The Abandons 1×01 – OrphansTEMPO DI LETTURA 5 min

0
(0)

recensione The Abandons 1x01Netflix decide di lanciarsi nuovamente nel genere western, ma stavolta lo fa in una maniera decisamente inusuale.
Nonostante buona parte delle premesse su cui si regge questo nuovo show sia infarcita di cliché del genere, The Abandons ha il merito di distinguersi soprattutto per la scelta delle sue due co-protagoniste, che di fatto rappresentano l’unico (finora) motivo valido per vedere lo show.
Lena Headey e Gillian Anderson infatti impersonano rispettivamente Fiona Nolan e Constance Van Ness, due inusuali donne di potere nel bel mezzo della Frontiera, in continua rivalità fra loro per il predominio nel proprio territorio.
Un western in salsa femminile dunque, anche se non troppo femminista dal momento che, almeno per il momento, sono soprattutto i personaggi maschili a smuovere la trama orizzontale. Per quanto non venga mai messo in discussione il carisma dei personaggi femminili.

KURT SUTTER O NON KURT SUTTER: QUESTO È IL PROBLEMA


Prima di approfondire l’analisi di The Abandons, bisogna fare un importante disclaimer: questa è una serie creata da Kurt Sutter ma non sviluppata da Kurt Suttern visto che ha abbandonato lo show per differenze creative con Netflix. Come spiegato in dettaglio nel podcast, a poche settimane dalla fine delle riprese, Kurt Sutter ha abbandonato lo show che lui stesso ha creato per via di divergenze creative con Netflix, divergenze creative non meglio specificate ma sicuramente anche additabili ad un carattere di Sutter che non è facilissimo da gestire e che, inevitabilmente, ha portato ad un confronto con Netflix che, eventualmente, ha apportato ad un po’ di cambiamenti allo show. A partire da questo pilot che, stando a quanto è trapelato, doveva durare oltre 90 minuti ed è stato poi diviso in due episodi per alleggerire la visione.
Quindi si: lo show è stato creato da Kurt Sutter e sviluppato da lui stesso. Tuttavia dopo l’abbandono di Sutter, i due produttori esecutivi Rob Askins e Otto Bathurst (che tra l’altro è anche il regista) hanno preso il ruolo di showrunner ma non è dato sapere quanti cambi e tagli abbiano fatto al progetto originale di Sutter anche se è lecito immaginare che siano stati molti.

GANGS OF ANGEL’S RIDGE


La trama infatti si svolge ad Angel’s Ridge, cittadina dello stato di Washington, circa a metà Ottocento. La classica cittadina urbana della Frontiera dove a comandare è soprattutto la legge del più forte. E, in questo caso, i più forti sono i membri della famiglia Van Ness, aristocratici europei che possiedono numerosi terreni. I quali vorrebbero espandersi nella Valle a fianco, dove sono presenti numerosi giacimenti d’argento (l’oro forse era troppo scontato).
Peccato che questi terreni siano di proprietà dei contadini/allevatori della zona per cui la famiglia Van Ness deve trovare il modo di convincergli a cedere tali terreni. Ovviamente con qualsiasi metodo, lecito e non. Fra questi terreni vi è quello di Fiona Nolan, donna vedova e sterile ma con una propria “famiglia” composta da reietti orfani che lei chiama “figli”, e che di rimando si rivolgono a lei come “madre”.
Così lo scontro (fisico, verbale e ideologico) avviene fra queste due “matriarche”: una (Gillian Anderson) “di sangue” ed emblema del capitalismo più becero, l’altra (Lena Headey) “acquisita” e con un’incrollabile fede religiosa che ne guida le azioni.

OPERAZIONE PINKWASHING?


La situazione precipita quando il figlio maggiore dei Van Ness, Willem (Toby Hemingway), cerca di violentare Dahlia (Diana Silvers), una delle “figlie” di Fiona. L’intervento dei fratelli di lei e la sua autodifesa purtroppo hanno come conseguenza la morte di Willem. Un fatto tragico che però rischia di sconvolgere ulteriormente i fragili equilibri fra le due comunità.
Ed è questa la miccia che accende lo scontro fra le due opposte fazioni di famiglie. Una trama, dunque, tutta basata su una faida famigliare e su una vendetta personale. Nulla di nuovo sotto il sole della Frontiera, se non fosse che tutto viene gestito da due “eroine” protagoniste che però, almeno per il momento, servono soprattutto a introdurre tutto il background della storia con ampi dialoghi esplicativi ogni qual volta entrano in scena. Mentre la parte più “attiva” nel bene e nel male rimane comunque appannaggio dei character maschili. Tutto questo anche se lo show si sforza di rendere le protagoniste femminili il più “toste” possibili, in una palese operazione di pinkwashing, finora però ben poco riuscita.

CI SI ASPETTAVA DI PIÚ!


In questo senso l’unico “sussulto” di trama è l’immancabile storyline “à la Romeo e Giulietta con la tresca fra Trisha Van Ness (Aisling Franciosi) e un altro “figlio di Fiona”, Elias (Nick Robinson).
La quale è l’ennesimo cliché inserito all’interno di una trama orizzontale abbastanza prevedibile per cui, alla fine di questo primo episodio, non rimane granché allo spettatore.
Certamente il cast è ottimo nei rispettivi ruoli, e la regia è comunque sontuosa, con una ricostruzione storica abbastanza accurata.
Ma tutto il resto è fin troppo prevedibile, compreso il plot twist che dà l’avvio a tutto. Purtroppo quindi, al momento, lo show non può dirsi pienamente sufficiente. Si va avanti più per la fiducia nell’idea del creatore dello show Kurt Sutter (già autore di Sons Of Anarchy) che non per altri motivi. Confidando che nelle prossime puntate ci sarà sicuramente qualcosa di valido rispetto a quanto mostrato finora.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Lena Heady e Gillian Anderson of course
  • Scenografia e costumi
  • Finora tutto abbastanza esplicativo e prevedibile
  • Abbandono di Sutter nel progetto, chiaramente ha impattato lo show.

 

Un inizio che non convince più di tanto quello di The Abandons, nuova serie western di Netflix con protagoniste Lena Headey e Gillian Anderson. Lo show vorrebbe riscrivere l’epopea western in chiave femminista, ma purtroppo l’operazione riesce solo fino a un certo punto.

Quanto ti è piaciuta la puntata?

0

Nessun voto per ora

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

recensione Bugonia
Precedente

Bugonia

Peaky Blinders: The Immortal Man, Netflix Annuncia La data D'uscita
Prossima

Peaky Blinders: The Immortal Man, Netflix Annuncia La data D’uscita