quella di Gere, risulta più che azzeccata nel mostrare le debolezze emotive che si celano dietro un “presunto maschio alfa”, rispondendo così anche ad una sensibilità e ad un gusto più vicini al pubblico odierno.

REVENGE-TRILLER MODERNO


Allo stesso tempo anche la struttura stessa dell’episodio corrisponde a quello di una classica miniserie moderna in stile revenge-thriller. La struttura narrativa viene quindi snellita di tutta la componente sociologica del film di Schrader (rimanendone comunque fedele nello spirito) in favore della componente thriller. Da questo punto di vista la struttura seriale consente di approfondire ulteriormente la storia mostrando il background dei vari character, che il film accennava solamente, dandone così un quadro più variegato.
Addirittura, in alcuni casi, riscrive completamente i personaggi regalando nuovi spunti narrativi che bisogna ammettere essere piuttosto interessanti. Per una vicenda come quella descritta, in cui un uomo viene accusato di aver ucciso una donna, è infatti ottima l’idea di inserire anche la tematica dei femminicidi con una detective donna incaricata d’indagare sul caso. La detective Sunday (Rosie O’Donnel), a differenza del suo omologo maschile del film, accresce ulteriormente il coinvolgimento del personaggio nella vicenda descritta e quindi risulta ancora più efficace tutto il dialogo iniziale fra lei e Julian, e si capisce ancora di più la freddezza iniziale nei suoi confronti.

DID YOU SAY “PRODUZIONE TRAVAGLIATA”?


Tutto sembra molto bello fino a qua, però se si scava a fondo si scoprirà che la gestazione di American Gigolo è stata piuttosto travagliata. Partendo innanzitutto da un primo annuncio che risale a otto anni fa quando, nell’Ottobre 2014, Jerry Bruckheimer fu annunciato come produttore esecutivo. Ovviamente non se ne fece niente e due anni più tardi, nel Novembre 2016, proprio Showtime aveva ufficializzato la produzione della serie con Neil LaBute come showrunner che però, come si potrà constatare, non è rimasto a bordo del progetto che nel frattempo si è reincarnato più volte senza successo in altre forme e versioni fino ad arrivare al tanto atteso parto con Hollander nel Giugno 2021.
American Gigolo sembra però destinato ad un costante cambiamento perchè David Hollander è stato cacciato e licenziato da Showtime proprio nel pieno delle riprese, intorno alla produzione della 1×07 e per la precisione il 23 Aprile 2022, ed è stato sostituito dal suo collaboratore di lunga data David Bar Katz che però, plot twist, si è dimesso dal progetto tre settimane più tardi per essere sostituito a sua volta da due produttori esecutivi,Nikki Toscano e Russell Rothberg, che si sono aggiunti in corsa alla serie anche come consulenti di produzione. E proprio tra Toscano e Bar Katz sembra esserci stato uno scontro di visione sulla serie che ha decretato la fine prematura del secondo ed uno stop alla produzione. Il che fa capire anche perchè a scrivere il season finale di questa stagione ci siano addiritutta cinque sceneggiatori, probabilmente non un ottimo segnale per l’evoluzione della serie.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jon Bernthal
  • Rosie O’Donnel
  • Regia di David Hollander
  • Soundtrack e sigla
  • Continui flashback creano un ritmo fin troppo altalenante per un pilot

 

David Hollander e Jon Bernthal riadattano in chiave contemporanea la pellicola del 1980 di Paul Schrader. Al momento il risultato è più che buono e ci sono tutti i presupposti perché questo American Gigolo possa essere una delle sorprese seriali di questo 2022.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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