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Criminal Record 1×01 – Emergency CallerTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione Criminal Record 1x01Criminal Record è un termine ambivalente. Da un lato, letteralmente significa “crimine registrato”, per esempio una telefonata anonima alla polizia. Proprio come quella che apre tutta la serie d’indagini di questo nuovo crime inglese targato Apple TV+.
Tuttavia, nel gergo poliziesco, criminal record è anche la fedina penale di una persona. E qui il significato è volutamente ambiguo perché tutti i personaggi presenti nello show, di fatto, ne hanno una. Anche, e soprattutto, i due poliziotti protagonisti, interpretati da Peter Capaldi (indimenticabile dodicesimo Dottore) e Cush Jumbo (nota per The Good Fight).
Il rapporto fra i loro personaggi è solo all’apparenza il classico cliché fra poliziotto anziano-cinico-disilluso e giovane-recluta-idealista, già visto in numerose altre serie tv. In realtà, la “fedina penale” presa in esame è soprattutto la loro, piena di segreti oscuri e dotata di una complessità che rende il loro rapporto (oltre che il cuore della serie) la parte più interessante di tutta la vicenda raccontata.

UNA TELEFONATA NOTTURNA


La prima scena di “Emergency Caller” è scritta davvero da manuale in questo senso. Tutta la prima parte serve allo spettatore per empatizzare con il personaggio dell’ispettore capo Daniel Hegarty (Peter Capaldi). Ormai avanti con l’età è costretto a fare un doppio lavoro come autista/bodyguard notturno per dei ricconi che non tralasciano ovviamente di umiliarlo e usarlo come divertissement personale per farsi raccontare storie macabre condite da uno humour decisamente troppo lugubre perfino per dei britannici.
È in questa scena che l’autore/sceneggiatore Paul Rutman dà il meglio di sé tratteggiando un personaggio che (complice anche la mimica inquietante di Capaldi) s’imprime fin da subito nella mente dello spettatore delineando una personalità tormentata. Se da un lato, infatti, traspare come l’uomo vorrebbe essere in tutt’altro posto, dall’altro non può fare a meno di comportarsi come un attento segugio e osservatore della realtà attorno a lui, quasi sentisse anche questo suo secondo lavoro come una “missione”.
Il tutto viene interrotto dal primo plot twist dell’episodio (di fatto la sua premessa): una telefonata anonima di una donna che si sente minacciata dal proprio compagno che ha giurato di ammazzarla. La scena, già di per sé carica di un climax crescente di tensione, finisce nel momento in cui viene rivelato che il compagno della donna sarebbe il vero responsabile di un crimine avvenuto anni prima per cui un innocente, Errol Mathis (Tom Moutchi) sta scontando ingiustamente una pena in carcere di 24 anni. Da qui l’inizio di tutta la vicenda e l’apertura del cold case da parte della detective incaricata June Lenker (Cush Jumbo).

FRA ATTUALITÀ E NOIR METROPOLITANO


Da qui parte tutto il cuore della vicenda che verterà sul rapporto complicato che s’instaurerà fra la detective e l’ispettore Hegarty, all’epoca dei fatti proprio colui che si occupò dell’incriminazione di Mathis.
Inizia così anche un ribaltamento di prospettiva per lo spettatore, che rivela il comportamento dichiaratamente razzista e cinico dell’ispettore Hegarty nei confronti di Lenker. A questo punto, se Criminal Record fosse solo una semplice riproposizione del rapporto poliziotto anziano-cattivo e giovane-idealista, si scadrebbe nel puro cliché. Paul Rutman (e il regista Jim Loach)  sono invece molto attenti a costruire tutta l’indagine immettendo continuamente dubbi nello spettatore, portato a pensare che, da entrambe le parti, chiunque stia mentendo.
Un noir metropolitano, dunque, tutto giocato sulla finzione e sul doppio gioco, in cui vengono però trattati anche temi di grande attualità (vero punto di forza dello show) come le diseguaglianze sociali e razziali per quanto riguarda il tema della giustizia, la corruzione all’interno della polizia e, soprattutto, il tema della violenza domestica e dei femminicidi. Tutti elementi che confermano come tale show stia uscendo nel momento e nel tempo storico giusto.
Altro punto di forza è sicuramente la costruzione dei due personaggi protagonisti, soprattutto della detective Lenker, che si gioca fin da subito la carta dell’empatia con lo spettatore e dello scontro generazionale/lavorativo che si crea fra lei e l’ispettore Legarty. Il tutto in un quadro rappresentativo assolutamente realistico e verosimile delle condizioni lavorative delle forze dell’ordine, tra un “sottile” mobbing gerarchico e la preoccupazione di essere costantemente minacciati, a loro volta, da chi dovrebbero teoricamente difendere.

CONCLUSIONI


Sono molti i motivi per cui Criminal Record si può fare spazio tra le novità seriali di questo 2024 televisivo. Ma sono soprattutto la regia rigorosa e il cast scelto che rendono il primo episodio estremamente impattante. La tensione è palpabile dalla prima all’ultima scena (un ottimo cliffhanger) per cui non è difficile pensare ad un effetto binge-watching con i prossimi due episodi già rilasciati da Apple TV+. Criminal Record riesce dunque a riciclare topoi narrativi stra-abusati nella serialità crime e a ridare loro nuova linfa per storie più che mai attuali.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Peter Capaldi e Cush Jumbo
  • Regia e ritmo narrativo
  • Dialoghi in generale
  • Per il momento nulla di rilevante

 

L’anno televisivo inizia con questa nuova serie crime targata Apple TV+. Peter Capaldi e Cush Jumbo si sfidano in una gara a scacchi, fra mosse e contromosse, per far luce su una misteriosa telefonata anonima che riapre un cold case di violenza domestica. Un noir metropolitano che promette grande tensione e riflessioni su tematiche sociali importanti e d’attualità.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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