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WannaTEMPO DI LETTURA 4 min

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recensione WannaC’è stato un tempo in cui, al posto di internet, i prodotti venivano pubblicizzati in televisione attraverso canali dedicati in fasce orarie precise (in genere l’80% di programmazione di qualsiasi rete privata regionale). Una cosa impensabile per un periodo in cui già solo i 5 secondi di pubblicità prima di un qualsiasi video su Youtube appare come un tempo infinito, tanto da skipparlo ogni volta.
E, al posto di youtuber e influencer, c’erano i “televenditori”, figure a metà fra un conduttori televisivi e veri e propri rappresentanti commerciali. Fra questi la più nota era una donna. E il suo nome era Wanna Marchi.

WANNA MARCHI, CHI ERA COSTEI?


Con un’introduzione presa direttamente da The Wolf Of Wall Street, si apre questa interessante docuserie firmata Netflix Italia in collaborazione con Fremantle.
Wanna racconta la vicenda umana e giudiziaria della regina delle televendite. Un racconto che si snoda in questa particolare epoca e in questo settore specifico dell’intrattenimento, senza i quali il “fenomeno-Wanna Marchi” non sarebbe potuto esistere.
E di cui la stessa protagonista è una figura emblematica e, al tempo stesso, sfuggente. Partita, infatti, come semplice estetista, Wanna diventa ben presto volto noto delle piccole reti televisive dimostrando grandi capacità affabulatorie e imponendosi come una delle “star” di questo settore, tanto da fondare una propria linea di cosmetica (la Asciè srl) e una propria trasmissione con annessa linea telefonica diretta per gli ordini. Una potenza mediatica destinata però a scontrarsi inevitabilmente con la giustizia.
È la stessa protagonista del racconto a fare da voce narrante alle vicende, ovviamente facendo quello che ha sempre fatto nella vita, ossia vendere sé stessa e la propria immagine. Sono poi gli altri personaggi coinvolti nel racconto (la figlia, le ex-collaboratrici, i giornalisti e avvocati che si sono occupati del suo caso…) ad integrare e (in qualche caso) contraddire le sue affermazioni. Ma tutto parte sempre da lei, motore immobile su cui si concentra tutta la narrazione.

UNA DOCUSERIE CONTROVERSA


Proprio questa centralità della protagonista principale è il motivo delle polemiche scaturite a seguito della messa in onda della docuserie. Viene naturale, infatti, chiedersi se sia etico impostare il discorso in questo senso, mostrando anche il volto “umano” di Wanna Marchi. In alcuni punti, infatti, sembra quasi che lo show cerchi di umanizzare fin troppo la Marchi, coinvolgendo l’infanzia difficile, i rapporti burrascosi con il marito violento e il rapporto fin troppo affettivo con la figlia Stefania. Il tutto mentre la stessa ammette, molto candidamente, di non pentirsi per nulla delle proprie azioni. Anzi, rimarcando il disprezzo nei confronti delle proprie vittime definendole “coglioni”.
E tuttavia il senso del documentario è proprio questo. Non solo una riflessione sulla capacità affabulatoria di certi personaggi, ma anche su come sia stato possibile che questi (con atteggiamenti al limite del bodyshaming e del bullismo) abbiano avuto una tale influenza su così tante persone, anche dotate di un certo spirito critico. Ed è proprio questo il motivo principale per vedere lo show, una sorta di “manuale” di psicologia e marketing emotivo per neofiti.
Si tratta di un prodotto destinato sicuramente a far discutere (come del resto è stato anche SanPa, per cui anche questa docuserie deve tanto a livello di cura stilistico-formale) ma proprio per questo motivo meritevole di visione.

D’ACCORDO!?


Lo show procede dunque in un percorso temporale (che va dai primi anni ’80 fino al 2006) dividendosi in quattro episodi che mantengono comunque un fil rouge verticale a sé. Il primo episodio Scioglipancia, infatti, è volutamente “WannaMarchicentrico” partendo dai successi iniziali nelle reti private fino all’apoteosi dello “scioglipancia”, rimedio universale contro il grasso e oggetto del desiderio di tutte le casalinghe di quel periodo. “Diavoli” invece si concentra sui rapporti controversi fra Wanna Marchi e la criminalità organizzata, coincidenti con le prime accuse di bancarotta fraudolenta. La seconda parte dello show è quella più “contemporanea” della storia di Wanna Marchi, con l'”affaire-Do Nascimento“, scoperto da Striscia La Notizia, il carcere e il ritorno sulle scene dopo la condanna.
Un capolavoro di sintesi che, attingendo da uno sconfinato repertorio di immagini e video d’archivio, ricostruisce tutto il periodo con dovizia di particolari, per cui lo spettatore esce dalla visione degli episodi sapendo tutto quello che c’è da sapere sul mondo delle televendite. Il tutto accompagnato da una colonna sonora azzeccata e una sigla che s’incolla al cervello quasi quanto le urla della stessa Wanna Marchi.

…THEM ALL!


 

 

 

Scioglipancia 1×01
Diavoli 1×02
Mago 1×03
Cattive 1×04

 

Dopo il grande successo di SanPa, ecco la storia di un altro “santone” (o meglio “santona”) protagonista della storia televisiva, e non solo, d’Italia: Wanna Marchi. La docuserie ripercorre, in maniera cronachistica e puntuale, i successi televisivi e le vicende giudiziarie della più famosa televenditrice del piccolo schermo. Ne viene fuori il ritratto complesso e sfaccettato di una personalità al tempo stesso carismatica e fragile, di cui è impossibile non rimanere incantati come davanti ad una sua televendita.

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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