The Sandman 2×12 – Death: The High Cost Of LivingTEMPO DI LETTURA 3 min

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recensione The Sandman 2x12Come già successo nella prima stagione con il doppio episodio “A Dream Of A Thousand Cats/Calliope“, The Sandman decide di regalare ai propri fan un ulteriore episodio “bonus” in cui viene esplorato maggiormente l’universo narrativo della serie, slegato quindi dalla storyline orizzontale.
A questo giro, il trio di sceneggiatori GaimanGoyerHeinberg decide di slegarsi completamente dal Regno di Morfeo realizzando un episodio stand-alone sulla sorella Morte (l’ottima Kirby Howell-Baptiste), basata, anche in questo caso, sulla miniserie omonima a fumetti dello stesso Gaiman.
Una scelta decisamente inaspettata per concludere questa seconda stagione, ma che probabilmente è frutto di una strategia più o meno premeditata.

UNA GIORNATA CON MORTE


C’è sicuramente la volontà di ampliare l’universo narrativo di The Sandman magari introducendo, proprio con questa puntata, un eventuale spin-off basato sul character di Morte, che ha riscosso più volte ampio successo da parte della critica, sia per la scrittura in sé del personaggio, sia per l’interpretazione della stessa Howell-Baptiste.
Ma, certamente, la scelta di tale personaggio non può che ricollegarsi anche alle vicende giudiziarie dell’autore dello show, per cui magari concentrarsi su una protagonista femminile ben scritta è sicuramente una mossa azzeccata per ingraziarsi il pubblico dei “delusi da Gaiman”.
Sta di fatto che, premeditazione o meno, la puntata scorre abbastanza abilmente con una trama verticale chiara e precisa. In questo episodio, infatti, Morte decide di passare il suo unico “giorno di vacanza” (che avviene una volta ogni 500 anni) con Sexton (Colin Morgan, indimenticato protagonista di Merlin), giornalista in piena crisi esistenziale dopo una delusione amorosa.

VIAGGIO AL TERMINE DELLA MORTE


Dall’incontro fra questi due character nasce un episodio auto-conclusivo che è un vero e proprio “road-movie esistenziale” in cui, con una scusa “surreale”, ma coerente con lo stile narrativo di Gaiman, i due percorrono le vie di Londra (in particolare quelle più suburbane e underground ovviamente) scambiandosi commenti per quanto riguarda la “gioia di vivere”.
Sexton, infatti, soffre di depressione e istinti suicidi (e la recente delusione amorosa ovviamente non aiuta) ma l’incontro con Morte e con altri personaggi “bizzarri”, ma incredibilmente umani, gli farà cambiare completamente approccio e (forse) ritrovare uno scopo per cui vivere.
Il finale forse può sembrare abbastanza scontato, ma la linearità della trama è sicuramente un punto di forza per questo episodio. Sono presenti comunque dei bei plot twist all’interno di questo “viaggio al termine della Morte” (tanto per citare Céline) ma la vera differenza la fa sicuramente il cast scelto. Kirby Howell-Baptiste e Colin Morgan si rivelano un’ottima coppia sullo schermo, alternando dialoghi comici a profonde riflessioni, fino a momenti di grande pathos nel finale.

CONCLUSIONI


Proprio per questo motivo “Death: The High Cost Of Living” rappresenta certamente un buon episodio e una degna conclusione per lo show. Le tematiche trattate sono più o meno le stesse della trama orizzontale della serie, e il Gaiman’s touch si avverte eccome anche qui.
Certo fa riflettere il fatto che l’episodio migliore della stagione sia proprio quello più slegato con il resto della serie, ma intanto non si possono non ringraziare gli sceneggiatori (e l’ottima regia di Jamie Childs) per aver sfornato questa ulteriore perla.
Non rimane che vedere se Netflix deciderà di prendere spunto da questa puntata per un’eventuale esplorazione del The Sandman-Universe (molto difficile al momento). Ma, nel frattempo, anche questo semplice episodio auto-conclusivo rimane un buon modo per congedarsi dallo show.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Kirby Howell-Baptiste e Colin Morgan, una coppia inedita ma funzionale sul piccolo schermo
  • Linearità della trama e conclusione coerente con le tematiche dello show
  • Tutto il cast in generale
  • Regia
  • La trama verticale è abbastanza scontata e certi momenti sono forse troppo telefonati, ma tutto sommato l’episodio non presenta difetti particolari

 

Casualmente quando c’è una trama (anche solo verticale) chiara e precisa l’universo narrativo di The Sandman riesce a sfornare episodi decenti, riuscendo così a risollevare un’intera stagione al di sotto delle aspettative.

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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