Il titolo dell’episodio cita volutamente Shakespeare, che compare addirittura in una breve scena che si ricollega a “More Devils Than Vast Hell Can Hold“.
Va detto che l’ultima cosa di cui si sentiva il bisogno era una scena esplicativa per questo rapporto fra il Bardo e Morfeo. Ma, di fatto, il titolo è più che azzeccato per questo “finale di stagione” che ha tutto l’aspetto di un happy ending sbrigativo di tutte le storyline orizzontali di The Sandman.
Appare evidente come gli sceneggiatori abbiano approfittato della comparsa del “nuovo Sogno” (Jacob Anderson) e del funerale di Morfeo per una lunga carrellata di character che qui trovano, ciascuno, il “proprio” finale, in una sequenza pressoché infinita (e, alla lunga, molto noiosa) di baci, abbracci, dialoghi più o meno profondi e banalità tali da far sembrare il tutto la versione “drama” della famosa parodia del funerale del Trio.
DANIEL AKA “NUOVO SOGNO”
Il focus principale della puntata dovrebbe essere la presentazione di Daniel come “Nuovo Morfeo/Sogno” come già preannunciato nello scorso episodio. L’introduzione iniziale, in effetti, è anche fatta abbastanza bene in questo senso. Mano a mano, infatti, si vedono i vari character dello show avvicendarsi nella Terra del Sogno per il funerale di Morfeo. Tutti, chi più chi meno, più per la curiosità di conoscerne il nuovo sovrano che per omaggiare il defunto.
E il “Nuovo Sogno” giustamente si fa attendere mentre i personaggi dialogano fra loro, si confrontano, parlano di come diventerà il Regno, di cosa ne sarà di loro dopo gli ultimi avvenimenti e come sarà gestita questa nuova “pace”.
Praticamente tutto l’episodio si gioca su questa “attesa spasmodica” di conoscere il nuovo sovrano, che per certi versi ricorda molto il “Capitolo 69” della compianta House Of Cards. Compianta in tutti i sensi dal momento che lì almeno il climax narrativo durante i funerali di Catherine Durant c’era eccome, visto che serviva come scusa per far incontrare Claire e il presidente russo Petrov e far loro discutere di una crisi diplomatica fra USA e Russia (quanto fu profetico quell’episodio rivisto oggi?).
Ma qui non c’è alcuna crisi, nessuna nuova guerra all’orizzonte. E l’attesa spasmodica del “Nuovo Sogno” procede nel finale in senso anti-climatico, coerentemente comunque a tutta questa stagione.
FINALE SCIALBO
Con questa scusa, infatti, vengono ripresentati praticamente tutti i personaggi dello show che, a turno, hanno il loro happy ending, senza troppe sorprese, complice un Daniel fin troppo “politically correct” che fa perdere tutto il fascino e il carisma del personaggio interpretato da Tom Sturridge.
Per cui si ha:
- Lucienne reintegrata nel suo ruolo da bibliotecaria/reggente insieme a tutti gli altri membri del Regno;
- Caino e Abele di nuovo insieme (perché fra i nuovi poteri di Sogno adesso c’è anche la resurrezione);
- Johanna e il Corinzio protagonisti di una love-story decisamente fuori luogo (data l’occasione e per quanto visto finora);
- Gli Eterni che tornano ad essere quasi una “vera” famiglia non-più-disfunzionale;
- Rose Walker e Lyta ora riappacificate, soprattutto dopo che quest’ultima riesce a rivedere il figlio;
- Nuala riappacificata con il Regno delle Fate e soprattutto con la madre e il fratello.
Una serie di finali abbastanza prevedibili e scontati che non fanno sviluppare per nulla i character, che sembrano sempre succubi di una sorta di “incantesimo” voluto dal precedente Sogno, i cui desideri sono ora realizzati dal Nuovo, che riesce a persuadere le persone semplicemente dicendo loro delle banalità. Una maniera un po’ goffa e sbrigativa di chiudere tutto, con l’unica eccezione dei discorsi funebri degli Eterni (comunque ben scritti e interpretati, soprattutto quello di Delirio) e della sequenza che riguarda il personaggio di Hob (Ferdinand Kinglsey) che qui dialoga, per la prima volta, con Morte, in una delle poche scene veramente interessanti dell’episodio, con una conclusione per nulla scontata.
CONCLUSIONI
Il problema principale non sono tanto gli interpreti (il cast rimane comunque ottimo) quanto tutta la gestione di questa seconda stagione. Una stagione che ha avuto problemi già noti e che, verosimilmente, è stata per questo motivo scritta in fretta e furia. E purtroppo con il tentativo di mescolare vari album del tutto diversi fra loro cercando di dare una continuità.
Il risultato è stata una stagione fatta di “spezzoni di storie” più basate sui personaggi secondari che non su Morfeo, e con dei finali comunque fin troppo anti-climatici (ogni volta che sembra possa succedere qualcosa viene risolto in modo molto semplice) per poter risultare interessanti. Il tutto realizzato con una lentezza narrativa assolutamente non giustificata.
“A Tale Of Graceful Ends” non fa altro che confermare tutta questa tendenza che ha avuto la seconda stagione, regalando un finale altrettanto piatto a banale, solamente condito da discorsi motivazionali e aulici, cercando di impreziosire un po’ il tutto.
Rimane in realtà un ultimo episodio stagionale che dovrebbe essere slegato da quanto visto finora. Si spera che almeno quello riesca a dare un finale degno per gli appassionati di The Sandman.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Finale di stagione (e di serie) volutamente anti-climatico il cui obiettivo principale è regalare un happy ending a praticamente tutti i personaggi dello show. Pianti e abbracci continui che però non riescono a far empatizzare troppo lo spettatore.
