The Sandman 2×06 – Family BloodTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione The Sandman 2x06Morfeo/Sogno: “Our journey is at an end. All debts are paid. My Sister… Barnabas… I will take my leave of you know.”

Ogni buona storia che si rispetti necessita di un passaggio esistenziale che, molto spesso, si traduce in un trauma o un sacrificio per il protagonista della storia in questione.
Funziona così dalla notte dei tempi. E Neil Gaiman e soci ovviamente non si discostano da tutto questo. Così in The Sandman (che mescola miti e fantasy come nessun’altro show televisivo), Sogno/Morfeo (Tom Sturridge) giunge alla fine del suo percorso di formazione passando inevitabilmente attraverso un sacrificio.
Il sacrifico è quello del proprio figlio Orfeo (Ruairi O’ Connor) il cui background è stato esposto nel precedente episodio. Questo è il culmine finale di questa prima parte di stagione (la seconda parte uscirà il 25 luglio) e già da qui dunque si può tirare una prima somma per quanto visto finora.

TRAMA UN PO’ MEH MA BEI PERSONAGGI


Delirio: “Dream, thank you for coming with me. I don’t think I could have done it all by myself.”

Quello che sicuramente risalta, ad una prima visione, è l’estrema lentezza della trama orizzontale. Di fatto questa prima parte è suddivisa in due sotto-parti principali. La prima riguarda tutta la storyline dell'”eredità infernale”, mentre la seconda riguarda la ricerca di Distruzione (Barry Sloane), a cui si aggiunge il conseguente incontro con il figlio Orfeo da parte di Sogno.
Due parti che sono state correlate dall’unico punto in comune di mostrare un Morfeo ben lontano dalla positività con cui era stato presentato nella prima stagione. È piuttosto un Morfeo che fa ammenda di sé stesso dopo essersi comportato da perfetto stronzo arrogante per tutta la vita. Questo è quanto mostrato fin qui nei precedenti episodi.
Qui Morfeo conclude il proprio percorso di formazione scusandosi con il figlio, prima di ucciderlo, e con i propri fratelli in un climax emotivo crescente.
Una lunga seduta di psicanalisi insomma, di ben sei episodi, mostrata con tutta l’epicità del caso (sul comparto tecnico nulla da dire: musica, costumi, scenografia e CGI eccezionali) e con personaggi davvero intensi e particolari (su tutti la rivelazione Esmee Creed-Miles nei panni di Delirio).

FINALE E CLIFFHANGER


Un “impacchettamento” del prodotto ben riuscito dunque (nonché molto fedele al materiale originario) ma forse ben poco sostanzioso e che si poteva tradurre in almeno due stagioni separate. Purtroppo si nota la “fretta” con cui autori e sceneggiatori hanno cercato di chiudere il prima possibile tutte le storylines più importanti che, nel fumetto, erano racchiuse in molti più volumi.
Va detto che lo show non fa mistero di essere solo il preludio di una storia molto più ampia. Nel finale struggente di questo ultimo episodio, infatti, c’è anche il tempo per un cliffhanger che mostra le Moire (mostrate come delle qualunque zie inglesi intente a passar serata fra the, biscotti e rammendi) che profetizzano una nuova battaglia fra Bene e Male. Nonché di un “re” che s’appresta a perdere il proprio “regno”. Un chiaro riferimento allo stesso Morfeo che viene ulteriormente esplicitato nel trailer successivo in cui si fanno ampie anticipazioni su quanto si vedrà nella seconda parte di stagione.
C’è da aspettarsi dunque (e si spera) una seconda parte un po’ più adrenalinica rispetto a quanto visto finora.
Che comunque rimane un’introduzione di tutto rispetto dove sicuramente lo spettatore non può annoiarsi. Non si può negare però che grosso di questo merito va soprattutto al materiale di partenza e alla lore che ne deriva.

CONCLUSIONI


Non rimane che vedere come si evolverà quanto visto finora nella seconda parte. “Family Blood” intanto rimane però una degna conclusione per questo primo segmento della seconda stagione. C’è la conclusione di tute le principali storylines orizzontali euna buona dose di plot twist efficaci e impattanti. Buona parte del merito va soprattutto al cast che risulta, ancora una volta, più che azzeccato. Fra questi va citato anche il ritorno sulla scena (sicuramente apprezzato dai fan storici dello show) di Johanna Constantine, interpretata ancora una volta dall’ottima Jenna Coleman, protagonista di una sequenza storica molto bella ambientata nel periodo del cosiddetto “Terrore giacobino“.
Per la prossima stagione si spera in un ritmo un po’ più simile a questo episodio e (magari) in un’amalgama migliore dei vari albi a fumetti.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Ritorno di Johanna Constantine
  • Regia, scenografie, musiche… tutto insomma!
  • Incontro Sogno-Distruzione-Delirio
  • Dialoghi Sogno-Orfeo e morte di Orfeo
  • Finale e cliffhanger
  • Problemi di ritmo narrativo in tutta questa prima parte, dovuti soprattutto alla fretta di finire e un’amalgama poco riuscito fra le varie storie brevi

 

Finisce la prima parte di questa seconda (e ultima) stagione di The Sandman. Ricostruzioni storiche e onirismo visivo la fanno da padrone, insieme a momenti veramente toccanti in cui Morfeo/Sogno compie il suo personale percorso di formazione. Fino ad un’ultima scena che ribalta tutto ancora una volta e introduce così alla seconda parte di stagione.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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