“Special Treatments” si presenta come quella puntata che molti spettatori associano al momento in cui la serie si prende il tempo per approfondire i personaggi, aumentare l’empatia e, purtroppo, appesantire la narrazione. Come spesso accade nei “secondi episodi” di ogni serie tv, qui il ritmo rallenta per fare spazio a una miriade di personaggi, alcuni dei quali non sembrano in grado di creare quel “click” emotivo necessario per catturare davvero l’interesse del pubblico.
Da un lato “Special Treatments” introduce e approfondisce dinamiche e “misteri” che promettono di cambiare radicalmente il corso della narrazione; dall’altro, si mostra un po’ troppo diluito da storyline secondarie e da una durata eccessiva che ne rallenta il ritmo.
In tal senso vale la pena constatare come la struttura di questa stagione, che si è allungata rispetto alle precedenti (6 puntate nella prima stagione, 7 nella seconda e ora 8), accentua ulteriormente questa sensazione di dilatazione, facendo sembrare l’episodio troppo lungo e poco incisivo. Se Mike White riuscirà a bilanciare meglio questi elementi e a dare maggiore coesione alla narrazione, le prossime puntate potrebbero davvero portare la serie a un livello superiore, ma per ora qualcosa chiaramente non quadra.
NO, IL TRIO DI AMICHE NO, PER PIACERE
L’episodio soffre per un’eccessiva didascalità e si nota subito che Mike White si concentra sul dare maggiore spazio ai vari personaggi, inclusi quelli secondari.
Tra questi, il trio composto da Jaclyn Lemon (Michelle Monaghan), Kate Bohr (Leslie Bibb) e Laurie Duffy (Carrie Coon) occupa, sfortunatamente, una parte consistente dell’episodio. Questa storyline, pur promettendo un’esplosione di conflitti interpersonali, risulta fin troppo scialba e fastidiosa. Le dinamiche all’interno del trio sono, infatti, strutturate in modo da portare a un inevitabile scontro, ma il minutaggio dedicato sembra più un allungamento forzato che un vero approfondimento, lasciando il pubblico con l’impressione di un conflitto in stallo,che non evolve abbastanza rapidamente da farlo veramente coinvolgere.
MA C’È ANCHE QUALCOSA CHE FUNZIONA
Tra le parti più promettenti dell’episodio, spicca, ovviamente, la rapina a mano armata all’interno del resort. Questo evento, che potrebbe sembrare un semplice elemento di azione, riveste in realtà una funzione narrativa fondamentale perchè potrebbe dare una qualche spiegazione al flashforward iniziale della stagione dove si è assistito alla sparatoria in lontananza. La rapina non solo riaccende l’attenzione del pubblico, ma apre la porta a ulteriori sviluppi che potrebbero rimodellare l’intera struttura narrativa della stagione, creando un ponte tra il passato e il presente della storia, il tutto senza considerare che i potenziali “protagonisti” del conflitto sono vari, e i nomi più papabili sono sicuramente quelli di Wolton Goggins e Jason Isaacs.
Un altro punto di forza dell’episodio è rappresentato dalla famiglia Ratliff che continua a tenere in vita l’interesse della stagione. Jason Isaacs, interpretando un character destinato a finire in prigione, offre una performance impeccabile (come al solito). La situazione all’interno della famiglia Ratliff diventa ancora più intrigante grazie alla presenza dei tre figli (sicuramente non grazie alla madre), in particolare al più giovane, il cui evidente appetito sessuale aggiunge un ulteriore strato di complessità alla narrazione perchè è palese che anche qui si arriverà ad un confronto o a qualche situazione al limite. Qualcuno ha detto incesto?
E RICK HATCHETT?
Un elemento che aggiunge ulteriore mistero all’episodio è il personaggio di Rick Hatchett, interpretato da Walton Goggins. Goggins, come sempre, porta una presenza carismatica e inquietante, ma qui il suo personaggio rimane volutamente avvolto nel mistero e White centellina le informazioni che arrivano allo spettatore. La sua figura, enigmatica e difficile da giudicare, invita lo spettatore a portare pazienza e a rimanere in attesa di sviluppi futuri – probabilmente orientati verso una trama che lo condurrà fino a Bangkok. Questa scelta narrativa, sebbene interessante, finora lascia più domande che risposte, e il personaggio di Hatchett appare come un tassello ancora da definire in un puzzle narrativo complesso.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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“Special Treatments” purtroppo è un episodio quasi sufficiente, ricco di spunti interessanti ma appesantito da un ritmo eccessivamente lento e da personaggi che non riescono a creare il giusto “click” emotivo con lo spettatore. Un episodio che, seppur imperfetto, lascia intravedere un discreto potenziale. Ma oggettivamente questo ritmo blando non è accettabile e ci vuole un cambio già dal prossimo episodio.
