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Ted 1×01 – Just Say YesTEMPO DI LETTURA 3 min

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Ted 1x01 Recensione Pilot Seth MacFarlaneNel 2021 il servizio di streaming proprietà di NBCUniversal, Peacock, annuncia un nuovo show prequel sull’orsacchiotto più scorretto mai arrivato sul grande schermo. La mente dietro tutto ciò è Seth MacFarlane, famoso creatore di prodotti di animazione per adulti come I Griffin, American Dad!, The Cleveland Show, ma anche della serie sci-fi The Orville, ispirata a Star Trek. La serie Ted riprende proprio l’omonima pellicola del 2012, diretta, sceneggiata, prodotta e doppiata da MacFarlane, a cui fu dedicata anche un sequel, Ted 2.
I due film di Ted narravano di John Bennett, tenero bambino bullizzato dai suoi coetanei, che esprime il desiderio di far prendere vita al suo orsetto di peluche, il suo unico amico. Il desiderio diventa magicamente realtà e Ted diventa presto un caso mediatico, salvo poi venire dimenticato dopo pochi anni, lasciato allo sbando del mondo reale con il peso della popolarità che fu.

UNA SITCOM ANNI ’90…


Ted è quindi una serie prequel, che vuole narrare dell’adolescenza di John e del suo migliore amico di peluche. Una scelta che obbliga quindi ad impostare lo show in un’ambientazione anni ’90, prestandosi in pieno a un formato che richiama proprio le sitcom di quegli anni, ma anche i prodotti d’animazione di MacFarlane. Ci sono le musiche jazz per gli stacchi di montaggio sugli establishing shot, i comprimari monotematici e caratterizzati con l’accetta, dando quindi proprio quel delizioso sapore di nineties che troverà sicuramente soggiorno nei palati di una grande fetta di spettatori.
Il John Bennett, che aveva al cinema il faccione di Mark Wahlberg, è qui interpretato dal classe ’97 Max Burkholder. Mentre il resto del cast, come ogni sitcom che rispetti, comprende l’intera famiglia allargata dei Bennett. C’è il severo e ottuso padre, Matty, che segue lo stereotipo dell’uomo bianco un po’ razzista di Boston, interpretato da Scott Grimes (Oppenheimer), già voce di Steve in American Dad!. La madre, Susan, è il suo esatto opposto, introversa e abbastanza ingenua, interpretata da Alanna Ubach (Euphoria). Infine c’è il personaggio di Blaire, interpretata da Giorgia Whigham (The Punisher), cugina di John che vive coi Bennett e che rappresenta il personaggio col potenziale più alto all’interno del cast, capace di opporsi opportunamente ai tempi comici dell’orsetto per creare situazioni comiche realmente divertenti.

No more drugs.

… CON LO SPIRITO DEI FILM


Chi si è divertito all’epoca guardando i due film non potrà certo non ridere guardando almeno il doppio pilot, che più e più volte cita le pellicole d’origine toccando uno degli aspetti fondamentali di John e Ted. In “Just Say Yes” si assiste infatti all’ingresso nel mondo della droga da parte dei due protagonisti. Un elemento portante nella caratterizzazione dei personaggi, che per l’occasione viene raccontato in bello stile da Seth MacFarlane, per l’occasione sceglie anche in cabina di regia, oltre ad aver scritto personalmente tutti e sette gli episodi della stagione.
La scelta paga e infatti non si percepisce alcuno stacco di differenza nella comicità rispetto ai film. Anzi, forse proprio il character design di Ted, praticamente identico rispetto ai film, aiuta lo spettatore a calarsi nuovamente nella folle realtà del creatore dei Griffin. Le risate non mancano mai, anche se, come ogni sitcom paga il dazio iniziale di dover creare una certa affezione nei parti dei comprimari, godendo almeno della fortuna di non dover introdurre del tutto i protagonisti a un pubblico che già ha imparato a conoscerli.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La comicità nella scrittura di Seth MacFarlane 
  • Le gag di Ted
  • No more drugs
  • Trovare delle sitcom classiche al giorno d’oggi è sempre più dura
  • I riferimenti ai due film
  • Alcune gag e riferimenti un po’ difficili da esportare oltre il suolo statunitense
  • Lo stile un po’ rétro, anche se ricercato, potrebbe appesantire la visione

 

Tutti coloro che più di dieci anni fa si divertirono al cinema con la canzone del Rimbombamico non possono farsi scappare la possibilità di ridere ancora insieme all’orsacchiotto più politically incorrect. Si attendono notizie di una distribuzione in Italia che ancora tarda ad arrivare per uno show che potrebbe godere di uno zoccolo duro di fan, orfani di quell’animale in via d’estinzione che sono le sitcom.

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Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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