The Witcher 4×06 – 4×07 – 4×08 – Twilight Of The Wolf – What I Love I Do Not Carry – Baptism Of FireTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione The Witcher 4x06Alla fine di questa quarta stagione di The Witcher si ha come una sensazione di deja-vù.
Forse perché riannodando i fili delle tre storyline principali di cui si compone la saga, ovvero quelle della “famiglia di fatto” composta da Geralt, Yennefer e Ciri, si può notare come le dinamiche siano sempre più o meno le stesse.
Geralt è sempre impegnato in una qualche forma di quest che lo porta a fare lunghe riflessioni su sé stesso e a cercare una forma di appartenenza (famigliare e non).
Yennefer più o meno lo stesso, ma impegnata anche a fare da leader morale alla propria sorellanza “streghesca”, in perenne lotta contro il patriarcale mondo magico.
E Ciri che fa cose e vede gente, ma che alla fine rimane sempre la classica damigella da salvare a fine stagione. Praticamente la quarta stagione di The Witcher diventa così un vero e proprio reboot della terza, e non solo per la sostituzione dell’attore protagonista principale.

“SIR” GERALT DI RIVIA


recensione The Witcher 4x07Il quale, va detto, forse è l’unica cosa salvabile di questa stagione. Liam Hemsworth si rivela un Geralt un po’ più “umano” di quanto non fosse Henry Cavill e i suoi borbottii.
O forse, in questi ultimi due episodi, gli sceneggiatori trovano finalmente una quadra nel minutaggio riuscendo a valorizzare anche la sua storyline. A parte infatti “Twilight Of The Wolf“, che è quasi tutto incentrato su Yennefer e la sua battaglia contro Vilgefortz, per il resto tornano finalmente i mostri da combattere e delle sequenze di combattimento degne di nota in cui il regista degli ultimi due episodi, Jeremy Webb, dimostra di saperci fare, soprattutto nella scena della “difesa del ponte” in “Baptism Of Fire“.
D’altra parte si parla di uno che ha diretto episodi di The Last Of Us e The Umbrella Academy, per cui un po’ dovrebbe intendersene.
Proprio nell’ultimo episodio, inoltre, c’è una delle scene più iconiche di questa stagione: si dà finalmente un significato al nomignolo “di Rivia” con Geralt che si mette al servizio (non si sa con quanta voglia) della regina Meve (Rebecca Hanseen), sovrana appunto delle terra di Rivia. Si tratta della fine del personale viaggio dell’eroe per il protagonista che diventa ufficialmente “Sir” Geralt di Rivia, in una scena che mescola sapientemente la giusta dose di epicità stemperandola anche con una buona dose di humour.

YENNEFER E CIRI


Se questa parte della trama è tutto sommato accettabile, i difetti maggiori si riscontrano nelle altre due storyline orizzontali.
La parte riguardante Yennefer di Vengerberg (Anya Chalotra) si muove come un Game Of Thrones molto di serie b.
È la parte più “politica” dello show. Sia perché vede la co-protagonista principale impegnata in intrighi e segreti di corte, muovendosi nelle parti più “urbane” dell’universo creato da Andrzej Sapkowski. Sia perché di fatto il suo ruolo è principalmente quello di lanciare moniti contro il mondo magico patriarcale. Una sequela di scene prettamente dialogiche e retoriche, in pieno stile netflixiano, in cui si cerca di inserire girl power un po’ ovunque e in maniera alquanto forzata. Peccato però che tutto questo cozzi poi con l’effettivo risultato delle azioni dei character femminili.
A cominciare dall’altra co-protagonista, Ciri/Falka (Freya Allan), perenne damsel in distress, che qui doveva rappresentare la parte più teen dello show. E, in effetti, è la storyline che risulta, più delle altre, prevedibile e con i personaggi più odiosi di sempre (tutta la Banda dei Ratti), quindi in perfetta linea con altrettante serie fantasy con protagonisti teen.
Peccato perché pure in queste due storyline non mancano scene di battaglie e scontri con una certa ricercatezza stilistica. Ma purtroppo non basta a renderle interessanti.
Anche se l’inserimento, negli ultimi due episodi, di un nuovo villain, Leo Bonhart (Sharlto Copley), riaccende forse una speranza in questo senso.

…E QUINDI?


recensione The Witcher 4x08Questa stagione di The Witcher dunque ricorda molto gli amori cantati da Antonello Venditti, quelli che purtroppo non finiscono ma fanno giri immensi e poi tornano.
Questo è un po’ il riassunto di tutto quanto si è visto finora.
Di fatto la serie s’interrompe sul più bello, rimandando tutto ad una futura quinta stagione. La quale, ad oggi, rimane un mistero dal momento che è stata annunciata ma senza una data di uscita precisa (probabile autunno 2026).
Il che potrebbe fare arrabbiare ancora di più lo spettatore dopo una trama orizzontale che poteva essere tranquillamente tagliata con la metà degli episodi mostrati.
Rimane, come unico motivo di curiosità, il geniale escamotage meta-narrativo rappresentato dai personaggi di Nimue e Stribog. Due character che rappresentano, metaforicamente, anche i pochi possibili spettatori ancora interessati allo show. Si spera dunque di sapere, almeno per una sorta di “empatia”, che fine faranno e come il loro destino s’intreccerà con le vicende di Geralt e soci. Anche se il parco-personaggi della serie risulta già abbastanza follato a questo punto.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Storyline di Geralt e del suo personale “viaggio dell’eroe”
  • Nimue e il topos della “storia nella storia”
  • Qualcosina nel finale…
  • Gli ormai innumerevoli compagni di viaggio di Geralt
  • Storyline di Yennefer e Ciri
  • Ennesima stagione che non conclude nulla e che riporta tutto da capo!
  • …ma poco di veramente interessante!

 

Si conclude un’ennesima stagione di The Witcher che si rivela sempre più attendista, non portando nessuna delle proprie storyline ad un vero e proprio finale ma rimandando tutto ad una prossima stagione. Che, a questo punto, si spera possa essere l’ultima!

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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